La first lady cinese Peng Liyuan, icona di stile non tradizionale

Bianco, grigio, tortora chiaro per i tubini avvitati della designer Ma Ke.

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Chiudi La first lady cinese Peng Liyuan (ANSA) La first lady cinese Peng Liyuan

Forme classiche, tagli a vivo, tubini avvolgenti per il guardaroba della first lady cinese Peng Liyuan che ama i colori pastello in particolare i grigi chiari, il bianco non candido, il tortora chiarissimo oltre a rosa, giallo, azzurro. In visita di stato a Roma con il marito Xi Jinping si è distinta per eleganza. I suoi abiti sono di Ma Ke., la designer artista che rielabora tessuti e forme della tradizione cinese in modo contemporaneo.

Un abito bianco sotto un soprabito tortora chiaro, con scarpe e borsa sullo stesso tono per l'arrivo in aeroporto, un tubino in grigio chiarissimo e tacchi sottili per la visita al Quirinale ha scelto per il soggiorno istituzionale nella capitale.

C'è un filo che lega la first lady cinese Peng Liyuan, soprano e cantante folk, all'Italia: l'amore per l'opera e la Turandot, scoperta per la curiosità sul coro dei fanciulli che introduce il tema del "fiore di gelsomino", canzone cinese conosciuta da Puccini grazie a un carillon. A differenza di chi l'ha preceduta, Peng ha scelto di stare sotto i riflettori fin da quando Xi Jinping, è diventato nel 2013 presidente.

Agli inizi era anche più nota dell'uomo sposato nel 1987, grazie alla fama canora esplosa al Gala di Capodanno, lo show della tv di Stato che accompagna a passo di musica il nuovo anno cinese. I riflettori li ha conquistati alla prima visita ufficiale: a Mosca, 10 giorni dopo l'elezione di Xi. E da allora non li ha più mollati, diventando un modello di stile e icona di bellezza. I paragoni con le allora premiere dame Carla Bruni e first lady Michelle Obama, fino ai più recenti con Melania Trump e la regina Letizia di Spagna, ne hanno rafforzato l'immagine. 

Nata nella provincia dello Shandong 56 anni fa, Peng è entrata a 18 anni nell'Esercito di liberazione popolare grazie alla sua voce, fino a ricevere il grado di 'generale maggiore' salendo alla guida dell' Accademia delle arti delle forze armate. Molti i ruoli ufficiali: ambasciatrice dell'Oms per la tubercolosi e l'Aids, inviata speciale dell'Unesco per l'avanzamento dell'educazione di ragazze e donne. E e volto nuovo di Pechino, simbolo più riuscito del "soft power" cinese. E' considerata la first lady più forte dai tempi di Jiang Qing, moglie di Mao Zedong, così come suo marito è il leader più potente dai tempi del "Grande Timoniere". La loro storia d'amore è celebrata come favola di Stato: il China Daily ha dedicato un anno fa uno speciale alla coppia, indicata come "un buon esempio" di matrimonio riuscito per tutto il Paese.

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Arredare, nuove tendenze 2019 per camerette e salotti

A Casaidea tutto su misura per i piccoli e boiserie in ogni ambiente

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Chiudi Casaidea LEFABLIER (ANSA) Casaidea LEFABLIER

Le camerette che diventano mini abitazioni da arredare con tutto su misura cucina compresa, il mix and match di materiali e tessuti per rinnovare gli ambienti, i salotti con la seduta al centro e le boiserie che tornano di gran moda. Sono alcune delle novità di arredo e design di Casaidea 2019 (23 - 31 marzo alla Fiera di Roma) che quest’anno giunge alla sua 45a edizione.
Per i più piccini tutto è su misura e la casa si fa “piccola”
La camera dei bambini? Deve poter suscitare senso di protezione e invitare al gioco. Tra le novità in mostra alla manifestazione organizzata da MOA Società Cooperativa, arredi per i più piccoli dall’inconfondibile stile scandinavo, che creano un ambiente sicuro e stimolante, con mobili in grado di adattarsi e trasformarsi negli anni, per soddisfare i cambiamenti della crescita. L’ambiente è tutto su misura, con cucina e tavolo da lavoro riprodotti in miniatura, e nella cameretta il letto - elevato o no e trasformabile in tutte le varianti di lunghezza - si arricchisce del kit casa: il tetto e il frontale, che possono essere montati a destra o a sinistra a scelta e in base alle esigenze di spazio, comprendono finestra e camino che conferiscono subito al mobile un’aria giocosa ma trasformandolo anche nel perfetto nido per il sonno. L'interno della mini abitazione e lo spazio sotto il letto, inoltre, sono perfetti per la costruzione di tane da soli o con gli amici.
Gioco di luci e ombre, linee e volumi ridisegnano gli spazi
La semplicità del design può esprimere forte personalità, bellezza e armonia: per la zona giorno e per la zona notte di tendenza sono soluzioni che – con l’utilizzo consapevole di linee verticali e orizzontali - donano vigore agli arredi e vitalità all’ambiente. Alti e bassi rilievi, sbalzi delle forme generano effetti di chiaro e scuro che, attraverso accostamenti di materiali e tessuti diversi, creano un gioco di colori, per gli occhi, e di texture, per il tatto.

Il benessere in casa, il living invita al relax
Che sia secondo la filosofia danese Hygge – che invita a ricreare in casa un'atmosfera calda e intima da condividere con amici e parenti - o la finlandese Kalsarikännit, una tendenza più solitaria, è importante ricreare nella propria abitazione un luogo dedicato ai momenti di relax. Tra le novità in mostra a Casaidea 2019, le sedute diventano protagoniste della zona giorno: posizionate al centro della stanza, divano e poltrone si caratterizzano per la pulizia e la contemporaneità del segno, che abbraccia idealmente la stanza con sobria eleganza e leggerezza. Una zona living perfetta per i momenti conviviali della giornata.

In cucina equilibrio stilistico tra classico e contemporaneo
Una lunga tradizione produttiva artigianale abbinata all’avanguardia tecnologica dona all’ambiente della cucina il perfetto mix di fascino senza tempo e funzionalità: gli stili si combinano, si intrecciano e si uniscono, dando vita ad un nuovo linguaggio stilistico fresco, leggero e ricercato che celebra l’incontro tra classico e contemporaneo, in un dialogo di inediti accostamenti cromatici. Tra le soluzioni in mostra a Casaidea 2019, le pareti della cucina si “vestono” di boiserie lignee a tutta altezza, completamente attrezzate all’interno, creando un ambiente elegante ma anche versatile. I colori sono neutri o molto delicati, come il marmo Rosa Portogallo utilizzato per la zona lavaggio e la zona cottura, caratterizzata da un importante piano con comandi frontali. Il portale squadrato che sovrasta la zona lavaggio diventa capiente con la possibilità di usufruire dello spazio interno alle cornici boiserie.
Contrasti e la scelta di superfici materiche
Scultoree e scenografiche, librerie e madie catturano l’attenzione con un gioco compositivo di forme, colori e materiali differenti. Seppur di gran ritorno è un arredo dallo stile minimal con linee pulite e soluzioni monocramatiche, la ricerca di accostamenti forti è sempre molto apprezzata, con superfici materiche e colori differenti che ridisegnando spazi e pareti con scaffalature e molteplici ripiani.

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"Diana voleva Harry sul trono, non William"

Nella nuova biografia del principe la rivelazione

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Chiudi Lady Diana con il principe Harry a Saint Tropez nel 1997 (ANSA) Lady Diana con il principe Harry a Saint Tropez nel 1997

Lady Diana pensava che fosse Harry il figlio più adatto diventare re. Lo avrebbe svelato la scrittrice Angela Levin nella nuova biografia Harry: Conversations with the Prince. “La capacità di gestire la pressione, di farsi amare dal pubblico, sono le qualità che hanno spinto Diana a pensare che Harry sarebbe stato un re migliore di William.. Lo chiamava anche “Good king Harry”. Tutto vero oppure è solo una nuova trovata pubblicitaria?

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Quartieri emergenti, da Roma a Barcellona, da Parigi a Londra le nuove zone trendy

Tanti studenti, aree riqualificate e nella capitale effetto metro C

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Chiudi Pasolini Pigneto (ANSA) Pasolini Pigneto

Da zone poco raccomandabili a quartieri “cool”, l’evoluzione delle grandi città spesso avviene con la rinascita di alcune aree urbane e attraverso processi di riqualificazione da parte delle amministrazioni comunali ma anche grazie al tessuto imprenditoriale locale e alla partecipazione attiva degli abitanti. Badi, la piattaforma per l'affitto di stanze, ha selezionato i quartieri delle principali città europee in cui sta registrando un significativo incremento di ricerche e che sono quindi da tenere d’occhio perchè destinati a crescere e, contestualmente, a veder aumentare i prezzi degli affitti e al metro quadro.

A Roma, a determinare la rinascita di alcuni quartieri è stata senza dubbio la nuova linea C della metropolitana: Pigneto - definito uno dei quartieri “yuccie” di Roma, il Pigneto è una zona multiculturale dove passato e presente si intrecciano. Tra murales, botteghe artigiane e movida, il Pigneto è da qualche tempo tra le nuove aree più trendy di Roma. I prezzi si attestano intorno ai 2.700 euro al mq.

Centocelle - candidato a successore di Pigneto e San Lorenzo, si sta lasciando alle spalle la nomina di quartiere “degradato” anche grazie all’apertura di bistrot e locali di tendenza (180gradi tra le pizzerie più apprezzate a Roma). I prezzi delle case sono ancora bassi, per cui Centocelle rappresenta una delle aree da tenere d’occhio in questo momento perchè destinato ad affermarsi nei prossimi anni tra i nuovi quartieri cool di Roma. I prezzi per mq si attestano intorno ai 3.000 euro.

Alessandrino - negli ultimi anni sono state realizzate ampie vie ed edifici moderni, come la celebre chiesa di Dio Padre Misericordioso progettata da Richard Meier. Oggi la zona rientra tra le aree individuate dal Comune per promuovere l'identità locale e i processi di qualificazione e modernizzazione della periferia. I prezzi per mq si attestano intorno ai 2.300 euro. 

Barcellona

Poblenou - Precedentemente conosciuto come “la Manchester catalana” , Poblenou è un quartiere noto per i suoi antichi edifici industriali caratterizzati da una grande bellezza architettonica, e che ora è l’epicentro della vita culturale e artistica della città, divenendo un’area nella quale gli spazi in disuso delle antiche sedi industriali, sono stati trasformati in fabbriche creative e gallerie per diversi artisti. Nel 2018, il prezzo al mq ruotava attorno ai 3.200 euro.

