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Superbonus e crediti, risoluzione “flash” dell’Industria in Senato

Concluso un rapido affare assegnato per sostenere gli emendamenti al DL Aiuti. Impegni su “piena funzionalità” della cessione e coinvolgimento di Poste e Cdp (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - La commissione Industria del Senato ha approvato la risoluzione sull’affare assegnato sulla fruizione e la cessione dei crediti d’imposta dei bonus per l’efficientamento energetico (n. 1205), in particolare in relazione al 110%.

L’approfondimento “flash”, presentato la scorsa settimana dalla decima commissione, ha portato a una risoluzione condivisa ieri. I punti essenziali sono due. In primis, si impegna il Governo ad “adottare, in tempi estremamente celeri, ogni opportuna iniziativa, anche di carattere legislativo, volta a garantire le più ampie possibilità per le imprese del settore di operare nell'ambito degli interventi previsti dal Superbonus 110%, in particolare rendendo funzionale e pienamente utilizzabile il meccanismo della cessione del credito, consentendo così lo sblocco dei crediti d’imposta presenti nei cassetti fiscali delle medesime imprese”.

In secondo luogo, come si legge dal documento (disponibile in allegato sul sito di QE), si punta ad “ampliare la platea dei cessionari, prevedendo, tra l’altro, la possibilità per le banche e le società appartenenti a un gruppo bancario di cedere i crediti d’imposta derivanti ai propri correntisti corporate rientranti nella definizione europea di piccole e medie imprese, di cui al decreto del Mise del 18 aprile 2005, e anche valutando l'opportunità di coinvolgere Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti”.

Il vero obiettivo della risoluzione - come dichiarato anche dal presidente della commissione, Gianni Girotto - è quello di sostenere le proposte emendative sul tema che sono state presentate, alla Camera, al cosiddetto decreto Aiuti.

“Le cessioni in attesa di accettazione da parte dei cessionari ammontano, secondo un'indagine pubblicata dal Centro Studi della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna) a maggio 2022, a oltre 5 miliardi di euro. Tutto a causa dei numerosi interventi normativi che si sono susseguiti sulla disciplina della cessione del credito, che hanno comportato per le imprese di costruzioni notevoli difficoltà, con una gravissima crisi di liquidità che si ripercuote sull’intero sistema”, osserva Girotto in una nota.