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Omar Sy, il mio lavoro tra Lupin e la memoria

Star francese gira Lupin 3, a festival con Tirailleurs

Top Gun: Maverick - Premiere - 75th Cannes Film Festival © EPA
  • dell'inviata Alessandra Magliaro
  • CANNES
  • 19 maggio 2022
  • 20:20

Omar Sy è un gigante nero e buono, per strada lo acclamano, in sala ritmano gli applausi al suo nome. E' un incredibile esempio di come le cose possono prendere strade giuste e come un figlio della banlieue - è nato nel sobborgo parigino di Trappes, padre operaio di origine senegalese di etnia Peule, la madre di origine Mauritania che fa le pulizie, otto figli in tutto cresciuti alla fede musulmana - può vincere la sua battaglia puntando sul suo talento. In Francia è un esempio e non solo lì.
Amico per la pelle del franco marocchino Jamel Debbouze, Omar è diventato famoso da ragazzo formando, con Fred Testot, il duo comico Omar e Fred, ma è nel 2011 che esplode interpretando con François Cluzet quella commedia superlativa e pionieristica di Quasi Amici (Intouchables), blockbuster francese assoluto. Il film ha incassato l'incredibile cifra di 426 milioni di dollari al botteghino mondiale ed è ancora il più grande film francese di tutti i tempi. Così Sy è diventato il primo uomo di colore a vincere un premio César e i diritti di remake del film negli Stati Uniti sono andati a ruba. Omar non si è più fermato, ma ha provato a rimanere con i piedi per terra e a restare un esempio per la comunità, alla quale parla spesso di ingiustizia sociale e razzismo, nonostante, per ragioni di anonimato, viva a Los Angeles.
A Cannes ha portato TIRAILLEURS (Father & Soldier), una storia di paternità che ricostruisce il contributo dei tiratori senegalesi alla Francia nella prima guerra mondiale. Diretto da Mathieu Vadepied, Omar Sy lo ha interpretato e prodotto e ieri sera ha aperto tra gli applausi il concorso di Un Certain Regard con Valeria Golino presidente di giuria. Ha interpretato in Usa X-Men: Days of Future Past , il franchise di Jurassic World e Transformers: The Last Knight tra gli altri, ma è la serie Netflix francese LUPIN ad aver dato al 44enne attore l'appeal definitivo con le nuove generazioni di spettatori. Ispirato dai racconti di Maurice Leblanc su Arsène Lupin, Sy interpreta il ladro gentiluomo Assane Diop, che vuole vendicare suo padre per un'ingiustizia inflitta da una famiglia alto borghese e potente. La serie è stata vista da 70 milioni di famiglie durante il suo primo mese, diventando all'epoca la serie non inglese più seguita su Netflix. Nominato ai Golden Globe, l'attore è diventato il primo talento francese a firmare un contratto pluriennale con Netflix e ora sta girando a Parigi la terza stagione. "Non posso svelare nulla, ma torneremo con la stessa energia e divertimento", ha detto a Deadline. "Vorrei farlo per il resto della mia vita. Vorrei che potessimo. Ma dipenderà da quale storia possiamo raccontare e dove può andare il personaggio. Se avremo la sceneggiatura giusta, continueremo", ha aggiunto.
Intanto con la stessa Gaumont produttrice di Lupin ha potuto coronare il suo sogno, quello di dare giustizia ai tirailleurs, ai 200mila senegalesi prelevati con forza dai villaggi africani nel 1917 per essere scaraventati al fronte della Prima Guerra mondiale a combattere per una patria, la Francia che certo non era la loro. "Questo film significa moltissimo per me, non abbiamo la stessa memoria, ma abbiamo la stessa storia", ha detto Sy le cui origini paterne e la lingua Fulani dell'Africa occidentale sono raccontate nel film. Nel 1920 le ossa di otto soldati senegalesi rimasti sconosciuti sono state portate all'Arco di Trionfo a Parigi per ricordare quel sacrificio in una terra fredda e ostile, lontana migliaia di chilometri. Ma Tirailleurs è anche una storia commovente di paternità, di un padre (Sy) che si arruola volontario dopo il 'rapimento' del giovane figlio Thiermo (Alassane Diong), pur di non lasciarlo solo a morire al fronte.

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