Sant Andreu - questo quartiere si caratterizza per un contesto familiare dovuto alle sue piccole strade e al buon collegamento con il centro città. Sant Andreu è il nono dei 10 distretti che costituiscono la città di Barcellona. Sant Andreu è il luogo ideale per le famiglie che vogliono vivere a Barcellona ma lontane dalla confusione del centro città. È un quartiere con un’intensa vita sociale. Nel 2018, il prezzo al mq si aggirava intorno ai 3.200 euro.

El Clot - All’inizio del ventesimo secolo, El Clot era prevalentemente un quartiere popolato dalla classe operaia e industriale, con fabbriche e case popolari, che attirava gente di altre zone incrementando la popolazione locale. Successivamente, il quartiere è diventato principalmente un’area residenziale. Nel 2005 è stato costruito un edificio simbolo, l’Agbar Tower, uno dei tre edifici più alti di Barcellona. Ad oggi, El Clot è noto per essere un quartiere molto ben connesso con il centro città. Nel 2018, il prezzo al mq si aggirava intorno ai 3.800 euro.

Parigi

Belleville - è un quartiere nel quale si trovano molti locali e bar e non è più percepito come pericoloso e popolare, ma piuttosto come un quartiere alla moda. Negli ultimi dieci anni questo distretto è stato colpito dal fenomeno della gentrificazione e i prezzi al mq si aggirano intorno ai 8.300 euro.

Jaurès - è un quartiere che 20 anni fa aveva una brutta immagine a causa di un diffuso problema di spaccio di droga nell’area. Da allora, sono stati aperti molti locali, ristoranti e un cinema ed è considerato un quartiere “Bo-Bo” (bourgeois + bohemian). Gli affitti sono saliti nel corso degli anni. I prezzi al mq raggiungono i 7.900 euro. Montreuil - è al confine di Parigi. Attualmente, la periferia nelle vicinanze è molto più accessibili per quanto riguarda i prezzi di acquisto e di affitto ma la periferia interna è appetibile appetibili sia per le aziende sia per le persone.

Montreuil è considerato un quartiere emergente e la continuazione del 20° arrondissement. Catalogato qualche anno fa come popolare ed industriale, Montreuil è molto ambito dai Bo-Bo che investono sempre più in locali per ricavarne dei loft. I prezzi si attestano intorno ai 5.900 euro al mq.

Londra

Brixton – la sua reputazione è cambiata tanto negli anni ed ora è uno dei quartieri più interessanti per chi cerca una soluzione in affitto nella Capitale. Situato a sud di Londra, è popolato da una comunità vibrante di afro-caraibici e ospita una fantastica selezione di ristoranti, dal Buzzy market fino ai circostanti spazi verdi. Il mix di meravigliose case a schiera in stile georgiano e vittoriano attrae affittuari da tutto il mondo che giungono appositamente per visitare l’iconica Electric Avenue, il cinema Ritzy che è situato nel quartiere dal 1911 o il David Bowie memorial, in ricordo di uno dei suoi più famosi residenti. I prezzi al mq raggiungono i 7.700 euro.

Shepherd’s Bush – una volta considerata una zona degradata di Londra, Shepherd’s Bush era nota per le sue abitazioni economiche e per il notevole afflusso di residenti australiani alla ricerca di contratti a breve termine. Con Westfield – ora il più grande shopping centre d’Europa – e una delle arene musicali più importanti a livello mondiale, lo Shepherd’s Bush Empire, la zona sta richiamando l’attenzione in quanto punto focale per chi cerca un affitto a Londra. L’investimento di 8 miliardi a White City sta procedendo secondo le previsioni e Shepherd’s Bush è destinato a crescere aumentando il numero di residenze e opportunità lavorative nella zona. I prezzi si attestano intorno ai 8.600 euro al mq.

Tooting – nessun altro quartiere può essere definito emergente come Tooting. Un tempo la sorella più povera dei vicini Balham e Clapham, la zona sembra stia ora emergendo ed è stata perciò inserita l’anno scorso nella top 10 dei quartieri più belli sulla terra da Lonely Planet. Con tantissimi ristoranti indiani, il mercato di Tooting sta velocemente diventando un punto di riferimento per i “foodies” con un mix eclettico di birrerie artigianali ed enoteche, locali notturni alla moda e chioschi indipendenti. I prezzi al mq raggiungono i 7.700 euro.

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Bouchet: "io nel film di Zalone"

Attrice a Cortina: "farò remake Vacanze romane. Quanta tv volgare"

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- "Altro che sex symbol: avrei fatto volentieri la parrucchiera o la truccatrice". La cucina? "Non so cosa sia, per farvi capire meglio: uso il mio forno solo come ripostiglio". A parlare così al festival Cortinametraggio è Barbara Bouchet, sogno erotico italiano degli anni Settanta, ora 75enne e con ancora tanta voglia di lavorare.
    Intanto ha appena finito le riprese a Malindi del film 'Tolo Tolo', quinta fatica cinematografica di Checco Zalone, ma del suo ruolo non parla: "Checco mi ha cucito la bocca, non posso dire davvero nulla". E poi tra una settimana sarà a Roma sul set romano di un remake di Vacanze romane (Rome in Love di Eric Bross): "Sono la vicina del giovane giornalista a cui faccio un po' da confidente, un ruolo che assumerò poi anche verso la ragazzina sua amante. Per lei anche un remake-sequel di Milano calibro nove, film di Fernando De Leo del 1972, da girare a giugno. "Oggi - dice - più sei volgare più finisci in tv. Se non hai scandali non si parla di te".
   

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Muhammad Alì, 100 foto al PAN di Napoli

Immagini dai grandi archivi internazionali

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Napoli rende omaggio a Muhammad Alì, una delle icone sportive più famose e celebrate del XX secolo, con una mostra al PAN - Palazzo delle Arti di Napoli in programma dal 22 marzo e fino al 16 giugno. La rassegna offrirà al pubblico 100 immagini, scatti provenienti dai più grandi archivi fotografici internazionali come il New York Post Archive, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection in cui Alì è colto in situazioni e momenti fondamentali della sua vita non solo sportiva. La mostra inizia con le fotografie che celebrano le imprese pugilistiche più famose: dagli incontri con Sonny Liston, George Foreman e Leon Spinks che lo portarono, unico nella storia, a conquistare tre titoli pesi massimi, ai match dell'epica sfida contro Joe Frazier.
   

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La casa di Philip Roth a New York in vendita 'intatta'

Spazzolino nel bagno, scarpe sotto il letto. 3,2 milioni nell' Upper West Side

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Chiudi 130 West 79th Street Upper West Side, NYC (courtesy agenzia Brown Harris Stevens) (ANSA) 130 West 79th Street Upper West Side, NYC (courtesy agenzia Brown Harris Stevens)

Casa d'autore, spazzolino da denti incluso: a Manhattan l'appartamento di Philip Roth è stato messo in vendita per 3,2 milioni di dollari e tutto è esattamente o quasi come lui l'aveva lasciato.
Roth non ha avuto figli e l'appartamento, a pochi passi dal Museo di Storia Naturale, è stato messo in vendita dagli eredi.
Sono circa 150 metri quadri e tre balconi su West 79 Street: Roth, che divideva il suo tempo tra New York e la casa di campagna in Connecticut, ci ha abitato dal 2004 fino alla morte l'anno scorso a 85 anni.

E anche se spazzolino e pantofole non sono compresi nel prezzo, per i potenziali acquirenti che fanno la fila con l'agenzia Brown Harris Stevens tutto è rimasto esattamente come un anno fa: le scarpe vicine al letto, i maglioni piegati nell'armadio, lo spazzolino sul lavandino del bagno, i libri sugli scaffali, su una delle scrivanie il Pulitzer vinto nel 1998 per "Pastorale Americana". C'è il computer Dell usato per anni e la macchina del fax (lo scrittore cominciò a usare l'email solo dopo aver annunciato che non avrebbe più dato un romanzo alle stampe). La poltrona Eames in pelle nera consumata su cui amava leggere. Tra i pochi cimeli il cappello a cilindro indossato da Saul Bellow alla cerimonia del Nobel: premio che a Philip Roth fu sempre negato.
Libri e parte dei contenuti dall'appartamento finiranno alla Newark Public Library per espressa volontà dello scrittore, ma ad alcuni vicini la presenza degli oggetti personali del defunto ha fatto specie: "Se la sua casa adesso è sul mercato, la sua privacy non dovrebbe esserlo", ha protestato sul Guardian Terena Bell che abita alla porta accanto. "A Roth piaceva abitare nell'Upper West Side perché ci vivevano molti ebrei", ha spiegato al Wall Street Journal il biografo Blake Bailey, mentre gli agenti immobiliari fanno la genesi della proprietà. Lo scrittore aveva inizialmente acquistato un monolocale nella stessa palazzina nel 1989, usandolo soltanto come ufficio dal momento che abitava a pochi isolati di distanza con la moglie Claire Bloom. Dopo il divorzio da Claire, Roth lasciò New York e per molti anni si ritirò a vivere in Connecticut usando l'appartamento della 79/a strada come occasionale pied-a-terre. Con il successo della "Trilogia Americana" ("Pastorale", "Macchia Umana" e "Ho sposato un Comunista"), lo scrittore tornò a New York. Comprò l'appartamento adiacente allo studio e ne fece un'unica casa.

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Leggere libri insieme ai figli "è come aiutarli a leggere il mondo"/VIDEO

Ricerca, 70% lo fa, specie da piccolissimi

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Chiudi Una madre legge un libro con la figlia foto iStock. (ANSA) Una madre legge un libro con la figlia foto iStock.

Genitori e figli insieme anche attraverso la lettura: il 70% dei genitori legge un libro insieme al proprio figlio almeno ogni 2-3 giorni, mentre il 38% lo fa ogni giorno. E' quanto emerge da una ricerca commissionata da McDonald's a Kantar Italia, i cui risultati sono stati illustrati in occasione del lancio dell'iniziativa Happy Meal Readers, promossa da McDonald's Italia con l'obiettivo di avvicinare i bambini alla lettura. La ricerca è stata effettuata su un campione rappresentativo di 600 genitori.

12 storie inedite per avvicinare bimbi alla lettura

"Leggere un libro insieme ad un figlio è come aiutarlo a leggere il mondo - ha commentato Alberto Pellai, psicoterapeuta dell'età evolutiva -. I libri per i bambini sono specchi perché dentro a una storia trovano pezzi della loro, e sono porte perché quando lo aprono possono entrare in mondi che gli sono accessibili solo così". Il momento preferito per la lettura insieme è quello della sera, prima di dormire per il 75% degli intervistati, mentre il 43% si dedica a questa attività il pomeriggio. Anche nell'era del digitale per i bambini il libro rimane quello di carta (93% dei casi), che è sempre presente nelle case delle famiglie italiane. Secondo i genitori poi è importate avvicinarsi alla lettura sin da piccolissimi: l'87% di loro infatti è d'accordo sul fatto che già in età pre-scolare i libri siano un valido supporto per lo sviluppo di capacità di apprendimento ed educazione emotiva nei bambini. Di recente un'importante ricerca "ha rivelato che i bambini a cui i genitori leggono regolarmente libri in età pre-scolare hanno un vantaggio di circa 8 mesi nell'acquisizione delle competenze linguistiche rispetto ai loro coetanei cui manca questo elemento - ha aggiunto Pellai - . Questo vantaggio si manifesta nella capacità espressiva e di prelettura, ma soprattutto in quella comprensiva del bambino".

