Grande Guerra, in un fumetto i giovani la raccontano

Intreccio tra passato e presente per ricordare uomini di allora

 'SUGGESTIONI TRIESTINE - I GIOVANI RACCONTANO LA GRANDE GUERRA' a cura di LAURA CAPUZZO (WHITE COCAL PRESS, PP. 279, 10 EURO) - Un ragazzo d'oggi e un suo coetaneo di cento anni fa rivivono assieme tre momenti cruciali della Grande Guerra legati alla storia di Trieste e dintorni: la giornata di luglio del 1914 in cui la città fu attraversata dal corteo funebre di Francesco Ferdinando e della moglie, uccisi a Sarajevo, l'incertezza degli eventi causata dall'improvvisa avanzata delle truppe austro-tedesche a Caporetto nel 1917 e infine l'arrivo dell'Italia a Trieste nel novembre 1918, al termine del conflitto. Comincia così il racconto di "Suggestioni triestine", in cui a rievocare gli anni della Grande Guerra, in "una specie di sogno in cui presente e passato si intrecciano", sono i giovani di oggi.
    Una graphic novel nata sui banchi di scuola, tra gli studenti del Friuli Venezia Giulia e di altri Paesi europei che hanno partecipato ai progetti avviati dal 2013 dall'organizzazione di volontariato culturale "Radici&Futuro", in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Un racconto in cui la protagonista è Trieste, città simbolo del conflitto, ma anche personalità dell'epoca come, il barone Goffredo de Banfield e le Medaglie d'oro Guido Brunner e Nazario Sauro, alle cui vite sono dedicati alcuni capitoli del fumetto.
    E non solo. La seconda sezione del volume - si legge nell'introduzione di Laura Capuzzo, curatrice del volume e segretario generale di "Radici&Futuro" - "comprende un susseguirsi di racconti brevi che rievocano in maniera originale alcuni episodi del primo conflitto mondiale, saltando da una parte all'altra del fronte italo-austriaco, mentre la terza propone un ricco repertorio di pdf, power point e video prodotti dalle scuole", a cui si può accedere tramite codice QR.
    "Messo temporaneamente da parte il testo scolastico", osserva Capuzzo, i giovani "hanno rivisto con grande sensibilità la guerra in chiave umana, rendendo protagonista l'uomo, il soldato, il familiare, la persona coinvolta nel conflitto. Il loro è un contributo di conoscenza, memoria, recupero del proprio passato". E alla fine "il messaggio che consegnano è di fiducia e ottimismo, perché sembrano aver compreso che la storia si può scrivere anche".(ANSA).
   

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