Anfia, provvedimenti del Governo penalizzano il settore auto

Scudieri 'Malus frena vendite nuovo, Bonus ha scarsa efficacia'

Redazione ANSA MILANO

Il comparto automotive, che in Italia rappresenta attraverso 6.000 aziende un fatturato di oltre 100 miliardi di euro (il 6% del PIL) e che contribuisce al gettito fiscale con circa 74 miliardi, vive un momento di particolare criticità che mette a rischio anche, nel solo ambito della produzione, circa 260 mila addetti, il 7,1% degli occupati nel settore manifatturiero. Oltre alle conseguenze della situazione generale d'incertezza, sono il forte calo delle vendite di modelli diesel e l'inefficacia dell'Ecobonus in funzione della assoluta necessità di rinnovare il parco circolante a creare le maggiori preoccupazioni. Lo ha sottolineato oggi, durante il convegno ''Da Automotive a Mobility, l'evoluzione della Qualità nell'auto'' organizzato a Milano, il presidente dell'Anfia Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) Paolo Scudieri. ''Il contesto economico in peggioramento oltre al mercato e alla produzione nazionale in calo da mesi - ha detto Scudieri - sono gli aspetti più preoccupanti, a cui si aggiungono le conseguenze di un altro meccanismo istituito per migliorare della qualità dell'aria, ma basato sulle emissioni di CO2 che è solo un alterante del clima e non un inquinante. Questa tassa basata sul principio 'chi inquina paga' - ha ribadito il presidente di Anfia - colpisce auto nuove di ultima generazione che hanno alte prestazioni ambientali, mentre il 35% delle auto in circolazione hanno emissioni ante Euro 4. Inoltre gli introiti di questa tassa non sono utilizzati per finanziare gli incentivi''. Scudieri si è soffermato sul tema del Bonus: ''quesa misura premia un comparto, quello delle vetture con emissioni di CO2 non superiori a 70 g/km, che a fine anno potrebbe valere tra l'1% e il 2% del mercato totale. Verosimilmente, in caso di esaurimento del fondo prima della scadenza, le vendite di ibride plug-in si fermeranno in attesa delle risorse previste per il 2020''. Durante il convengno è stato ribadito da parte del presidente dell'Anfia come, in realtà, soltanto con un rinnovo del parco circolante ''sia possibile incidere in modo determinante sulla qualità dell'aria e sulla sicurezza, essendo i veicoli di nuova produzione più efficienti e più puliti in termini di consumo di carburante e livelli emissivi e certamente più sicuri perché dotati di sistemi di assistenza alla guida avanzati''. Il quadro generale mostra una industria automotive che si trova ad affrontare sfide complesse in tempi rapidi e in un contesto reso più incerto dal rallentamento dell'economia europea e internazionale, dalla frenata della domanda di autoveicoli e della produzione, in uno scenario geopolitico a sua volta molto incerto e instabile. ''La filiera automotive - ha detto Scudieri - deve aumentare inevitabilmente gli investimenti in R&S, rivedendo il proprio footprint produttivo e i propri modelli di business. E ciò può essere fatto a patto di poter contare su una politica industriale seria''.

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