I bambini, secondo gli ultimi dati diffusi da Aie, Associazione italiana editori, rappresentano un nucleo di 'lettori forti': l'82% degli under 13 ha letto un libro, sfogliato un albo illustrato, un ebook, un audiolibro o un'app a contenuto editoriale nell'ultimo anno, contro il 65% degli italiani fra i 14 e i 75 anni.
   

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Orticola, a ogni luogo la sua pianta

A Milano XXIV edizione fra estetica ed ecosistema

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- Dalla Epipactis di Berdabel, che raggruppa diverse specie di orchidee spontanee, alla Dionaea muscipula, la pianta acchiappamosche. Oltre 160 espositori alla XXIV edizione di 'Orticola', mostra-mercato di fiore, piante, frutti rari, insoliti e antichi, in calendario dal 17 al 19 maggio a Milano.
    Ma la rassegna negli anni si è trasformata da vetrina del vivaismo nazionale e internazionale a appuntamento per parlare di ambiente, clima, oltre la bellezza estetica di piante e fiori. Tema conduttore per l'edizione 2019, le piante amiche, le buone associazioni botaniche, in modo che in ogni luogo ci sia la sua pianta, con l'obiettivo di spiegare che il giardinaggio non è solo accostamento di forme, colori e fioriture.
   

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Sterling Ruby è special guest Pitti

Artista presenterà prima collezione del brand S.R.Studio

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 L'artista americano Sterling Ruby è lo special guest di Pitti Immagine Uomo 96, in programma a Firenze dall'11 al 14 giugno. Noto per la natura poliedrica del suo lavoro - tra pittura, ceramica, collage, video e fotografia, tessuti artwork, scultura e installazioni - e per la personale rivisitazione del workwear americano, Sterling Ruby presenterà la prima collezione del brand S.R.Studio.La.Ca. con un evento speciale in programma il 13 giugno.
    "Pitti Uomo occupa un posto speciale nel mondo della moda - dichiara Ruby -. Si è affermato come un luogo di grande centralità con una sua identità specifica, senza compromessi, un luogo del saper fare e dell'artigianalità, con un tempo tutto suo. L'invito di Pitti a essere lo special guest rappresenta per me il momento perfetto, per realizzare un progetto che sto esplorando privatamente, nel mio studio, da quasi dieci anni".
    Le opere di Sterling Ruby sono presenti al Museum of Modern art di New York, al Solomon R.Guggenheim museum di New York, alla Tate Modern di Londra, al Centre Georges Pompidou di Parigi e al Moderna museet di Stoccolma. Ruby ha lavorato anche nel mondo della moda sviluppando diverse collaborazioni con Raf Simons, Dior e Calvin Klein.(ANSA).
   

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Messer Tulipano compie vent'anni

Nel Castello di Pralormo un viale dedicato alla Turchia

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 Messer Tulipano compie vent'anni.
    Per festeggiare farà fiorire con 100.000 tulipani il parco del Castello di Pralormo, tra Torino e Alba. La manifestazione, che nel 2018 ha attratto più di 70.000 visitatori, si terrà dal 30 marzo al primo maggio. Tra le novità - spiega Consolata Pralormo, moglie del conte Filippo Beraudo di Pralormo e ideatrice dell'evento - il viale dei Sultani che dà risalto alla storia del tulipano, proveniente dall'Asia e amatissimo nel XV secolo in Turchia tanto da diventare emblema della Dinastia. Ci sono poi Il giardino di ispirazione olandese e Lo studio del Dottor Tulp, salotto dedicato al medico Nicolaes Pierszn, ritratto da Rembrandt nel quadro 'La lezione di anatomia del dottor Nicolas Tulp'. Argomento collaterale è 'Il tesoro verde: i viaggi dei cacciatori di piante', dedicato ai viaggi degli esperti di botanica alla ricerca di specie rare. E' stata anche ricostruita, con Federfarma e Ordine dei Farmacisti di Torino, una farmacia dedicata alle piante medicinali. (ANSA).
   

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Giornata della poesia, dai libri ai muri è l'epoca dei versi 'democratici'

Liriche per tutti migliorano posti abbandonati. Parlano Fenejum e Mister Caos, poeti di strada

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Chiudi In una strada di Roma su un muro versi lirici: poesia di strada da M.E.P. (movimento emancipazione poesia) - foto di Alessandra Magliaro (ANSA) In una strada di Roma su un muro versi lirici: poesia di strada da M.E.P. (movimento emancipazione poesia) - foto di Alessandra Magliaro

E' una delle tante forme espressive della poesia, quella forse più alla portata di tutti, o meglio sotto gli occhi di tutti: parliamo dell’Urban Poetry in occasione della Giornata mondiale della poesia del 21 marzo.

Nel mezzo di tanti fenomeni “4.0” che riguardano la poesia - dalle competition di slam poetry ai festival sparsi per tutta Italia, fino all’incontro con la nuova musica italiana, dall’indie all’hip hop - la poesia di strada è da qualche tempo al centro dell’attenzione, grazie ad una nuova generazione di “poeti urbani”. Quelli che scelgono di esprimere il loro talento sulla carta stampata o con parole dipinte, raggiungendo un nuovo pubblico e usando le città come inedite pagine di un libro contemporaneo. L’obiettivo è diffondere la poesia e i suoi messaggi, universali o personali, usando un linguaggio vicino alle persone e lontano dalle convenzioni, occupando spazi inediti o riconquistando i non-luoghi delle città.

Due dei protagonisti sono Fenejum e Mister Caos.

Fenejum, “pseudonimo di una parola più o meno inventata”, misterioso e orgogliosamente anonimo poeta di strada, definito dai media il “Banksy della poesia e della letteratura italiana”, ha scelto la carta e la stampa per diffondere le sue composizioni poetiche, riempiendo i muri delle città di fogli A4 pieni di rime e di immagini che richiamano la bellezza come mezzo per combattere il male di vivere contemporaneo.

Fenejum ha raccontato al brand di telefonia Wiko il suo rapporto con la poesia e il “ruolo” del poeta di strada oggi. “La poesia è una cosa così squisitamente vaga e intima che va ben oltre la letteratura. La strada è il luogo migliore per condividere versi, soprattutto oggi: le cose belle dovrebbero essere fruibili e gratuite, e solo in strada questo può avvenire senza troppi compromessi. Si leggono pochissimi libri di poesie, ma questo non significa che non ci sia bisogno dei poeti; se il lettore non va in cerca della poesia, allora sarà la poesia ad andare in cerca del lettore... per me è questa l'essenza della poesia di strada…”.

La poesia di Fenejum si rivolge infatti a tutti: al passante, a chi la noterà, a chi la fotograferà o magari a chi la staccherà da un muro per farla sua.

Mister Caos, classe ’92, è un poeta e artista milanese, che spezza e poi ricompone, attraverso la scrittura e la pittura, i confini tra arte e parole. Il suo approccio è frutto di una contaminazione tra stili e forme espressive diverse, che hanno un comune denominatore: la volontà di lasciare tracce di sé, accessibili a tutti. A Wiko ha raccontato che: “… Scrivo poesie perché è il mio modo di dialogare con il mondo, di uscire, incontrare persone e fare esperienze. Poesia perché dà voce a quello che penso, in strada perché chiusa in un libro sarebbe come stare zitto”.

Mister Caos ha coltivato la passione per la scrittura e il graffito fin da piccolo. Si è lasciato ispirare da tanti mondi: il punk, il rock, il rap, il cantautorato italiano, ma anche dalle stesse persone, dalle loro storie, dalle città.

Ciò che accomuna figure contemporanee come Fenejum, Mister Caos e gli altri poeti di strada è la volontà di “democratizzare” l’emozione della poesia, la bellezza della parola e lo spazio delle metropoli di oggi. Rendere accessibili e alla portata di tutti questi linguaggi, aprire a forme di espressione dirompenti e fuori dagli schemi, invitare le persone a recuperare il senso e lo spazio del mondo.

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Meghan Markle è entrata in maternità, stop agli impegni /VIDEO

Quasi finiti i lavori a Frogmore House. Sarà un maschio o una femmina?

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Chiudi Meghan duchessa di Sussex alla New Zealand House di Londra per la cerimonia in memoria delle vittime dell'attentato terroristico in Nuova Zelanda (ANSA) Meghan duchessa di Sussex alla New Zealand House di Londra per la cerimonia in memoria delle vittime dell'attentato terroristico in Nuova Zelanda

Meghan Markle è entrata in maternità. La duchessa di Sussex ha interrotto gli impegni di lavoro e rimarrà a riposo nelle prossime settimane, le ultime che la separano dal parto. Pare siano quasi finiti, inoltre, i lavori a Frogmore House, la tenuta di Windsor in cui Harry e Meghan andranno a vivere dopo la nascita del piccolo (o della piccola).
Meghan, infatti, sembra aver infranto il protocollo ben più di una volta ma in una cosa si è rivelata fedele alla casa reale: il sesso del bebè si saprà solo dopo la sua nascita

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Nostalgia anni '90, risbucano le tute acetate /VIDEO

I protagonisti di Captain Marvel ricordano quel periodo

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Chiudi Captain Marvel (ANSA) Captain Marvel

Captain Marvel sta continuando a macinare successi al botteghino. Il film è ambientato negli anni Novanta e abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti di svelarci un ricordo personale quel periodo. Qualcuno rimpiange la sua giovinezza, qualcun altro la musica e qualcuno ricorda... le tute acetate! Alzi la mano chi non ne aveva almeno una nell'armadio…

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Made in Italy in crescita. Top marchio è Gucci

BrandZTM Top 30 Most Valuable Italian Brands 2019

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Chiudi Milan Fashion Week: Gucci (ANSA) Milan Fashion Week: Gucci

Il valore del marchio 'Made in Italy' continua a crescere a doppia cifra, anno dopo anno, grazie ad una solida presenza sulla scena mondiale. È quanto emerge da BrandZTM Top 30 Most Valuable Italian Brands 2019, la classifica stilata da WPP e Kantar secondo cui i marchi italiani hanno aumentato il loro valore del 14% negli ultimi 12 mesi raggiungendo i 96,9 miliardi di dollari. Il marchio italiano di maggior valore è Gucci, che raggiunge i 24,4 miliardi di dollari di brand value in crescita del 50%. Tra i primi cinque posti Tim (9,41 miliardi di dollari), Enel (7,94 miliardi di dollari), Kinder (6,79 miliardi di dollari) e Ferrari (4,75 miliardi di dollari). Altri quattro brand presenti nella Top 30 hanno visto crescere il valore del loro brand di oltre il 20%. Si tratta di Ferrari (+36%, 4,75 miliardi di dollari), Fiat (+23% con 1,39 miliardi di dollari), Campari (+23% con 591 milioni di dollari) e Fendi (+22% con 1,88 miliardi di dollari). Novità della Top 30 italiana del 2019 è Fastweb (27esima in classifica con un valore di 891 milioni di dollari). Al 29esimo posto Lavazza (763 milioni di dollari, +6,7%). 

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Romics, da 80 anni Batman a Radcliffe

La 25/a edizione dedicata a fantascienza, fantasy e supereroi

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La prima tappa italiana dei festeggiamenti ufficiali Dc Comics per gli 80 anni di Batman, con iniziative come una mostra di tavole originali realizzate da grandi artisti italiani e internazionali e un focus sul rapporto tra il supereroe e l'Italia; il ritorno di Cristina D'Avena con il nuovo album, e fra le anteprime, le prime due puntate di Miracle Workers, nuova serie con Steve Buscemi nei panni di Dio e Daniel Radcliffe in quelli di un angelo. Saranno fra i momenti clou della 25/edizione di Romics, dedicata a fantascienza, fantasy e supereroi. Il grande appuntamento internazionale su fumetto, animazione, games, cinema e entertainment, che si tiene due volte l'anno nella Capitale, sarà in cinque padiglioni della Fiera di Roma, dal 4 al 7 aprile.
    I Romics d'oro alla carriera andranno a Willem Dafoe, Reki Kawahara, Ryan Ottley, Alessandro Bilotta, George Hull. Tornerà Giorgio Cavazzano, con con una grande mostra di originali, tutti dedicati alla fantascienza e al fantasy.
   

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Likemeback, diventare eterni coi social

Tre ragazze 'smartphone-addicted' nel film di Seragnoli

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"Prima eri solo vivo, ora sei eterno". Così una delle protagoniste di 'Likemeback' di fronte alla foto di una lisca di pesce appena postata su Facebook e Instagram. E' uno dei momenti chiave del film di Leonardo Guerra Seragnoli che, dopo il festival di Locarno, esce il 28/3 distribuito da Nightswim e pone al centro di tutto tre ragazze diciottenni fedeli a un solo dio: il loro smartphone. Lavinia (Blu Yoshimi), Carla (Denise Tantucci) e Danila (Angela Fontana), finito il liceo, partono insieme per una vacanza in barca a vela. Sono tutte sole con i loro smartphone di ordinanza e un silenzioso skipper, Josko (Goran Markovic) in viaggio lungo le coste della Croazia.
    Le tre ragazze si consumano tra i loro sogni, la grande paura di crescere e, soprattutto, la loro smodata vanità digitale. Per loro non c'è occasione da perdere per condividere quello che fanno, vedono, provano in attesa di un "mi piace" o dei 30mila follower che ti rendono un influencer o un fashion blogger.
    Anche a danno dell'amicizia.
   

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La Finlandia si conferma il paese più felice del mondo

Rapporto Onu: scendono gli Usa, l'Italia sale al 36esimo posto

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Il porto di Helsinki foto iStock. (ANSA) Il porto di Helsinki foto iStock.

Chi cerca la felicità dovrebbe pensare a trasferirsi in Finlandia. A suggerirlo è il nuovo rapporto dell'Onu che per il settimo anno consecutivo rivela la classifica dei paesi più felici del mondo. In testa ci sono tre paesi scandinavi: oltre alla Finlandia che si conferma al primo posto, Danimarca e Norvegia. Notizie positive pure per l'Italia: sebbene sia lontana dalla vetta è più felice che in passato, risalendo dal 47esimo al 36esimo posto. Il World Happiness Report 2019, elaborato dal Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite in base a dati Gallup, e sostenuto dalla Fondazione Ernesto Illy, prende in esame la percezione della felicità dei cittadini in 156 paesi, tenendo conto di fattori come prosperità economica, aspettativa di vita, stato del welfare e libertà individuale. Nella top ten ci sono anche Islanda, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Nuova Zelanda, Canada, Austria. Retrocedono gli Stati Uniti, dal 18esimo al 19esimo posto. E in fondo alla lista compaiono Siria, Malawi, Yemen, Ruanda, Tanzania, Afghanistan, Centrafrica e infine Sud Sudan.

"La felicità e il benessere delle persone rappresentano il fine ultimo e la missione di ogni società e governo - afferma l'ambasciatrice Mariangela Zappia, rappresentante permanente all'Onu - Possiamo considerare la felicità come un prodotto della combinazione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030. Le politiche pubbliche devono tener conto in maniera coerente di tutti i fattori sociali, economici ed ambientali che incidono sul benessere della persona. L'Italia è stata tra i primi paesi ad adottare questo paradigma". 

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A qualcuno piace caldo, il film compie 60 anni

Le bizze di Marilyn Monroe, le prove 'da donna' di Lemmon e Curtis i retroscena della commedia

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Marilyn Monroe in una scena del film di Billy  Wilder Marilyn Monroe in una scena del film di Billy Wilder " A qualcuno piace caldo ". foto dall'omaggio a Torino del Festival internazionale di film con tematiche omosessuali " Da Sodoma a Hollywood "

Il ruolo di 'Daphne' in 'A qualcuno piace caldo' doveva essere di Jerry Lewis, ma il popolare attore rifiutò perché non voleva vestirsi da donna. Jack Lemmon, che per quell'interpretazione ricevette una nomination all'Oscar, ogni anno prese a inviare una scatola di cioccolatini a Lewis, nel giorno del suo compleanno, per ringraziarlo di aver rifiutato la parte. Ed è questa solo una delle tantissime curiosità legate al film di Billy Wilder che l'American Film Institute ha inserito nella classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi e di cui quest'anno ricorre il sessantesimo anniversario dell'uscita. 'A qualcuno piace caldo' arrivò nelle sale americane il 29 Marzo 1959, dopo tre mesi di lavorazione, e approdò in Italia nel settembre 1959.

Considerato una delle migliori commedie della storia del cinema statunitense, il film ha vinto un Oscar e tre Golden Globe, tra cui il Golden Globe per la migliore attrice a Marilyn Monroe e miglior attore a Jack Lemmon, che per la sua interpretazione ricevette anche un Premio BAFTA. Nel 1989 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Girato in 35 mm, il film avrebbe dovuto essere a colori, secondo il contratto che prevedeva come tutti i film di cui era protagonista Marilyn Monroe dovevano essere a colori , ma Wilder riuscì a convincerla a girare il film in bianco e nero, perchè gli screen test avevano rivelato che il make up di Jack Lemmon e Tony Curtis, nei panni di 'Daphne' e 'Josephine' dava al loro viso una sfumatura verdognola.

Il film riprende un fatto di cronaca realmente avvenuto e lo rielabora secondo i canoni della farsa americana, con equivoci, travestimenti e gag memorabili. La storia è quella di due musicisti di jazz squattrinati che nella Chicago del 1929 sono testimoni involontari della strage di San Valentino. Scampati miracolosamente ma consapevoli di essere braccati dalla gang di Ghette Colombo, esecutrice della strage, tentano di sparire travestendosi da due suonatrici di jazz, Josephine e Daphne, e partendo con un'orchestra femminile in trasferta in Florida. Per trasformare Tony Curtis e Jack Lemmon in due ragazze convincenti si racconta che il regista dopo averle truccate e vestite costrinse i due attori a fare un giro per gli studios per provare la credibilità del travestimento. Per aiutare Lemmon e Curtis a comportarsi da donna, Wilder chiamò Vander Clyde, più noto come Barbette, che era un caratterista specializzato in personaggi femminili. Tony Curtis dirà poi di essersi anche ispirato a Grace Kelly e a sua madre, donne eleganti e composte, mentre il personaggio di Jack Lemmon è più appariscente e sgraziato. Per i costumi, si decise di ricorrere ad Orry Kelly, uno dei migliori sarti dell'epoca, che realizzò su misura capi femminili basati sulla corporatura di Lemmon e Curtis. Per le scene in cui Tony Curtis finge di essere un miliardario l'attore raccontò, poi, di essersi ispirato a Cary Grant, nell'abito, nel portamento e nel modo di parlare. Le riprese del film, secondo i racconti che ne fecero i due attori ma anche Billy Wilder, non furono facili. Marilyn non rinunciò ai capricci da diva e tanto per cominciare il set dovette essere organizzato all'Hotel Del Coronado di San Diego, in California, perchè l'attrice non voleva spostarsi e voleva soggiornare poco lontano dal set. Nonostante ciò ogni mattina si presentava con almeno due ore di ritardo e spesso per capriccio si rifiutava di uscire dal camerino. La scena in cui Zucchero (Marilyn Monroe) suonatrice di ukulele, in fuga da relazioni amorose sbagliate e in cerca del principe azzurro, deve chiedere:''Dov'è il bourbon?'' fu girata 59 volte perché l'attrice dimenticava la battuta, o si confondeva, fino a quando fu introdotta una lavagna su cui erano scritte le sue battute. Le lavagne erano posizionate in un punto del set distante dalle inquadrature ma spesso nel film si nota che Marilyn segue con gli occhi lo scritto. Wilder alla fine dichiarò che lavorare con lei ''Era come essere in volo, con un folle sull'aereoplano". Più tardi dirà anche:'' È difficile parlare di Marilyn, era così incantevole; era difficile lavorare con lei ma, in un modo o nell'altro, quello che ne usciva fuori sullo schermo era stupefacente, emetteva radiosità". La colonna sonora è opera di Adolph Deutsch e per aiutare Marilyn nel canto si ricorse a Judy Garland che le diede qualche lezione. Memorabile la battuta che chiude il film ''Well, nobody's perfect'' (Beh, nessuno è perfetto), inserita nella classifica delle migliori cento battute del cinema statunitense.

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Joan Baez, il tour d'addio del simbolo di una generazione

Unica data italiana il 19 luglio al Flowers Festival a Collegno

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Joan Baez fa il tour d'addio e arriva in Europa. Unica data italiana il 19 luglio al Flowers Festival, nel Parco della Certosa di Collegno (To) dove fa tappa il "Fare thee well tour" della cantautrice e attivista politica statunitense. Il festival, quest'anno, approfondisce il tema della ricerca di nuove fondamenta per una nuova società e vuole contribuire al dibattito su come costruirla, su quali valori farlo, percorrendo quali strade in futuro e quali sono state percorse in passato.

