Peugeot 208 GT Line, ecco come ruggisce la compatta del Leone

Sistemi assistenza, EAT8 fluido e modalità sport tra le chicche

di Nuviana Arrichiello ROMA

Non chiamatela citycar, o almeno non solo così. La nuova 208, erede dell'enfant terrible della casa del Leone, è una sintesi perfetta per chi utilizza l'auto per destreggiarsi nella giungla urbana senza, comunque, rinunciare alle lunghe percorrenze. Se poi sotto al cofano c'è il motore benzina 1.2 PureTech 130 cv e 230 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico EAT8, nella versione GT Line, come quello della nostra prova, allora il divertimento in curva, nei percorsi appena fuori città, è davvero assicurato.

Ecco perché abbiamo provato l'utilitaria francese, reginetta indiscussa del salone di Ginevra 2019, dove è stata presentata anche nella sua versione elettrica, su un percorso misto, mettendola alla prova sia per la dinamica di guida che per l'efficienza, ma anche per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida. Partendo da Roma, percorrendo l'autostrada del Sole, fino ad arrivare nel comune di Pozzuoli, a nord di Napoli, la 208 GT Line ha percorso circa 210 km con una media di 13 km con un litro, poco più di 7 litri per cento chilometri. In autostrada, dove la 208 GT Line ha viaggiato ad una media di 14 km/l, è stato possibile testare i numerosi sistemi di assistenza alla guida, che soprattutto in un percorso autostradale pressoché rettilineo - come quello che da Roma porta a Napoli - hanno semplificato le manovre e reso la guida molto rilassante. Dal cruise control adattivo al lane position assist per mantenere automaticamente il veicolo all'interno della corsia di marcia, al dispositivo che rivela la stanchezza del conducente, nessun sistema sembra essere superfluo. Neppure quelli che, una volta giunti alla nostra destinazione, ci hanno permesso di parcheggiare la vettura in modo semplice e veloce, grazie al park assist, consentendo di districarci nel caos di una giornata di imbarchi verso le isole flegree sul porto puteolano, stando attenti a pedoni e ciclisti di passaggio (fondamentale l'impiego dell'Active Safety Brake che funziona anche di notte). Le linee esterne, tondeggianti, e il frontale estremamente felino del Leone, con i gruppi ottici a Led che vedono nei due graffi verticali una sorta di prolungamento quasi naturale, sottolineano il carattere deciso della nuova 208, riconoscibile a prima vista e assolutamente diversa dalle dirette competitors di mercato (solo per citarne alcune la cugina tedesca Opel Corsa, la rivale francese Renault Clio e la Ford Fiesta). Ma è all'interno che la 208 riesce a dare davvero il meglio di sé. I materiali sono curati e morbidi al tatto, la qualità percepita è di un'auto di categoria superiore. Nulla è lasciato al caso: nonostante la compattezza estrema, all'interno ci sono numerosi vani portaoggetti, tra i due sedili, nel cruscotto, dove è nascosta anche una ricarica wireless per smartphone, accanto anche due prese USB per la ricarica di dispositivi elettronici. Allo schermo da dieci pollici, sotto troviamo una strumentazione che utilizza il modello dei 'tasti di pianoforte' come per la 508, per intenderci, si aggiunge il quadro strumenti digitale 3D, che proietta tutte le informazioni dell'auto su due livelli differenti e che cambia a seconda della modalità di guida che si seleziona dal drive mode (eco, normal o sport).

Immancabile, come per la gamma di suv e le altre berline del Leone, l'i-cockpit che rappresenta un'interfaccia diretta e immediata tra auto e guidatore. Dietro al volante posizionate, per gli amanti della guida manuale, le levette per la cambiata, piuttosto piccole e ben nascoste. Peugeot 208 (che nell'allestimento GT Line con motore PureTech 130 parte da circa 25mila euro), è risultata agile e maneggevole ma anche rilassante da guidare, soprattutto grazie ad un comfort acustico di livello superiore. Questa motorizzazione, in particolare, abbinata all'EAT8, cambio sempre veloce e molto fluido, ha espresso tutta la sua vivacità ed elasticità, soprattutto nella modalità Sport riuscendo a rendere piacevole e divertente la nostra guida. Ecco perché, come detto all'inizio, chiamarla solo citycar sarebbe davvero riduttivo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie