Fondazione Ergo, in Italia l'automotive vale il 5,6% del Pil

Quaderno fotografa evoluzione del settore con 250mila addetti

Redazione ANSA ROMA

Il settore dell'auto rappresenta, componentistica compresa, il 5,6% del Pil con 93 miliardi di fatturato e 250.000 addetti. A scattare una fotografia, con un quadro completo dell'evoluzione del settore è un Quaderno d'Analisi, di oltre 50 pagine, realizzato dal Centro Studi della Fondazione Ergo, diretto da Sandro Trento. Un intero capitolo, dei quattro che compongono lo studio, affronta che uno dei temi di grande attualità nel dibattito del settore automotive: le prospettive di FCA e dei suoi 65.000 dipendenti italiani che rappresentano da soli quasi il 3% del Pil italiano.
    Il quaderno contiene molti dati di un comparto, che nonostante l'importanza, è poco studiato. Quanti sanno che il settore auto pur fra mille difficoltà ha un futuro roseo con un aumento della produzione stimato fra il 25 e il 30% entro il 2030? Poco noto è un fattore decisivo: la Cina già oggi guida il processo di elettrificazione nel mondo con 1,2 vetture full electric vendute nel 2018 contro le 350 mila in Europa e negli Usa. Inosservato è anche l'affanno della Germania che l'anno scorso ha prodotto ben 500.000 vetture in meno e all'interno di questo trend anche i costruttori premium tedeschi hanno subito duri colpi con Daimler e Bmw che hanno registrato una caduta dei profitti fino al 30%. Il quaderno, coordinato da Rachele Sessa e dal giornalista Diodato Pirone, è scaricabile gratuitamente alla Url https://www.fondazionergo.it/upload/Quaderni/QA5_INDUSTRIAAUTO.pdf e, tra le altre cose, analizza anche una delle ragioni che pesa sulla sottovalutazione in Borsa di quasi tutte le aziende del settore: l'enorme sforzo per ricerca e sviluppo che spesso assorbe più del 5% del fatturato delle aziende. Si tratta di capitali che difficilmente ritorneranno nei forzieri di chi li investe e questo deflusso indebolisce il settore e ne rende inevitabile il consolidamento.
   

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