Joan Baez, nella sua carriera, ha cantato tutto questo, in più di mezzo secolo di musica, divenendo non solo la voce femminile più celebre ed impegnata degli anni '60, ma anche il simbolo di un'intera generazione. Ha marciato in prima linea nel movimento per i diritti civili con Martin Luther King, ha illuminato i riflettori sul movimento della parola libera, è scesa in campo con Cesar Chavez, ha organizzato la resistenza alla guerra del Vietnam, ha sostenuto le Dixie Chicks per il loro coraggio di protestare contro la guerra in Iraq. Più recentemente, ha protestato per la costruzione in Dakota dell'oleodotto nella riserva Sioux di Standing Rock.

Il "Fare thee well tour" è il tour d'addio di Joan Baez iniziato nel 2018 a seguito dell'uscita del suo nuovo disco "Whistle Down The Wind" che arriva a dieci anni di distanza dall'ultima produzione discografica. Registrato in soli dieci giorni a Los Angeles, la nuova opera della cantautrice americana è stata prodotta da Joe Henry con interpretazioni di brani scritti da Tom Waits, Josh Ritter, Anohni, Joe Henry, Eliza Gilkyson, Mary Chapin Carpenter, Tim Eriksen.
   

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Mamma e papà gratis a live Sfera Ebbasta

Per i genitori dei minori. "Vedranno che lo show è positivo"

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 Mamma e papà gratis al concerto di Sfera Ebbasta. Dopo le polemiche scoppiate in seguito alla tragedia di Corinaldo - sei morti nella discoteca in cui era atteso l'artista lo scorso dicembre - il rapper apre le porte dello Sfera Ebbasta Popstar Tour ai genitori dei fan attraverso la Family Pack, una speciale iniziativa che consentirà a un genitore di accompagnare e partecipare a titolo gratuito ad uno dei concerti previsti nelle principali arene indoor nel mese di aprile.
    Ogni minorenne - per due settimane e fino a esaurimento posti - che compra un biglietto per lo show, avrà diritto a un ticket omaggio per l'adulto che lo accompagnerà (scrivendo a biglietti@thaurus.it e fornendo i documenti richiesti).
    "Ho pensato di coinvolgere i genitori in modo che possano vedere che nello show è tutto positivo - spiega Sfera - è un posto dove ci si diverte. Mi sono messo nei loro panni che hanno visto l'idolo dei loro figli, ancora ragazzini, additato dai giornali e dalle tv come se fosse un mostro".
    L'operazione - spiega una nota - nasce dalla profonda volontà di far condividere ai genitori l'esperienza della fruizione musicale dal vivo con i propri figli, cercando di far avvicinare sempre più la rap generation al mondo degli adulti. Due realtà apparentemente distanti si uniscono così live in un momento di pura condivisione, passione, energia positiva che solo l'emozione della musica dal vivo riesce a regalare. Grazie all'unicità del linguaggio musicale in grado di unire davvero tutti, la Family Pack è un invito che l'artista e la produzione intera rivolgono ai genitori per far sì che possano vivere in tuta serenità lo spirito di divertimento, l'entusiasmo e l'adrenalina di assistere ad un concerto insieme ai loro ragazzi. Tutte le date del tour sono su http://www.thaurus.it.
   

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Colazione, tendenza Breakslow

Mangiare bene, lentamente e in compagnia aiuta ad essere felici

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Chiudi Una famiglia fa colazione insieme foto iStock. (ANSA) Una famiglia fa colazione insieme foto iStock.

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene se non ha mangiato bene” scriveva Virginia Woolf. Chissà se si riferiva anche alla colazione che secondo la tendenza internazionale del Breakslow, diventa un momento rituale da condividere con gli affetti. Secondo lo studio condotto da Isola Bio Lab, l’osservatorio che analizza i trend legati al mondo della colazione, dalle star di Hollywood, come Blake Lively e Richard Branson, ad esperti internazionali e libri “ad hoc”: sono tanti gli esempi che testimoniano che il fare una sana e corretta colazione sia una delle tante strade che portano ad essere felici. Esserlo, infatti, è una scelta che non dipende da nessun fattore esterno, ma esclusivamente da se stessi.

La colazione può predisporre l’individuo ad affrontare un giorno positivamente, all’insegna della felicità. Questo è il pensiero di Tim Sharp, psicologo e professore presso la UTS School of Management e Chief Happiness Officer di The Happiness Institute, organizzazione australiana che punta ad accrescere la felicità nei singoli, nelle famiglie e nelle aziende. “Ciò che facciamo come prima cosa alla mattina detta generalmente il ritmo al resto della giornata. Iniziare bene, per esempio, crea energia positiva: in aggiunta a tutti i valori nutrizionali della colazione, quindi, con un atteggiamento positivo si predispone l’individuo ad essere più felice e produttivo. Se, invece, non si è soliti farla si potrebbe pensare alla colazione come un momento da dedicare a se stessi e per prepararsi alla giornata che sta per cominciare”. Facendo una sana colazione in maniera positiva, si “invia” un messaggio all’individuo, un avvertimento di rispetto per il proprio corpo e che si vuole prendere cura della propria salute e benessere.

In un articolo di Ketteringhealth.org, intitolato “I benefici della colazione”, con fonti American Heart Association, Harvard School of Public Health, American Journal of Clinical Nutrition e Academy of Nutrition and Dietetics, si parla anche di felicità. Facendo colazione, infatti, l’individuo può stimolare il proprio umore: chi ha la pancia piena, alla mattina, tende ad essere più felice e meno irritabile rispetto a chi ha crampi allo stomaco a causa della fame. Saltare il primo pasto della giornata, infatti, può far sentire l’essere umano stanco, nervoso ed irritabile. E’ consigliabile, quindi, iniziare il giorno con una sana colazione per avere un atteggiamento più positivo ed ottimista. “La prima colazione – dichiara Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista presso l’Università Campus Biomedico di Roma – è probabilmente il pasto più importante della giornata, in quanto si realizza dopo il digiuno notturno. Farla, inoltre, aiuta a prevenire l’obesità. Sono d’accordo anche con Tim Sharp, che sostiene che fare una sana colazione porti alla felicità: non solo migliora il rendimento scolastico e lavorativo di ragazzi e adulti, ma facilita anche il buon umore. Alcuni consigli su come farla bene? E’ preferibile quella dolce, con un mix tra carboidrati a lento rilascio e quelli a rapido utilizzo, come per esempio il pane e la marmellata. I cereali, inoltre, sono importanti in quanto forniscono ‘energia’ pulita per l’organismo: quelli integrali, con fibra, aumentano l’apporto di sali minerali, vitamine e fibre. Non deve poi mai mancare la frutta fresca e, soprattutto, deve essere consumata stando seduti a tavola e non di corsa, in piedi”. Tra le celebrities internazionali ci sono molti “breakfast addicted” e, uno fra questi, è Richard Branson. Il miliardario americano, celebre per aver creato la galassia Virgin, secondo quanto si legge su Business Insider adora fare una colazione leggera a base di frutta e muesli, trascorrendo del tempo con la propria famiglia. La modella e blogger statunitense Karlie Kloss, invece, come riporta Cosmopolitan, è amante della colazione all’iall’italiana. In una foto, infatti, si può vederla comodamente seduta ad un tavolino di un bar con ben in vista una tazza di caffè, un cestino con diversi tipi di brioche ed un’immancabile spremuta d’arancia. Blake Lively, infine, in un’intervista a Marie Claire, ha parlato di come si tiene in forma, affermando di non andare in palestra e di seguire una dieta in cui sono esclusi i latticini e, fra le bevande apprezzate, figura il latte di cocco. Andrew Dalby, storico, linguista e traduttore, ha pubblicato un libro dal titolo “The Breakfast Book”. Il più importante pasto della giornata è anche uno fra i più diversi: la colazione cambia da famiglia a famiglia e da regione a regione, anche se le persone tendono a mangiare le stesse cose ogni giorno. Dalla colazione americana a quella giapponese, passando per l’inglese e la spagnola: il volume narra le diverse storie nel tentativo di individuare le più svariate modalità di fare colazione alla mattina.

LE 10 REGOLE SU COME FARE UNA COLAZIONE BUONA E SANA

1) Il Breakslow come mantra. Una volta svegliati, non farsi prendere dalla fretta: abbandonare l’ “abitudine” di una “brioche al volo” e sostituirla con una colazione seduti al tavolo, concepita come condivisione con la propria famiglia e come momento da dedicare a se stessi;

2) Ascoltare il proprio corpo. Lasciarsi guidare dai propri sensi e scegliere se essere coccolati da una colazione dolce oppure salata: l’unica cosa che conta è rispettare, più o meno sempre, lo stesso orario;

3) La frutta è importante. E’ una delle “colonne portanti” per una colazione sana e gustosa: può essere assunta sotto forma di spremuta, di estratto oppure centrifugata;

4) Dolce batte salato. E’ preferibile fare una colazione dolce, ma se si dovesse preferire quella salata sarebbe consigliabile assumere ingredienti come prosciutto, ricotta, bresaola, uova;

5) Bio è ancora più sana. Per variare il proprio “menù”, si può provare una colazione “bio” scegliendo avena, cereali, latte di farro, miglio, mandorla e cocco. Mangiando biologico, infatti, si avrà la sicurezza di nutrirsi con prodotti a “etichetta pulita” senza l’aggiunta di ingredienti artificiali;

6) 20%. E’ la percentuale di calorie che deve contenere la colazione rispetto a quelle assunte durante tutto il giorno in occasione degli altri pasti;

7) Non tardare nel farla. Se ci si sveglia senza tanto appetito, si può aspettare al massimo un’ora per poter mangiare qualcosa;

8) Let the music play. Non c’è niente di meglio, per iniziare la giornata in maniera positiva e con il sorriso, che ascoltare la propria playlist preferita;

9) Diffondi il verbo. Fare colazione è bello, ma lo è ancora di più condividere un momento speciale con famigliari ed amici: bisognerebbe dare il buon esempio per far in modo di non perdere i rituali della tradizione;

10) Una tavola decorata è sinonimo di allegria. Dedicare parte del proprio tempo, magari la sera precedente, per l’allestimento della mise en place.

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Tiramisù Day, tutto quello che c'è da sapere sul dolce più amato

La sfida per la paternità, i gusti più nuovi, le pasticcerie top

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Chiudi Tiramisù formato strip da Mascherpa a Milano (foto courtesy Just Eat) (ANSA) Tiramisù formato strip da Mascherpa a Milano (foto courtesy Just Eat)

Savoiardi imbevuti di caffè, una crema di mascarpone, tuorlo d'uovo. albume montato a neve e zucchero e cacao a guarnire. Solo a scrivere la ricetta base viene l'acquolina in bocca: il tiramisu è tra i dolci più amati dagli italiani, il più richiesto dagli stranieri in Italia e ha una fama incontrastata nel mondo. Il 21 marzo è il tiramisù day, un'occasione per saperne di più su questo dessert al cucchiaio che invita alla convivialità.

