Aston Martin apre nuovo stabilimento di St Athan in Galles

In quella che era una base aerea RAF nasce ora il primo suv DBX

Redazione ANSA ROMA

Il Primo Ministro del Galles Mark Drakeford e Andy Palmer, presidente di Aston Martin Lagonda e CEO del Gruppo hanno inaugurato oggi il nuovo stabilimento produttivo di St Athan, in Galles. Come ha precisato l'azienda la storica sede di Gaydon resterà il centro di produzione delle vetture sportive del marchio, mentre St Athan sarà utilizzato per DBX il primo suv firmato Aston Martin. All'avvio della produzione a regime, nel secondo trimestre del 2020, la nuova sede ospiterà fino a 600 nuove maestranze altamente specializzate, che saliranno a 750 quando si raggiungerà la piena capacità produttiva. "Oggi è un giorno da ricordare per Aston Martin - ha detto Palmer - e l'avvio del nuovo centro di produzione di St Athan è la nostra dimostrazione di fiducia nei confronti del nostro Paese, in cui prevediamo di creare, al pieno regime dello stabilimento, fino a 750 nuovi posti di lavoro altamente qualificati. St Athan è una tappa fondamentale per la commercializzazione del nostro ultimo modello, il DBX, che sarà prodotto proprio qui. L'apertura di questa sede scrive una pagina storica nel piano di crescita dell'azienda ed è determinante per il raggiungimento dei nostri ambiziosi obiettivi di posizionamento in tutti i principali settori del mercato come marchio globale di lusso''.

Nel 2016 Aston Martin ha acquisito St Athan, un ex sito del Ministero della difesa britannico di oltre 36 ettari, destinandola a nuova culla dell'eccellenza della produzione automobilistica nel Regno Unito. Il piano di rinnovamento ha riguarda quella che fin dal 1938 era una base della Royal Air Force. Durante il secondo conflitto mondiale la base ha ospitato ben 14mila persone, per l'addestramento degli equipaggi sia di terra che di volo. E in tempo di pace St Athan è stata adibita prevalentemente a centro di addestramento, e ha rappresentato il più grande polo dell'aeronautica militare inglese per la manutenzione di velivoli come il Vulcan, il Phantom, l'Harrier, il Tornado e l'Hawk. L'ultimo mezzo riparato tra queste mura ha lasciato il centro nel febbraio 2012. La fase due dell'intervento a St Athan è stata iavviata nella primavera del 2017 con la cerimonia ufficiale di consegna dei tre super-hangar da parte del Ministero della difesa all'azienda, che vi ha stabilito le nuove linee di produzione. È seguita, a fine 2018, un'ultima fase di allestimento degli spazi convertiti, in vista dell'avvio della pre-produzione nel 2019.

Lo stabilimento di St Athan si affianca alla sede centrale della casa di Gaydon e agli altri poli di Wellesbourne e Newport Pagnell, che sono i centri nodali dell'eccellenza britannica in campo artigianale e ingegneristico.

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