Fase 2, riapre 'Il Tiglio' , tempio gourmet dei Sibillini

Chef Mazzaroni, sisma e covid ci hanno fermato ma non ferito

   "Il mio è un percorso ad ostacoli, iniziato in montagna, sui Sibillini, proseguito al mare di Porto Recanati, per poi risalire di nuovo all'ombra della Sibilla nel mio Tiglio. Dopo il terremoto, anche il Covid ci ha fermati, feriti ma non ha abbattuti e allora siamo di nuovo qui, pronti a nuove sfide".Lo dice all'ANSA lo chef Enrico Mazzaroni: per lui sono stati anni difficili. Per due volte il terremoto del 2016 ha distrutto il suo ristorante 'Il Tiglio' a Isola San Biagio, frazione di Montemonaco (Ascoli Piceno). Alla scossa del 24 agosto riuscì a porre riparo, con un grande sacrificio economico; quella del 30 ottobre lo ha letteralmente abbattuto, costringendolo a trasferirsi al mare di Porto Recanati, dove fino ad un anno fa ha cucinato al 'Tiglio in vita'. Il richiamo della montagna è stato però più forte. E' tornato a casa, ripartendo, non senza problemi e con tanti sacrifici. "Ma è arrivato il Covid, come se il terremoto non ci avesse già fatto danni non solo economici, ma anche morali ed affettivi. Esperienze dure - racconta Mazzaroni - soprattutto per chi come me ha deciso di continuare a cucinare lontano dalle città, nella mia terra, i Sibillini. Speriamo sia l'ultima ripartenza" sospira lo chef che durante il lockdown si è comunque dato da fare consegnando su ordinazione bag con ingredienti da assembleare e finire di cucinare a casa seguendo il suo video tutorial. Da qualche giorno 'Il Tiglio' accoglie di nuovo clienti. Adottate tutte le norme di sicurezza, con mascherina, guanti e la visiera per il personale in sala. Dal mare Mazzaroni ha portato nel suo nuovo menù di montagna anche un po' di pesce, sapientemente inserito in un percorso degustativo che esalta carni e verdure. "Inizia una nuova sfida che speriamo porti di nuovo persone sui Sibillini e al Tiglio.
    Ci siamo attrezzati anche per offrire una vacanza particolare a chi, visti i tempi, desidera isolarsi, ma non troppo, fruendo di camere, mini appartamenti e piscina, con a disposizione una natura favolosa dove ritemprarsi e ritrovare quella serenità che ci è mancata". Nonostante le difficoltà Mazzaroni ha confermato quasi tutta la brigata in cucina e il personale in sala. Tra le novità nel menù il tortellino con brodo dashi e infusione di betulla "in stile se vogliamo benedettino, molto erboso, tendente all'amaro" spiega lo chef di Montemonaco, orgoglioso di presentare il tordo, ma anche il cervo la cui preparazione richiede settimane, per essere quindi cotto sotto vuoto; e poi piatti con l'acciuga abbinata alla mela del territorio, le ostriche e l'intrigante abbinamento del coniglio con le lumachine di mare. "Speriamo che passi l'emergenza Covid e la paura che questo virus ha ingenerato in noi. Ne abbiamo tutti bisogno" conclude Mazzaroni. (ANSA).
   

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