Stop al cellulare alla guida, si lavora ai paletti della norma

Relatore Lega, non si può vietare del tutto,focus su distrazione

Redazione ANSA

"Non si può inibire del tutto l'uso del cellulare alla guida, quello che deve passare è il messaggio: non ci si può distrarre, ma è diverso se, per esempio si controlla lo smartphone per verificare la direzione che si sta prendendo, il percorso, o per consultare i social network". Così il relatore per la Lega, Giuseppe Donina, parlando della riforma del codice della strada, all'esame della commissione Trasporti della Camera. Si sta quindi lavorando per definire con precisione, fissando i paletti per evitare interpretazione, alla norma per il divieto dell'uso del cellulare in auto. "Con i tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti quindi si sta cercando la formulazione ideale" per sanzionare le distrazioni "senza lasciare troppo spazio alle interpretazioni", spiega Donina. "E' un'operazione delicata", riconosce il deputato leghista ma necessaria per "dare uno strumento" a chi deve poi sanzionare il guidatore in questione. La bozza del testo, nata dalle proposte della Lega e del M5s, prevede infatti, per chi viene colto con gli occhi su smartphone, portatili, notebook, tablet e dispositivi, multe che volano da 161-647 euro a 422-1.697 euro con la sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi (da innalzare se si reitera la violazione nel biennio successivo). I lavori sul codice della strada in commissione riprenderanno già domani, ma prima di arrivare a un testo completo, con le integrazioni avanzate dalle opposizioni, serviranno, chiarisce Donina, "probabilmente altri dieci giorni". L'approdo in Aula è quindi previsto, fa sapere, per il mese di "giugno".

Codacons, cellulare in auto sempre pericoloso
Sul divieto dell'uso del cellulare alla guida "siamo oramai all'assurdo". Lo afferma il Codacons, commentando le modifiche al divieto di utilizzo del telefonino in auto nell'ambito della riforma del Codice della strada all'esame della commissione Trasporti della Camera. "E' semplicemente vergognoso affermare che vi siano differenze a seconda del fatto che il cellulare venga usato per parlare o per chattare sui social network. - spiega il Codacons - L'utilizzo del telefonino alla guida è sempre pericoloso perché crea distrazione in ogni caso, indipendentemente dal fatto che si invii un messaggio, si risponda ad una telefonata, o si consulti un social network o una mappa stradale. La riforma del Codice della strada, se verranno fissati paletti che limitano i divieti, perderà così qualsiasi utilità, e sarà del tutto impossibile per le forze dell'ordine sanzionare gli automobilisti colti col telefonino in mano, perché non potranno essere accertati i motivi che hanno determinato l'uso del cellulare alla guida. Pertanto, se sarà prevista nel Codice la possibilità di usare i telefonini per consultare social network e altre app, denunceremo i parlamentari responsabili della norma per attentato alla sicurezza dei trasporti, considerate le pesanti ripercussioni che la misura avrà sul fronte della sicurezza stradale", conclude l'associazione.

Unc, assurdo distinguo su uso cellulari
"Un distinguo assurdo, privo di fondamento e basi logiche": lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, spiegando che il relatore per la Lega, Giuseppe Donina, parlando della riforma del Codice della strada ha annunciato che si stanno fissando i paletti per il divieto dell'uso del cellulare in auto, distinguendo chi lo usa per verificare la direzione che si sta prendendo o per consultare i social network. "Se uno distoglie lo sguardo dalla strada, aumenta il rischio di incidenti indipendentemente dal motivo per cui lo fa, sia che lo faccia per fare un sms che per impostare il navigatore o vedere il percorso" prosegue Dona. "Non per niente i navigatori forniscono le indicazioni stradali a voce. Se uno ha dei dubbi, deve accostare, fermarsi e controllare il percorso" aggiunge Dona. "Insomma, da una parte si inaspriscono le sanzioni per chi usa lo smartphone, inutilmente considerato che le multe comminate nel 2017 nei comuni capoluoghi di provincia dalla Polizia Municipale per tutte le violazioni dell'art. 173 del Cds sono pari ad appena lo 0,36% del totale, ossia il nulla, dall'altra si consentono pericolosissime deroghe a seconda dell'importanza del motivo per cui ti distrai e provochi un incidente" conclude Dona.

Asaps, no a distinzioni su uso cellulare
"Prevedere distinzioni nelle modalità dell'utilizzo del cellulare alla guida significa vanificarne il potenziamento del contrasto in discussione alla Commissione Trasporti della Camera". Lo dice il presidente dell'Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale) Giordano Biserni, intervenendo sul dibattito in commissione Trasporti e definendo l'uso del cellulare in auto "la vera sbornia del terzo millennio, dalla cui cronicità pochi sanno astenersi". "Già alle condizioni attuali - spiega il presidente Asaps - di fatto le violazioni all'art. 173 CdS contestate sono poche, intanto per la carenza dei controlli fisici su strada, ma anche per altri motivi molto semplici. Quale agente potrebbe mai contestare l'uso del cellulare utilizzato di notte, o sotto pioggia battente, neve, nebbia eccetera? Se ora andiamo anche ad inserire la variabile esimente dell'utilizzo come navigatore a portata 'di mano', andremo ad innescare un sistema che attiverà ricorsi seriali al Giudice di pace. 'Io non guardavo i social, ma la direzione che dovevo seguire'". "Gli agenti - conclude Giordano Biserni - non si caleranno mai in discussioni infinite con i conducenti che si rifugeranno spesso sulla esimente dell'utilizzo come navigatore".

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