Gengive che sanguinano, può dipendere da poca vitamina C?

Studio avanza ipotesi. I dubbi degli esperti SIdP

Redazione ANSA ROMA

Gengive che sanguinano? Potrebbe essere un segno di gengivite, uno stadio precoce della malattia parodontale per la quale è importante rivolgersi a un dentista, ma anche un indicatore del fatto che si assume poca vitamina C. Lo rileva una ricerca dell'Università di Washington, pubblicata su Nutrition Reviews che pero' non convince gli esperti che ritengono invece ci sia una forte correlazione con lo stile di vita e l'igiene orale.

La ricerca ha analizzato 15 studi clinici in sei paesi, che hanno coinvolto 1.140 partecipanti prevalentemente sani, e i dati di 8.210 residenti negli Stati Uniti intervistati per il Centers for Disease Control and Prevention's Health and Nutrition Examination Survey.

I risultati hanno mostrato che il sanguinamento delle gengive e quello negli occhi, o emorragia retinica, legati anche a problemi generali nel sistema microvascolare, erano associati a bassi livelli di vitamina C nel sangue. Inoltre, gli studiosi hanno scoperto che l'aumento dell'assunzione giornaliera in persone con bassi livelli plasmatici di vitamina C ha contribuito a invertire i problemi di sangue dalle gengive.

I risultati secondo i ricercatori "suggeriscono che le raccomandazioni sulla vitamina C, progettate principalmente per proteggere dallo scorbuto, una malattia mortale, sono troppo basse, e che un'assunzione così bassa di vitamina C può portare a una tendenza al sanguinamento, che non dovrebbe essere trattato con filo interdentale".

Per la Societa' italiana di parodontologia e Implantologia (SIdP) parla la dottoressa Silvia Anna Masiero che prende le distanze da questa impostazione.

“La Gengivite e ancora di più la parodontite, sono processi infiammatori che sono influenzati da una serie di fattori sistemici legati anche alla dieta e allo stile di vita. Mentre non è sorprendente che una dieta corretta, insieme alle manovre di igiene orale, possa avere un ruolo nel migliorare la salute di denti e gengive, i risultati di questa interessante revisione sistematica della letteratura sono da valutare con attenzione senza indurre in conclusioni inappropriate. Lo studio infatti misura il sanguinamento gengivale indotto dall’uso della sonda parodontale senza però dare alcuna informazione sullo stato di salute dei soggetti valutati e sul loro regime di controllo della placca batterica, che ricordiamo, è l'indiziata numero uno per l’infiammazione gengivale. La carenza cronica di vitamina C porta ad una condizione specifica: lo Scorbuto. Una malattia nota già dal 1500 che affliggeva gli esploratori europei nei loro viaggi attorno al globo poiché durante la navigazione non era possibile approvvigionarsi di frutta e verdura fresca ricca di vitamina C. Uno dei segni classici dello scorbuto era il sanguinamento gengivale. Oggi le condizioni di vita sono cambiate ed è raro trovare soggetti con una avitaminosi o con tali carenze di vitamina C. Pertanto mentre anche l’OMS raccomanda una dieta che preveda l’assunzione di corrette quantità di vitamina C pari a 40-45 mg/die non ci sono evidenze che aumentare l’assunzione di vitamina c possa ridurre il sanguinamento gengivale che invece sappiamo bene ridursi con l’uso corretto di spazzolino, filo e scovolino”.

 


   

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