Calavecchia racconta calvario contro Covid, un incubo

Campione British Open '89, "la cosa peggiore che abbia provato"

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 25 SET - "E' la cosa peggiore che abbia mai provato. Ho avuto dolori in ogni parte del mio corpo e vissuto un periodo davvero difficile". Mark Calavecchia, golfista statunitense vincitore in carriera del British Open 1989 e con 4 apparizioni in Ryder Cup, racconta così il suo calvario contro il Coronavirus.
    Risultato positivo ormai tre settimane fa, il 60enne di Laurel (Nebraska) ha scoperto di aver contratto il covid di ritorno da un torneo del Champions Tour, circuito statunitense riservato agli "over 50". Dal South Dakota (Midwest), in camper, il player americano ha dovuto affrontare un viaggio lungo 1.746 miglia (2.809 chilometri) per arrivare nel sud della Florida, dove risiede. "Ero con mia moglie che ha provato durante l'emergenza sanitaria a convincere tanti golfisti a usare il camper per gli spostamenti da un torneo all'altro. Ci abbiamo messo tre giorni e mezzo per tornare a casa. Lei non ama guidare ed è toccato a me farlo. Le ultime 150 miglia sono state difficilissime e quando finalmente siamo arrivati a casa, sono andato subito nel mio letto. Ero debole, avevo i brividi e la febbre. Non sentivo odori e sapori e non avevo appetito. Poi sono andato in ospedale e ho fatto una tac ai polmoni. Credevo che il virus stesse avendo la meglio su di me. Ho trascorso 7 ore in ospedale e tremavo come una foglia. Avevo paura, pensavo di morire. Ho cominciato a piangere, nessuno mi portava una coperta. E' stata una giornata terribile".
    Poi il ritorno a casa e l'inizio della guarigione. "Mi hanno prescritto diversi farmaci e ho cominciato a dormire la notte.
    Piano piano ho ripreso a vivere e adesso sto bene. Ma non dimenticherò mai quello che ho vissuto e provato". (ANSA).
   

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