L'euroscetticismo in Italia resta forte, esperti

Uffici Pe discutono di euroscetticismo

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Gli italiani pensano che l'Italia non si riprenderà dalle conseguenze della pandemia e che gli altri Paesi Ue non dimostrino solidarietà con il nostro Paese nei ricollocamenti dei migranti". E' l'analisi di Eleonora Poli ricercatrice dell'Istituto di Affari Internazionali intervenuta durante il dibattito sull'euroscetticismo organizzato dagli uffici del Parlamento Ue in Italia, Ungheria, Spagna e Francia.

L'incontro virtuale è stato ispirato dal libro Euroscepticism and the Future of Europe: views from the capitals, coordinato da Paul Schmidt. Secondo i dati di Eurobarometro il 75% dei cittadini crede che l'Italia non si riprenderà dalla crisi pandemica, solo il 28% ha fiducia nell'Ue.

"I Partiti euroscettici fanno leva sulle paure dei cittadini - ha detto Poli -La Lega è attualmente il primo partito d'Italia, con un consenso elettorale intorno al 25%, secondo i sondaggi. e Fratelli d'Italia con un sostegno del 15%, è il terzo partito" ha detto la ricercatrice.

"E' vero che all'inizio della pandemia la solidarietà non è stata dimostrata dagli altri Paesi Ue, ma l'Italia era il primo Paese colpito e l'Ue non era pronta, così i cittadini hanno percepito gli aiuti dalla Cina e la Russia come più rapidi" ha detto la ricercatrice. Secondo il vicepresidente del Parlamento Ue, Othmar Karas del Ppe, il problema dell'euroscetticismo è la cattiva comunicazione dei Paesi Ue sui benefici degli accordi europei per i cittadini.

"Non sono contrario al fatto che il 26,2% degli eurodeputati siano euroscettici, ma l'euroscetticismo sta creando divisioni in tutti i partiti, anche quelli europeisti, e soprattutto sta dividendo la società".

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