Partendo dalle curiosità lessicali, l’Accademia Italiana della Crusca ha certificato che la parola tiramisù è ormai presente come “italianismo gastronomico” in ben 23 lingue diverse. Non solo: Tiramisù è la quinta parola della cucina italiana più conosciuta all’estero, la prima per i dolci. Per capire il suo successo globale basta pensare che nei siti internet in lingua cinese viene citato 14 milioni di volte e anche la presenza di questo dessert appare in 7,8 milioni di siti in giapponese, 3,4 milioni in tedesco, 3,1 milioni in francese, 2,2 milioni in spagnolo e ben 18,6 milioni in lingua inglese.

Secondo i dati raccolti da Google Trends, il tiramisù è stata la seconda ricetta più cercata dagli italiani nel 2018. E in effetti, come spiega una ricerca condotta da Galbani Santa Lucia su 1.000 italiani, batte la torta al cioccolato e la torta di mele. Trionfa perché è il dolce dei ricordi, fa venire in mente la propria infanzia e giovinezza quando lo si mangiava per i compleanni in famiglia, porta alla mente le rimpatriate e le cene conviviali passate tra amici. A Milano è stato stabilito il nuovo record del tiramisù più lungo del mondo entrato nel Guinness dei primati: 273,5 metri, 50mila savoiardi 500 kg di mascarpone, 300 lt di caffè, 65 kg di zucchero, 60 kg di tuorlo d'uovo, 70 kg di albume d'uovo, 65 kg di cacao amaro.

 Dai Medici a Cavour, i falsi miti hanno alimentato la storia del tiramisù.

Una delle ipotesi sulle origini del tiramisù lo colloca geograficamente in Toscana, più precisamente a Siena, dove in occasione di una visita del granduca Cosimo III de’ Medici venne inventato un dolce denominato “zuppa del duca” con caratteristiche molto simili all’attuale tiramisù. Tuttavia vi sono alcune discordanze in questa leggenda poiché sia i savoiardi che il mascarpone erano poco usati nella pasticceria senese fra il XVII e il XVIII secolo, in più quest’ultimo ingrediente difficilmente poteva essere conservato e trasportato in tempi brevi dalla Lombardia, sua regione di produzione, alla Toscana.
Un’altra ipotesi vuole che il tiramisù sia stato creato da un pasticcere della città di Torino appositamente per dare sostegno a Camillo Benso Conte di Cavour, mentre svolgeva la sua attività politica per unificare il territorio italiano. Però nella metà dell’800 i metodi di produzione e conservazione degli alimenti non erano ancora così sviluppati da garantire la commestibilità del tiramisù, pertanto anche questa supposizione risulta poco credibile.

Il Friuli Venezia Giulia e il Veneto si contendono da anni la paternità

La tesi a favore del Veneto racconta che la paternità del tiramisù appartiene alla città di Treviso dove la creazione del dolce avvenne verso la fine degli anni 60 presso il ristorante “Alle Beccherie” da parte del pasticciere Roberto “Loly” Linguanotto.
L’origine del dessert è “povera”. Viene dalla colazione contadina, quando le mamme sbattevano il tuorlo d’uovo con lo zucchero, ci inzuppavano i savoiardi e li davano ai bambini con una tazza di caffellatte. I primi tiramisù non prevedevano l’aggiunta del mascarpone. La famiglia Campeol, titolare de “Le Beccherie”, aggiunse la crema al mascarpone dando vita il famoso dolce a strati così come lo conosciamo oggi.
Nel 2018 a Treviso è nato il Museo del Tiramisù in modalità partecipata per raccogliere ricordi, foto, ricette, aneddoti legati al tiramisù. Tutti i reperti, prima di entrare definitivamente nel progetto del museo partecipato, sono addirittura vagliati da un comitato scientifico.

E' al top degli ordini a domicilio
La classifica di Just Eat conferma il grande primato del gusto classico, soprattutto se home made. Secondo posto per il pistacchio e terzo per quello alla Nutella. Emerge però anche il grande amore degli Italiani per l’originale tiramisù al the verde, per quello senza glutine e per il Vegan che rispecchia anche i dati dell’ultimo Osservatorio sul food delivery di Just Eat, che ha attestato il +70% di crescita a domicilio della cucina vegana e vegetariana. Le varianti più golose ordinate su e giù per lo stivale sono però anche quelle bianca, con tiramisù classico e scaglie di cocco, o quella al cioccolato bianco, gustosa e che appaga il palato. Ad unire i diversi simboli della gastronomia italiana, poi, ci pensano le versioni dolci di calzone e pinsa, accostate al tiramisù.

Roma e Milano si confermano anche come campionesse di innovazione e creatività, con due diversi locali che del tiramisù hanno fatto la loro bandiera e che costituiscono una scelta privilegiata per il food delivery: Mascherpa attira i milanesi con le sue monoporzioni in barattolo trasparente, disponibili in tre diverse misure, belle da vedere e deliziose all’assaggio. E ancora il formato strip (“strisce” golose che ricordano nell’aspetto gli éclair francesi) e le mini boule (piccole praline di cioccolato ripiene della loro crema).
Oltre al tiramisù classico, compaiono anche proposte vegane, senza lattosio e uova, amatissime dalla clientela più attenta alla linea; tra le varianti preferite comandano quelle al pistacchio e alla Nutella, ma piacciono anche le nuove proposte al matcha, al mango e le varianti stagionali. A Roma invece comanda Pompi, storica bottega capitolina che delizia i clienti con le sue monoporzioni rettangolari in pack eco-friendly in cellulosa di canna da zucchero, biodegradabile e compostabile: gusti ben identificati, capaci di soddisfare una clientela a cui piace spaziare dal tiramisù classico a quello con fragola o banane e cioccolato, e il dessert è pronto da gustare a casa, anche comodamente seduti sul divano.

Dice Marco Sacco, chef due stelle Michelin del Piccolo Lago: "E’ l’unico dolce che non è strettamente legato al territorio e alla regionalità, un elemento questo che spesso rappresenta un problema per la nostra cultura gastronomica. In Italia abbiamo pochi piatti autenticamente nazionali, pochi piatti che uniscono il Paese da nord a sud e il Tiramisù è uno di questi. E tutto ciò grazie a tre ingredienti: il Mascarpone, i biscotti secchi e, soprattutto, il caffè espresso, vero cuore di questo dolce, vero segno distintivo dell’italianità e del nostro modo di essere riconoscibili e riconosciuti ovunque nel mondo".

Il tiramisù ha conquistato anche lo spazio

Un successo addirittura spaziale, se si considera che tra gli aneddoti legati al tiramisù c’è anche la particolare richiesta che l’astronauta italiano Luca Parmitano ha fatto nel 2013, ovvero un menù speciale per la sua permanenza in orbita con la navicella russa Sojuz TMA¬09M dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea. Ad accontentarlo è stato lo chef torinese Davide Scabin, del ristorante Combal.Zero, con un tiramisù disidratato messo in busta dalla Argotec.

Dal Bombamisù al Tiramipiusù: anche gli chef stellati si sono divertiti a reinterpretare il dolce più amato dagli italiani

I critici gastronomici Clara e Gigi Padovani hanno scritto il libro “Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato” (Giunti Editore). Ci sono ricostruzioni storiche e geografiche e il «ricettario» con 23 interpretazioni di tiramisù secondo 23 grandi chef italiani e stranieri, da Gualtiero Marchesi a Lidia Bastianich, da Mauro Colagreco a Yoji Tokuyoshi.

Venendo alle reintepretazioni più celebri, lo chef Niko Romito ha creato tiramisù-panino: il “Bombamisù”; lo chef messinese Pasquale Caliri ha inventato il tiramisù in tubetto, nome ufficiale “Tiramipiùsu“, una confezione che contiene una scatoletta sigillata e un tubetto. Aprendo la prima scatoletta spuntano dei mini savoiardi, oltre a un cucchiaino fatto di cioccolato, spremendo il tubetto si ottiene la crema caffè. Infine, dall’incrocio tra babà e tiramisù è nato il bamisù di Chalet Ciro.

Anche il cinema non è rimasto immune al fascino del tiramisù: a farlo conoscere negli USA è stato Sleepless, mentre in Italia Fabio De Luigi ha diretto un film dall’omonimo nome

Nel 1993 a far conoscere il tiramisù negli Usa fu il film Sleepless in Seattle (in Italia Insonnia d’amore), con Tom Hanks e Meg Ryan. Un amico di Hanks, nella pellicola vedovo inconsolabile, gli dice una parola magica in italiano: “tiramisù”, per consigliarlo a rifarsi una vita.

Tiramisù è una commedia del 2016 diretta e interpretata da Fabio De Luigi, rappresentante di prodotti farmaceutici che gira con poco successo ed entusiasmo gli studi dei medici della mutua, cercando ogni giorno di vendere i suoi prodotti. Fortuna che arriva quando un giorno Antonio dimentica in uno studio un tiramisù fatto dalla moglie Aurora, per sbaglio assaggiato da un medico, che svolterà la sua vita.

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Ristorante e intrattenimento, otto esempi del trend Ristotainment

Gli hamburger rock a Torino, la sushi community a Milano, il Movie Restaurant a Roma

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Chiudi This is not a sushi bar - Milano (courtesy Lorenzo Foti) (ANSA) This is not a sushi bar - Milano (courtesy Lorenzo Foti)

“Ristotainment”, ovvero ristorazione e entertainment, intrattenimento. E' uno dei trend emergenti per il 2019. "Tradizionalmente, in Italia, i ristoratori concorrevano tra loro lavorando su due elementi: prodotto, quindi la cucina, e servizio, la sala. Negli ultimi anni, tra globalizzazione ed evoluzione dei gusti dei consumatori, oggi molto preparati ed esigenti, questi elementi hanno visto affiancarsi due nuove dimensioni che amplificano l’aspetto esperienziale, ovvero l’ambiente e il marketing. Il Ristotainment è quindi l’evoluzione naturale della ristorazione, che punta sempre più a rendere il momento del consumo ai tavoli unico, caratterizzante e irripetibile.”, spiega all'ANSA Lorenzo Ferrari, amministratore di RistoratoreTop 

Otto esempi di locali che hanno fatto del Ristotainment la loro identità:

1. Rock Burger , Torino, l’intrattenimento è musica
Rock Burger® nasce nel 2014 dalla volontà e passione dei suoi tre fondatori, i fratelli Ronnie e Marlen Pizzo e Melany Gida, che hanno preso le mura di un piccolo locale torinese e lo hanno reso un tempio del Rock che omaggia tanto le camerette e le sale prove dei giovani rocker sognatori quanto le atmosfere nostalgiche e intramontabili dei mostri sacri del settore. Quella di Rock Burger® è un’esperienza immersiva totale nel percorso di ascesa di una Rock Band da un freddo seminterrato al live nello stadio. Sul piano del cibo, ogni hamburger è una ricetta originale, ribelle e innovativa, che porta i nomi di gruppi che hanno fatto la storia della musica. Ogni panino è studiato perché gli ingredienti siano equamente distribuiti e che quindi non ci sia un morso più speciale di altri, esattamente come avviene per i cultori di una band con le tracce di un album.

