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Siccità, Centinaio: “Si sta pensando a un decreto”

Il sottosegretario all’Agricoltura: “Varie ipotesi per aiutare chi è in difficoltà”. Salvini (Lega): “Dare una mano agli agricoltori adesso”. Letta (PD): “Servono invasi”. Coldiretti rilancia il piano laghetti elaborato con Anbi. Report Cdp sul settore idrico (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - “Si sta pensando a un decreto. Ci sono varie ipotesi sul tavolo per aiutare i settori e le Regioni maggiormente in difficoltà”. È quanto spiegato ieri dal sottosegretario all’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, intervenuto alla trasmissione "L'Italia s'è desta" di Radio Cusano Campus.

Un provvedimento che è stato sollecitato anche dal segretario della Lega, Mattero Salvini, nel corso di un evento a Parma: “Se non piove sono problemi per gli agricoltori e per gli allevatori; quindi, serve un decreto siccità urgente per dare una mano adesso".

Oltre agli interventi normativi, però, in questi giorni è stata rilanciata anche la questione infrastrutturale. Per Centinaio, in particolare, “ci interessiamo dei problemi quando diventano di moda. Negli anni non sono stati fatti degli invasi in cui trattenere l'acqua quando ne arriva tanta. E poi c'è la mancanza di progettualità da parte di chi dovrebbe costruire questi invasi".

Su questi aspetti è arrivato anche il commento del segretario PD, Enrico Letta, che su Twitter scrive: "Ad Alessandria, in un incontro pubblico, ho chiesto al Governo di proclamare lo stato di emergenza per la siccità. La situazione è insostenibile, i danni sempre maggiori. Il nostro ecosistema va tutelato a partire da un piano straordinario per nuovi invasi".

Stato di emergenza che è stato chiesto al Governo anche dalle Regioni Piemonte ed Emilia-Romagna (QE 20/6).

Sul fronte delle associazioni, invece, oggi la Coldiretti torna sul piano invasi (o laghetti) elaborato con Anbi (QE 3/5), sollecitando un pronto sostengo.

Sulle infrastrutture per l’idrico, infine, era intervenuta venerdì anche Cdp con un documento di approfondimento dedicato all’acqua. “Lo stato delle infrastrutture in Italia è particolarmente critico: le perdite degli impianti di distribuzione ammontano al 42% (in Francia al 20%, in Germania all’8%). Il 36% della rete idrica ha un’età compresa tra 31 e 50 anni, il 22% ha più di 50 anni. Persistono, poi, i ritardi nell’adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione che hanno portato il nostro Paese a onerose procedure di infrazione Ue”.

Infine, sono “due le principali criticità che pesano sugli investimenti nel settore: la polverizzazione dei gestori, con oltre 2.500 operatori, e un processo di riorganizzazione della governance ancora incompiuto. Solo il 17% degli operatori è classificabile come ‘industriale’, il restante 83% è composto da gestioni in economia”.