Luciano Canfora Fermare l'odio

(ANSA) - ROMA, 01 NOV - LUCIANO CANFORA- FERMARE L'ODIO (LATERZA, PP 80, Euro 10). Il filologo e storico professore emerito all'Università di Bari Luciano Canfora denuncia nel suo ultimo saggio il pericolo del razzismo di fronte alle migrazioni di massa. Per contrastare questa fobia l'autore auspica l'intesa tra i Paesi mediterranei. Anche per questo ha scritto il suo ultimo libro - mentre imperversava la disumana 'chiusura dei porti' - imposta dal governo italiano allora in carica a danno di profughi in fuga dall'inferno libico. Quella "pagina vergognosa della nostra storia recente, che ha macchiato l'onore del nostro Paese", è stata anche rivelatrice di un male antico e sempre latente: il lauto consenso che premia la demagogia xenofoba. Drammatica conferma di quello che, come ricorda il professore, Umberto Eco definì efficacemente il fascismo eterno.
    E' interessante ricordare ad esempio per Canfora che nel mese di aprile del 1937 il sondaggio promosso negli Stati Uniti sul tema se doveste scegliere tra fascismo e comunismo quale scegliereste?, la risposta fu lapidaria: il 61% optò per il fascismo, il 39 per il comunismo. Ma già, come ricorda l'autore di Fermare l'Odio, nell'ottobre del 1938, un nuovo sondaggio sul gradimento dei leader del mondo diede una vittoria schiacciante a Mussolini: 53 %, contro il 37% per Stalin e solo il 13% per Hitler. Insomma, già negli anni Trenta l'entusiasmo americano per il dittatore italiano era imbarazzante. Nella deriva della storia è giunto il momento di capovolgere la prospettiva. È tempo di considerare l'ondata migratoria come avamposto di un mondo in accordo col quale la (ancora) ricca Europa potrebbe dar vita a una struttura federale euro-africana gravitante sul Mediterraneo, effettivamente paritaria e, in prospettiva, sempre più integrata. Se l'intera 'Unione' si facesse protagonista di una svolta del genere potrebbe nascere una feconda interazione tra quel grande capitale umano e il capitale di conoscenze e risorse del vecchio continente. La xenofobia sovranista ha fatto credere che la soluzione alle ondate migratorie sia alzare il ponte levatoio. Ma la storia ci insegna che la vicenda degli spostamenti di masse umane coincide con la storia stessa del genere umano. È puerile volervi porre un freno 'a mano armata'.
    Gli stessi Stati europei che ora indossano l'elmetto per chiudere le porte e i porti traggono origine da migrazioni di popoli che investirono - in un processo storico durato secoli - la struttura statale all'epoca considerata la più forte: quella dell'impero romano. Sarà fortissima la resistenza di chi dirà mi piace troppo questo mondo che mi sono conquistato e non ho intenzione di condividerlo. Ma l'esito non è scontato. Il Mediterraneo - oggi cimitero a cielo aperto -, che l'imperialismo europeo per lungo tempo ha diviso in colonizzati e colonizzatori, era stato molto prima, e per un tempo non breve, un'area politico-culturale unitaria. Può tornare a esserlo se sapremo ripensare radicalmente la troppo augusta, arroccata e qua e là incrinata, 'unione' europea. Luciano Canfora, è ordinario di Filologia greca e latina presso l'Università di Bari. Laureatosi in Storia romana, ha svolto il perfezionamento in Filologia classica alla Scuola Normale di Pisa. Assistente di Storia Antica, poi di Letteratura Greca, ha insegnato anche Papirologia, Letteratura latina, Storia greca e romana. Fa parte del Comitato scientifico della "Society of Classical Tradition" di Boston e della Fondazione Istituto Gramsci di Roma. Dirige la rivista Quaderni di Storia e la collana di testi "La città antica". Fa parte del comitato direttivo di Historia y critica (Santiago, Spagna), Journal of Classical Tradition (Boston), Limes (Roma). Ha studiato problemi di storia antica, letteratura greca e romana, storia della tradizione, storia degli studi classici, politica e cultura del XX secolo. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in USA, Francia, Inghilterra, Germania, Grecia, Olanda, Brasile, Spagna, Repubblica Ceca. (ANSA).
   

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