2. This is not a sushi bar, Milano, l’intrattenimento è storytelling
Diventata sul finire del 2018 un caso mediatico planetario per aver introdotto il “pagamento in follower” di Instagram, This is not a sushi bar è una catena di sei ristoranti che, fin dalla sua fondazione nel 2007, consegna nelle case dei milanesi il sushi con una propria flotta di rider. Da sempre attenta all’aspetto tecnologico e al mondo digitale, come dimostra lo sviluppo interno di un software per la gestione centralizzata di ordini e dati, Thi is not gode di una forte community di clienti affezionati che quotidianamente legge le storie raccontate attraverso i canali social e le newsletter. Storie di episodi e aneddoti divertenti, di chi lavora nella catena e dei clienti stessi, come una famiglia composta da migliaia di persone, accomunate dal motto della catena: “unconventional sushi for unconventional people”.


3. Hostaria Antica Roma, Roma, l’intrattenimento è storia
In questo ristorante a conduzione familiare con oltre 40 anni di vita alle spalle, tipicità gastronomica e storia del luogo assumono un significato diverso dal solito: la cucina è sì mediterranea, classica, ma con salti nel passato di oltre 2000 anni nella scelta delle materie prime e nella loro lavorazione, mentre il pasto si consuma tra le rovine dell’Antica Roma. L’Hostaria si affaccia infatti sulla Via Appia Antica, tra i ruderi del Castello dei Caetanei e l'ombra maestosa del Mausoleo di Cecilia Metella. Passeggiare nel ristorante o nel suo parco significa fare un viaggio nel tempo, tra flora secolare, reperti archeologici, oggetti e libri antichi. A tavola si possono ordinare gli gnocchi di patate e spinaci alle vongole veraci o un formaggio estrapolato da un poemetto di Virgilio.


4. Maccabei, San Giovanni Lupatoto (VR), l’intrattenimento è una pizzeria travestita da ristorante
L'esperienza è semplicissima ma al contempo dirompente: per quanto riguarda ambiente, servizio e marketing è un ristorante a tutti gli effetti, però il prodotto di punta è uno solo, la pizza. Il suo impasto base di sole farine biologiche macinate a pietra si chiama Bio32, dato che si è arrivati al risultato finale dopo 32 tentativi, e viene fatto lievitare per almeno 72 ore. All'arrivo al locale si è accolti e fatti accomodare da un maitre di sala, quindi si inizia il pasto con un gin tonic aromatizzato a piacere e un bignè alla crema di bufala e pomodorino confit. Al termine del pasto vengono serviti i Cremosi, dolci fatti in casa da Maccabei. Un'esperienza da ristorante tra design curato e piccole attenzioni, in pizzeria.


5. Movie restaurant, Roma, l’intrattenimento è cinema
E’ il primo museo-ristorante a tema cinema, serie tv e anime. L’esperienza parte dal parcheggio, dove il furgone dell’A-Team trasporta i clienti al locale. Questi, una volta all'interno del Movie Restaurant, si ritrovano in un'astronave ispirata al film Alien circondati da statue a grandezza naturale di noti personaggi, da Predator a Goldrake, dai supereroi Marvel a ET. Ai tavoli è possibile gustare diversi piatti della tradizione locale rivisitati, come l’amatriciana ribattezzata "Amatrix", per chiudere con la Cinepasticceria: una selezione di dessert dedicati al mondo del cinema, realizzati in casa da una “cinepasticcera”. Tra i dolci più richiesti c’è il "Dark Side Tiramisù", un classico tiramisù che riproduce la battaglia tra il Millennium Falcon e la Morte Nera di Star Wars. Guidato dal giovane e visionario imprenditore Francesco Stramacci, Movie Restaurant si prepara a portare questo format all’estremo, personalizzando l’esperienza per gli ospiti.


6. Atutt’antipasto, Casciana Terme (PI), l’intrattenimento è la sorpresa
“Tante piccole portate, tutte grandi sorprese” recita il motto del ristorante La Carabaccia – A tutt’Antipasto. Un luogo in cui vengono proposti percorsi di degustazione polisensoriali di soli antipasti, fino a sazietà del cliente, con ricette a sorpresa cambiate ogni giorno dallo chef e contenenti ciascuna un “effetto wow”. Il format è nato per stravolgere completamente l’esperienza di ristorazione canonica e il menu tradizionale suddiviso in antipasti, primi, secondi e dolci. A questi ultimi, tuttavia, è dedicato un vero e proprio spazio di degustazione per valorizzare il momento del dessert.


7. K – Kaiseki, Castellanza (VA), l’intrattenimento è la varietà
Il Kaiseki è un pasto tradizionale giapponese composto da tante piccole portate, caratterizzate dalla perfezione della preparazione e dall’eleganza della presentazione, che assieme formano una degustazione da consumare con mani, bacchette e posate, spaziando dal crudo al cotto, dalla carne al pesce e dal caldo al freddo. Il pasto, come da tradizione, è accompagnato da sakè servito a varie temperature per esaltare il sapore dei piatti. Il saké freddo, ad esempio, è molto aromatico e fruttato e si abbina perfettamente alle crudità come sashimi e carpacci, mentre quello caldo ha un gusto intenso e si sposa con cibi più elaborati e saporiti. Esistono anche sakè da aperitivo, da meditazione e digestivi per il dopo cena. Il design del locale è curato nei minimi particolari e si sviluppa tutto intorno alla cucina centrale a vista dove maestri della cucina giapponese preparano le pietanze.


8. SlowSud, Milano, l’intrattenimento è ospitalità
C’è profumo di salsa fresca e di caciara tipica meridionale, quando si entra a SlowSud, il ristorante “terrone” aperto a Milano da cinque ragazzi emigrati da Sicilia e Puglia. In pieno centro città hanno voluto ricostruire un angolo di casa nei sapori e nei colori, nella freschezza e nella spensieratezza, ma soprattutto nell’accoglienza del cliente e nell’atmosfera conviviale che si vive ai tavoli. La cucina omaggia tutto il Sud e racconta, attraverso le “Gustorie” appese ai muri o decantate dallo staff, tradizioni e aneddoti legati a singoli prodotti e piatti della tradizione mediterranea.

Il 2018 è stato l’anno dei record per la ristorazione Italiana: consumi nei ristoranti ai massimi storici con 85 miliardi spesi nel 2018, le attività registrate presso le Camere di Commercio sono state 392.134, di cui 337.172 attive, ma il saldo tra quelle avviate nel 2018 (13.629) e quelle cessate (26.073) è di -12.444, il più corposo di sempre. E’ stato anche l’anno che ha confermato la crescita dei ristoranti etnici, del food delivery e dell’intrattenimento. Sono alcuni dei fenomeni fotografati dal “Rapporto RistoratoreTop 2019”, presentato a Rimini a 400 imprenditori del settore. Il rapporto racconta lo status socio-economico, le abitudini di consumo, gli impatti della tecnologia e le nuove tendenze nel mondo della ristorazione nel 2018, elaborando dati provenienti da diverse fonti.

Secondo il Rapporto, con una middle class che sta lentamente sparendo e un potere d’acquisto medio in forte calo nel mondo occidentale, è plausibile stimare che i consumi di massa si andranno a concentrare nella fascia dei ristoranti economici. Tale categoria è suddivisa in locali accessibili non “cool”, ovvero percepiti negativamente come nel caso degli all you can eat, e in locali accessibili “cool”, rivolti sempre ad ampi target, ma percepiti positivamente. L’accessibile cool è l’anello di congiunzione tra il ristorante classico e il fast food, con un’offerta gastronomica veloce e un servizio informale. Un luogo che, grazie all’ambiente curato e prodotti di qualità percepita come alta, gode di buona reputazione. In termini economici è un modo per tenere sotto controllo i costi di materie prime e personale, ovvero le voci più impattanti per le attività ristorative, pur mantenendo buone marginalità.

 

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L'irresistibile ascesa dello Yoga per i bambini

Riduce l'ansia, fa bene e diverte. Al top su Orangogo e su DeAJunior

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Chiudi Una bambina fa yoga all'aria aperta foto iStock. (ANSA) Una bambina fa yoga all'aria aperta foto iStock.

Danza e yoga e novità in ascesa il Calisthenics: sono tra gli sport più richiesti sul web dagli italiani secondo le ricerche di Orangogo, che mappa gli sport in Italia. 
In un settore dove la digitalizzazione è ancora poco diffusa e la scelta delle attività spesso legata alla moda del momento e polarizzata verso i cosiddetti "sport maggiori", la presenza online indicizzata grazie ad un motore di ricerca dedicato racconta i cambiamenti. Così, pur restando lo "sport pop" per eccellenza, il gioco del calcio ha conquistato nel 2018 solo il gradino più basso del podio, superato dalla danza - medaglia d'oro - e, ancor più inaspettatamente, dallo yoga, in seconda posizione. In termini percentuali la danza, con il 15,62% di ricerche, ha quasi doppiato il celeberrimo terzo classificato (8,01%).
«La danza, sia nella sua accezione artistica che sportiva, offre una varietà incredibile di possibilità - ha spiegato Giulia Pettinau, fondatrice di Orangogo - e porta in dote il suo essere "trasversale", in termini di età e genere. Per questo ha tanto successo.»
Ancora più sorprendente è il successo dello yoga che per molti definire sport è riduttivo o addirittura improprio. La pratica millenaria made in India che fa bene a corpo, postura, respiro e spiritualità rivela una tendenza introspettiva da parte dei nostri connazionali. Fare movimento, forse, non basta più: il tempo libero degli italiani pare orientato da un lato alla ricerca del benessere grazie allo yoga, dall'altro alla voglia di esprimersi attraverso le mille opportunità del ballo.

Lo yoga è in grande crescita anche per i bambini (da lunedì 18 marzo alle 14.00 su DeAJunior (Sky, 623) c'è anche la seconda stagione di “Yo Yoga!”, il programma che ha come obiettivo quello di avvicinare i bambini allo yoga).

Lo Yoga per i bambini è anche detto "Lila yoga", la parola sanscrita significa "gioco" ed è per questo che questa disciplina deve essere vissuta proprio come tale. Diversa dalla lezione per adulti poiché soltanto giocando i bambini potranno divertirsi e imparare allo stesso tempo. Sin dalla tenera età lo Yoga aiuta a sviluppare la consapevolezza del proprio corpo e dello spazio, il rispetto per se stessi e per gli altri, la conoscenza di sé e la capacità di capire quando nasce il bisogno di rilassarsi.

