La lotta alle fake news parte dalle scuole

Un esperimento con gli studenti di 40 istituti romani

Redazione ANSA

La lotta alla fake news su internet, ai pregiudizi e alla disinformazione deve partire dalle scuole, per avere una visione del mondo meno 'minacciosa', rendendo partecipi i giovani. Questo l'obiettivo dell'esperimento pilota "Memedia: media literacy nel mondo dei meme", che ha coinvolto 40 studenti rappresentanti di altrettante scuole Roma, condotto a maggio da Walter Quattrociocchi, Coordinatore del Lab di Data Science e Complexity presso l'Università Ca' Foscari Di Venezia.

Il corso, tenutosi presso Binario F from Facebook a Roma, rientra tra le attività promosse dal "Tavolo Tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell'informazione sulle piattaforme digitali" di Agcom e si inserisce tra le iniziative di "Generazioni Connesse", il Safer Internet Centre italiano coordinato dal Ministero dell'Istruzione. Durante il corso, organizzato in due appuntamenti, i ragazzi hanno avuto la possibilità di prendere familiarità con il tema delle notizie false su internet, imparando quale ruolo giocano i pregiudizi nella costruzione della realtà, nel modo di relazionarsi con gli altri e nella viralità dell'informazione.

Per comprendere il fenomeno, sono stati invitati a simulare in prima persona alcune dinamiche tipiche di internet, scoprendo come avviene la formazione di fenomeni quali la polarizzazione delle idee e la loro amplificazione nelle echo-chamber (cioè quando informazioni o idee vengono amplificate o rafforzate dalla comunicazione e dalla ripetizione all'interno di un sistema definito). Il corso ha affrontato anche il linguaggio dei meme. I 40 studenti che hanno partecipato avranno il compito di diventare ambasciatori di questi temi nelle loro scuole. "Dobbiamo ripartire dalle scuole e proporre una visione più ampia, integrata e meno spaventata dal mondo che cambia", commenta Quattrociocchi.

"La risposta dei ragazzi è stata eccezionale - conclude - perchè hanno visto come sta cambiando il linguaggio sui media e social, un fenomeno di cui loro sono attori. E hanno anche capito che tutti possiamo cadere in errore. Adesso stiamo lavorando per estendere questo esperimento su scala nazionale".

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