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Zafferano, l'oro rosso diventa ingrediente cosmetico

Nell'Abruzzo post sisma coltivazione dop in azienda biotecnologica

i campi di zafferano in Abruzzo, sull'altopiano di Navelli © ANSA
  • Redazione ANSA
  • 14 giugno 2019
  • 10:09

Zafferano: una delle spezie più costose ed amate al mondo. La sua diffusione ha origini così antiche da essere entrato a far parte della tradizione culinaria di numerosi paesi: in Italia, per esempio, fu importato dai Fenici, nell’età del bronzo. Ma la “questione Zafferano” è ben più interessante: non solo risotto alla Milanese o arancini siciliani. Questa spezia pregiata ha preziose caratteristiche che la rendono un ingrediente chiave anche nel settore della cosmesi. Gli stimmi dello Zafferano Crocus Sativus hanno proprietà rivitalizzanti, antiossidanti, purificanti e antinfiammatorie. Nei prodotti cosmetici può contribuire a rendere la pelle idratata, elastica, compatta e luminosa; contrastando l’invecchiamento e la comparsa delle macchie.
Circa il 70% della produzione mondiale proviene dall’Iran, ma anche nel nostro paese ne vengono coltivate alcune varietà pregiatissime. Nell’altopiano di Navelli, provincia dell’Aquila, viene coltivato Lo Zafferano dell’Aquila DOP, introdotto dalla Spagna nel XIII secolo da un frate domenicano della famiglia Santucci di Navelli. Per produrre la spezia, i fiori vengono raccolti a mano, uno ad uno, solo al mattino presto, prima che i pistilli vengano colpiti dal sole, rischiando di essere ossidati e perdere parte delle proprietà.
Ed è qui, che nel Settembre 2018, viene fondata (da Fiorella Bafile, Luca e Matteo Ioannucci) l’azienda Tindora Cosmetics, una società biotecnologica dove a far da protagonista è proprio l’Oro Rosso. Il sisma che nel 2009 ha colpito il territorio dell’Aquila non ha portato solo danni a livello architettonico, ma anche a livello sociale ed economico. Per questo motivo Tindora ha reinvestito sul territorio, divulgando la storia della propria terra e dei suoi preziosi frutti mediante lo zafferano, una varietà DOP ricercata in tutto il mondo. Una scelta non solo fatta per business, ma volta alla valorizzazione del territorio e all’incentivazione dell’occupazione. Obiettivo di Tindora è spingere la produzione locale, finora relegata solo a piccole produzioni curate da persone molto anziane, attraverso la partnership con il Consorzio per la tutela dello Zafferano DOP dell’Aquila e della Cooperativa Altopiano di Navelli. Tindora mette a disposizione una parte delle royalties delle creme ed un fisso annuo a giovani imprenditori locali che progettano di avviare nuove coltivazioni di Oro Rosso, offrendo anche dei bulbi come prestito d’onore. Da Settembre 2018 a oggi, hanno già aderito diciassette giovani imprenditori.
“Lo Zafferano è un prodotto della terra, e noi, dopo il sisma, siamo proprio ripartiti dalla terra” ha dichiarato Fiorella Bafile, socio fondatore di Tindora, “L’azienda, rappresenta anche la bio cosmesi del terzo millennio, mediante l’inclusione di pre e pro-biotici come cardo mariano, enzima Q10, aloe aera ed acido ialuronico. Lo Zafferano, in questo caso, ha anche la proprietà di essere veicolante per gli altri ingredienti contenuti nei prodotti della gamma”.
Si tratta di un prodotto di nicchia? Si, poiché realizzato con attraverso un sistema di produzione non intensivo, che rispetta la natura e mantiene viva la tradizione. Tutti i prodotti Tindora hanno certificazione AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) che li rende una scelta ottimale sia per il proprio benessere fisiologico che per la salvaguardia dell’ambiente.

 

 

 

  • Redazione ANSA
  • 14 giugno 2019
  • 10:09

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