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Antitrust: “Norma extra-profitti Fer non distorce concorrenza”

La risposta alla segnalazione di Assoidrolettrica: “Meccanismo ha carattere temporaneo e non interviene sulle modalità di formazione del prezzo orario” (articolo di )

Quotidiano Energia - La norma sugli extra-profitti delle rinnovabili prevista dal DL Sostegni ter “non introduce elementi distorsivi del meccanismo di mercato e, in particolare, dell’incentivo a realizzare nuova capacità rinnovabile”.


Questa la risposta dell’Antitrust alla segnalazione fatta da Assoidroelettrica.

Il dossier è stato esaminato nella riunione del 24 maggio e in quella occasione l’Agcm “ha valutato i fatti denunciati e ha riscontrato che in relazione agli stessi non risultano, allo stato, emergere elementi di fatto e di diritto sufficienti a giustificare ulteriori accertamenti ai sensi della legge 10 ottobre 1990, n. 287, o degli artt. 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea”.

Ciò in quanto “il meccanismo di compensazione dei ricavi introdotto dalla norma segnalata ha esplicitamente un carattere temporaneo, essendo limitato al periodo che va dal 1° febbraio al 31 dicembre 2022, e si inserisce in una congiuntura nella quale, per effetto del forte aumento del costo del gas naturale e dunque del prezzo di vendita dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso nelle ore in cui questo sia determinato dalle offerte dei produttori che utilizzano impianti a gas, i produttori interessati dalla misura contestata realizzano, attraverso la notevole crescita della cd. rendita infra-marginale, ricavi ingenti e imprevedibili”.

In tale contesto, prosegue il Garante, “il meccanismo di compensazione dei ricavi introdotto dal D.L. n. 4 del 27 gennaio 2022, avente carattere temporaneo, non interviene sulle modalità di formazione del prezzo orario dell’energia sul mercato centralizzato all’ingrosso, che infatti continua ad essere fissato sulla base dell’incontro della domanda e dell’offerta alle condizioni di costo effettive del settore”.

Per l’Antitrust, infine, la norma “soddisfa la maggior parte delle condizioni indicate dalla Commissione Europea, affinché sia accettabile l’introduzione temporanea di questo tipo di misure di estrazione delle rendite inframarginali per alcune categorie di impianti”.

L’Agcm continuerà comunque “a vigilare affinché eventuali nuove misure, analoghe a quella in discussione, che dovessero essere adottate nel nostro paese non abbiano conseguenze restrittive della concorrenza sui mercati interessati”, conclude la lettera.

Parlando con Quotidiano Energia a fine marzo, il dg di Assoidroelettrica, Paolo Taglioli aveva sottolineato che “applicando i parametri del Sostegni ter, le nostre centrali a mercato dovranno restituire l’83% del fatturato al Gse”.

Va ricordato che l’Antirust aveva invece evidenziato alcune criticità per quanto riguarda alcuni aspetti della norma del DL Taglia-Prezzi sul contributo solidaristico straordinario del 10%, poi elevato al 25%, sugli extra-profitti degli operatori energetici, in questo caso non solo delle rinnovabili. Pur non contestandone in radice l’impalcatura.