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Auto: Ey-Cdp-Luiss, incentivi e investimenti per svolta

E' il 10% del Pil. Per l'Italia 170mld e 300mila occupati

ROMA ANSAcom

 

Un settore che vale il "10% del Pil non può essere lasciato solo davanti alla crisi generata dall'emergenza Covid. E' questo l'appello che arriva dal Ey, Cdp e Luiss, che hanno in uno studio ad hoc mettono in guardia dal rischio che attraverso il comparto automotive. Nello scenario migliore le perdite di fatturato si fermano tra un quarto in quello peggiore si avvicinano al dimezzamento. A confermalo è lo stesso mondo dell'auto, con l'Anfia che sottolinea come "nei piazzali della concessionarie e degli stabilimenti ci siano 400 mila vetture. La ricetta indicata come ingredienti ha investimenti e incentivi all'acquisto.


"Dobbiamo mettere in campo misure forti", dice la market leader di Ey, Stefania Radoccia, nel corso di 'Italia riparte', il digital talk, promosso dalla stessa Ey - con Cdp e Luiss Business School - sul ripresa nel settore. In tre mesi è stata bloccata l'attività "di 70mila dipendenti" del comparto, spiega Radoccia. Le stime indicano una riduzione dei "ricavi dal 24 al 42% e della marginalità in termini aggregati , dai 4,9 miliardi a un massimo di 7,9 miliardi di euro". E' quindi, sottolinea Radoccia, "un momento storico importante" per un settore "strategico", che in Italia "vale 170 miliardi di euro, per 300 mila occupati". Secondo Radoccia "nel breve periodo" c'è l'occupazione da sostenere. C'è la previsione di prorogare la cassa integrazione, ma occorre anche mettere su un sistema di politiche attive", rimarca. L'invito sta, dunque, nel puntare sulla formazione, oltre che agire sulla leva "degli incentivi alla rottamazione e allo smaltimento dello stock presente nei magazzini". Nel lungo periodo sono necessari, poi, "fondi pubblici dedicati all'innovazione e investimenti privati, attraendoli anche dall'estero".


Che l'industria automobilistica sia "strategica" non solo per l'occupazione e la produzione ma anche per altro, lo mette in rilievo il capo economista d Cdp, Andrea Montanino. E' l'automotive il comparto della manifattura, rileva, dove "si fa più ricerca". E adesso c'è da fare "un salto" per allineare l'Italia alla Germania e all'Ue e far valere un insieme di aziende che è all'avanguardia. Di re-skilling e up-skilling parla anche il direttore della Luiss Business School, Paolo Boccardelli, secondo cui l'Italia può vantare eccellenze, come nel design. E, avverte, non si può lasciare solo il privato a investire su questa frontiera. "È necessario - dice - realizzare un ulteriore passo in avanti nella collaborazione tra istituti di ricerca e operatori del mercato". Per il presidente dell'Anfia, Paolo Scudieri, intanto una soluzione sta nel bonus alla rottamazione.

In collaborazione con:
EY

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