Piera Aiello, la testimone di giustizia tra top 100 donne Bbc

In lista Bbc. Si ribellò a mafia, oggi deputata. "Frastornata"

(di Francesco Nuccio) (ANSA) - PALERMO, 16 OTT - E' "frastornata" e convinta di non aver fatto niente di speciale, ma solo il suo "dovere di onesta cittadina" Piera Aiello, testimone di giustizia e parlamentare del Movimento 5 stelle indicata dalla Bbc come una delle 100 donne fonte d'ispirazione nel mondo per il 2019.
    L'elenco comprende ambientaliste, scrittrici, medici, avvocate, giornaliste, scienziate, manager, vittime di malattie o di traffici schiavistici, atlete impegnate per la parità dei diritti nel mondo islamico, ma anche in quello occidentale, esponenti politiche, figure pubbliche. Non mancano la giovanissima animatrice del movimento globale contro i cambiamenti climatici Greta Thunberg, la malaysiana Nisha Ayub, militante per i diritti transgender, l'atleta iraniana Kimia Alizadeh, prima medaglia olimpica al femminile del suo Paese, ma anche la calciatrice americana anti-Trump Megan Rapinoe, l'attivista russa anti-Putin Liubov Sobol, le parlamentari di Usa e Brasile Alexandria Ocasio-Cortes e Tabata Amaral.
    Piera Aiello - indicata per la battaglia anti mafia e in difesa delle collaboratrici di giustizia e dei loro figli - è "senza parole. Per me è un grande onore - commenta - essere accostata a queste grandi donne di fronte alle quali mi sento piccola piccola. Ringrazio la Bbc per avere creduto nella mia battaglia contro la mafia, anche se io non ho fatto nulla di straordinario ma solo quello che dovrebbe fare ogni cittadino onesto". Il riconoscimento lo dedica alle persone che più ha amato nella sua vita: "I miei genitori che mi hanno insegnato i valori della legalità, mia cognata Piera Aiello (anche lei testimone di giustizia morta suicida a 17 anni, una settimana dopo la strage di via D'Amelio - ndr) e Paolo Borsellino che mi ha accompagnato nei primi passi di questo lungo e difficile cammino".
    Piera Aiello decise di collaborare nel '91 con il giudice Borsellino, insieme alla cognata Rita, subito dopo l'uccisione del marito Nicola Atria, figlio di don Vito il boss di Partanna (Trapani) anche lui assassinato nel 1985. Dopo essere entrata nel programma di protezione con la figlia ed avere assunto una nuova identità per motivi di sicurezza, alle ultime Politiche Piera Aiello ha deciso di candidarsi alla Camera con il Movimento 5 stelle mostrando a tutti il proprio volto. "Rifarei tutto quello che ho fatto - spiega - tranne forse accettare un programma di protezione che mi ha costretto a rinunciare a tutto, anche alla mia gioventù. Proprio per questo motivo ho presentato un disegno di legge, all'esame della Commissione Giustizia, per tentare di correggere le cose che non vanno e che riguardano sia i testimoni di giustizia che i familiari dei collaboratori, costretti spesso a pagare un prezzo troppo alto per colpe che non sono loro". Proprio a causa della sua nuova identità la parlamentare del M5s si è vista contestare la sua elezione da parte della magistratura che l'ha indagata per falso in quanto non avrebbe potuto utilizzare il suo vecchio nome per candidarsi. Una vicenda sulla quale ha presentato un ricorso al Tar e che l'ha molto amareggiata, così come le inchieste giudiziarie che hanno riguardato alcuni esponenti di punta di un'antimafia che poi si è scoperto essere solo di facciata: "Sul carrozzone dell'antimafia - dice - sono salite un sacco di persone, anche quelle che hanno utilizzato questo vessillo solo per fare carriera. Se penso alle persone che hanno pagato con la vita la loro battaglia contro Cosa Nostra allora mi resta l'amaro in bocca...". (ANSA).
   

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