Come si svolge una lezione di Yoga per bambini
A seconda dell'età dei bambini la durata di una lezione varia dai 30 ai 90 minuti, non c'è un'età precisa per iniziare a praticare Yoga. La lezione non è standard bensì varia a seconda dell'insegnante e dei partecipanti. Una fase iniziale di riscaldamento con successivi giochi divisi in squadre o a coppie, musica e danza, racconti di fiabe legate a tematiche sociali, mandala da colorare e pratica di asana (posizioni, posture) specifiche. Solitamente alla fine della lezione di Yoga per bambini - racconta il blog di Orangogo - c'è un momento di rilassamento e meditazione, nella società in cui viviamo questa parte non è assolutamente da sottovalutare.

Per la lezione di Yoga l'abbigliamento dei bambini deve essere comodo e semplice, calzini antiscivolo e tappetino.  Salutare per mente, corpo e spirito, medici e pediatri consigliano lo Yoga per stabilizzare le condizioni psico fisiche, a sviluppare le capacità cognitive e sociali dei bambini. Da aiuto per i bimbi iperattivi, ansiosi, aggressivi, paurosi o che manifestano disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento.

Yoga: A cosa serve
I bambini dell'era digitale purtroppo stanno a lungo seduti, il benessere nato dal movimento e dal rilassamento risulta fondamentale per la loro crescita. Lo Yoga equilibra la giornata del bambino grazie all'aspetto ludico, movimentato ma allo stesso tempo calmo e rilassante. I benefici che questa disciplina porta con sè sono molteplici, quelli più importanti che ogni genitore dovrebbe sapere sono:

Riduce ansia, stress e aggressività del bambino;
Migliora la sua concentrazione;
Stimola l'equilibrio e l'elasticità;
Sviluppa la consapevolezza del respiro e del proprio corpo;
Migliora la socializzazione;
Esprime al meglio emozioni e i suoi stati d'animo;
Stimola la capacità di apprendimento, crea condizioni di maggior concentrazione a scuola.

Scorrendo la classifica di Orangogo, dopo il calcio troviamo kick-boxing, nuoto, basket, ginnastica artistica, pallavolo, karate e tennis.

Quanto al Calisthenics è una forma di allenamento a corpo libero duale (aerobica e anaerobica), a metà tra ginnastica artistica e street workout, in cui si sfrutta solo il peso del proprio corpo. Coniuga forza ed equilibrio, aumenta la padronanza del proprio corpo e la percezione di sé stessi. Un altro modo per allenare corpo e spirito.» Proprio come lo yoga e la danza, ma con maggiore fisicità.

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Festa del papà, il supereroe che abbiamo in casa

Costruire un buon rapporto con i figli: affetto e protezione

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Chiudi Un padre con i figli foto iStock. (ANSA) Un padre con i figli foto iStock.

E' la Festa del papà: disponibili, propositivi, accondiscendenti, amiconi i papà contemporanei hanno guadagnato un rapporto con i figli che loro stessi non hanno mai sognato di avere con i propri padri. Se in una distribuzione più equa dei ruoli in famiglia la coppia ha fatto passi importanti rispetto al passato, dove proprio c'è stato un triplo salto in avanti da almeno due decenni e sempre di più è proprio nell'accudimento dei figli: il gap tra mamma e papà sulla cura della prole è decisamente ridotto rispetto a generazioni precedenti. Non cambia invece il 'culto' del padre (almeno fino ad una certa età): un supereroe in casa. Si può partire da questo per celebrare il 19 marzo la Festa del papà.

Un sondaggio condotto da Groupon evidenzia proprio questo. Ogni bambino ha sempre fantasticato sul lavoro del proprio papà o comunque sulle sue doti: con i suoi super poteri è in grado di salvare il mondo, hanno risposto. Non a caso il lavoro più gettonato è il pompiere (13%). Nonostante il primato delle mille cose dette al secondo spetta alle mamme, anche i papà hanno frasi ricorrenti. Per quasi il 40% dei rispondenti al sondaggio, la frase che si sono sentiti dire più spesso dal proprio papà è stata “Io alla tua età….”. Al secondo posto, per fortuna, la dichiarazione “Ti voglio bene” (20%). Chiude il podio “Se torni tardi, ti lascio fuori” (14%) seguito da un classicone: “Chiedi scusa alla mamma” (9%). Sebbene col passare degli anni la parità genitoriale si fa sempre più strada, ancora oggi il ruolo del papà è essere un modello di riferimento per i bambini (27%), proteggere la famiglia (21%) e darle sostentamento (18%). Oltre il 60% da padre, gradirebbe ricevere dai propri figli una giornata da passare in famiglia o una gita fuori porta. 

Costruire un buon rapporto con i figli è un paziente impegnativo lavoro anzi una sfida: innanzitutto bisogna far sentire il proprio affetto e poi essere dei punti di riferimento e non sempre è facile. Come fare? Save the Children in una guida alla genitorialità ha messo in fila consigli utili: eccoli di seguito

- dimostrando di amarli, anche quando sbagliano;
- confortandoli quando soffrono o sono spaventati;
- ascoltandoli;
- tenendo conto anche del loro punto di vista;
- giocando con loro;
- ridendo insieme a loro;
- sostenendoli quando devono affrontare una prova;
- incoraggiandoli di fronte alle difficoltà;
- dimostrandogli che credono in loro;
- riconoscendo il loro impegno e i loro successi;
- dimostrando di avere fiducia in loro;
- divertondosi insieme a loro;
- abbracciandoli;

- leggendo per loro;

- dicendogli “Ti voglio bene”.

Cosa fanno i genitori per fornire punti di riferimento?
- si comportano in modo corretto dando così il buon esempio ai propri figli;
- spiegano i motivi delle regole;
- li coinvolgono quando si devono definire delle regole;
- spiegano il loro punto di vista e tengono conto del punto di vista dei figli;
- li aiutano a trovare il modo migliore per correggere i propri errori, in modo da
imparare dagli errori stessi;
- spiegano che le azioni hanno delle conseguenze anche sulle altre persone;
- parlano spesso con loro;
- sono giusti e comprensivi;
- tengono sotto controllo la propria rabbia ed evitano di fare minacce;
- li preparano ad affrontare le difficoltà spiegando cosa aspettarsi e come superarle;
- danno ai propri figli tutte le informazioni necessarie affinché possano prendere le
decisioni giuste;
- non minacciano di picchiarli o di non amarli più e non cercano di impaurirli facendo
riferimento a mostri o ad altre cose che spaventano i bambini.

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Chiude con record presenze Cosmoprof

Per il 2020 nuovi progetti in definizione in Asia e in Africa

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Si è chiusa l'edizione 2019 di Cosmoprof Worldwide Bologna. La manifestazione continua a crescere, e i risultati confermano che l'evento è un appuntamento di riferimento per l'intera industria beauty.
    "Cosmoprof Worldwide Bologna 2019 ha raggiunto un importante obiettivo, con oltre 265.000 operatori dell'industria cosmetica, con un incremento percentuale di visitatori dall'estero di circa il 10% - dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere - Questo dato, insieme al record di espositori - 3.033 aziende da oltre 70 paesi - ci rende orgogliosi dei risultati ottenuti, e ci dà l'energia per affrontare nuovi progetti. Da Bologna, Cosmoprof Worldwide Bologna arriva a raggiungere tutto il mondo, con manifestazioni in tutti i continenti. Per il 2020 nuovi progetti sono in fase di definizione in Asia e in Africa. Commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia "l'export in crescita del 3,6% continua a sostenere i fatturati che superano gli 11,2 miliardi di euro, in crescita del 2,1%"

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Capelli, butter blonde è il colore dell'anno

Per lui il nuovo look aggiorna l'hypster style, capelli corti e la barba resiste

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Chiudi Trend butter blonde, colore dell'anno al Cosmoprof (ANSA) Trend butter blonde, colore dell'anno al Cosmoprof

Provate la frangetta, è il must dei capelli di questo anno. Il colore più cool è invece il 'butter blonde', una tonalità di biondo chiaro tendente al burroso che addolcisce il viso e che richiama i capelli schiariti dal sole e dalla salsedine facendo subito 'estate'. Sta bene soprattutto alle castane e a chi ha la pelle chiara, risalta la prima abbronzatura primaverile ed è il colore dell'anno per chiome di media lunghezza perché si sfuma con nuance diverse dalla radice alle punte. Qua e là qualche ciocca arcobaleno effettuata con le tinture semipermanenti o con una extension colorata e il look è completo. Lui, invece, dopo anni di chiome lunghe al vento e barbone da hypster ripulisce il look mostrando capelli rasatissimi, scalati sulle tempie ed alla nuca su cui gli hair-stylist creano disegni geometrici e decori a mano libera direttamente con il rasoio. Unica costante per lui che regge di anno in anno è la barba, che si fa più corta e curata ma sempre evidente. Il viso sbarbato proprio non va. Le nuove tendenze 'barba e capelli' sono state presentate ieri e oggi, ultimo giorno del Cosmoprof alla fiera di Bologna, durante l'Hair-Ring, progetto a cura della Camera italiana dell'Acconciatura e riservato ai giovani talenti emergenti under 25.
In due giorni oltre settanta acconciatori, arrivati da tutta Italia, si sono incontrati per realizzare le ultime creazioni in fatto di tagli, colorazioni, messe in piega e barba. Agli hair-stylist che hanno partecipato al contest è stato anche chiesto di ispirarsi alle creazioni di Leonardo Da Vinci, il genio di cui quest'anno si celebrano i 500 anni dalla scomparsa. Ma quanto costa andare dal parrucchiere? A parte i saloni di lusso, nei negozi della penisola i prezzi sono scesi. I saloni per signora, unisex e da uomo si orientano o verso livelli più economici (per la tinta si spende in media dai 20 ai 30 euro, idem per il taglio) oppure alti (oltre 50 euro per il colore). Le fasce di prezzo intermedie sono sempre meno.
"In occasione del Cosmoprof abbiamo effettuato un sondaggio online a cui hanno partecipato 750 parrucchieri da tutta la penisola, - sottolinea Gian Andrea Positano, segretario generale Camera italiana dell'Acconciatura e direttore Centro Studi Cosmetica Italia. - Nella ricerca abbiamo chiesto i costi dei loro saloni e il mood del momento. I prezzi calano, oppure si attestano su livelli alti. In linea generale acconciatori e barbieri sono ottimisti e puntano sulla formazione del loro personale per dare servizi di migliore qualità. Il 74% ha puntato alla formazione tecnica, il 50% a quella artistica e il 25 % allo studio manageriale".

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