Società & Diritti

Nove Onlus a Kabul rafforza le attività per le donne afghane

La risposta dell'associazione ai divieti imposti dai talebani

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  • Redazione ANSA
  • ROMA
  • 10 maggio 2022
  • 18:17

Nove Onlus, una delle poche ong italiane che continua ad avere una presenza nell'Afghanistan dei talebani, rafforza le attività per le donne a Kabul. È la risposta dell'associazione, che non ha mai smesso di operare per fronteggiare la crisi umanitaria e contribuire alla lotta per i diritti umani, alle nuove regole per le quali alle donne restano solo gli occhi come spiraglio sul mondo: nessuna attività a contatto con il pubblico, corpo e viso tumulati in un hijab, interdizione alla scuola secondaria e divieto di circolare se non accompagnate da un mahram, un tutore maschio. Nuovi ostacoli per milioni di donne rimaste vedove e prive di familiari maschi adulti per accedere all'assistenza sanitaria e agli approvvigionamenti, sfuggire a situazioni di violenza domestica, cercare lavoro, sopravvivere.
    "Rispondiamo alle nuove restrizioni intensificando i progetti a sostegno delle donne - dichiara Susanna Fioretti, presidente di Nove Onlus - abbiamo avviato un progetto gestito da donne, che offrirà formazione professionale e mentorship a 150 donne di Kabul e abbiamo potenziato i corsi di alfabetizzazione femminile. Grazie al sostegno di Otb Foundation, 8x1000 Chiesa Valdese e del Trust nel Nome della Donna, Nove prosegue anche le sue attività di emergenza. Dopo aver distribuito generi di prima necessità a oltre 3mila persone a Kabul, sta attivando la seconda distribuzione per le donne capofamiglia e i loro figli (oltre 1.000 persone) nella provincia di Kapisa dove sostiene anche l'orfanotrofio pubblico". In collaborazione con l'ong Afga, Nove fornisce servizi sanitari, compresi i servizi di salute sessuale e riproduttiva a 1.300 persone al mese.
    Fioretti ha incontrato ieri i rappresentanti del ministro del lavoro e degli affari sociali per finalizzare l'accordo che prevede corsi di inglese, computer e sartoria per le donne di Kabul, all'interno di un centro governativo. Nei prossimi giorni il team di Nove incontrerà le autorità deputate alla mobilità femminile per discutere l'ipotesi di riprendere il servizio Pink Shuttle. È previsto inoltre un incontro di approfondimento con l'attivista afghana Mahbouba Seraj, direttrice dell'Afghan Women Skills Development Center, per valutare nuovi interventi di supporto a donne in stato di estrema vulnerabilità.
    "La pratica dei matrimoni precoci è in preoccupante aumento, ed espone anche bambine molto piccole al rischio di essere vendute in cambio di soldi per poter sfamare il resto della famiglia - conclude la presidente di Nove - per questo abbiamo ampliato anche il progetto Dignity, che garantisce supporto diretto a bambini e famiglie in stato di grave necessità".
    (ANSA).
   

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