Ostetriche, prevenzione aiuta a ridurre i parti pretermine

Monumenti in viola per la Giornata mondiale dei nati prematuri

Salute & Benessere Medicina
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- "La prevenzione è sempre l'arma migliore per ridurre i rischi anche dei parti pretermine". A ricordarlo, in occasione della Giornata Nazionale dei nati prematuri, è la presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (Fnopo), Maria Vicario, che invita tutte le donne in gravidanza a seguire i corsi di accompagnamento alla nascita, percorsi nei quali viene spiegata "l'importanza di condurre uno stile di vita il più sano possibile, evitando l'uso e l'abuso di sostanze quali alcol, droghe e sostanze psicotrope".

    Tutte queste, infatti, sottolinea la Fnopo, "assieme a patologie quali obesità, diabete, ipertensione possono influire negativamente sulla salute del feto e sulla qualità del parto, ad esempio predisponendo o determinando una nascita pretermine".

    Ogni anno in Italia nascono 32.000 bimbi prima della 36/a settimana di gestazione e, di questi, 4.400 pesano meno di 1.500 grammi, e presentano particolari rischi legati alla mancata maturazione di organi vitali, con conseguenze che possono essere molto gravi e durare per tutta la vita. Per la Giornata Mondiale della prematurità, oltre 100 comuni hanno aderito alla richiesta della Società Italiana di Neonatologia (Sin) e della Federazione Vivere Onlus di illuminare di viola monumenti, piazze ed ospedali, con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema.
   

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World Toilet Day, 1 su 4 non si lava le mani in bagno uffici

Rischi salute: 33% utilizza smartphone, 12% mangia in toilette

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Chiudi World Toilet Day, 1 su 4 non si lava le mani in bagno uffici (ANSA) World Toilet Day, 1 su 4 non si lava le mani in bagno uffici

- Il 19 novembre ricorre il World Toilet Day, giornata internazionale dedicata alla toilette istituita dalle Nazioni Unite nel 2001. Una giornata nata con l'obiettivo di sensibilizzare sui molti che ancora vivono senza servizi igienici adeguati: oltre il 60% della popolazione mondiale, secondo una stima Onu, con 892 milioni persone che non hanno altra possibilità per i bisogni fisiologici che spazi aperti. Ma anche in realtà urbane, come la nostra, è allarme igiene.

Secondo una ricerca internazionale promossa da Initial, azienda nei servizi per l'igiene, l'84% dei lavoratori intervistati sostiene di lavarsi le mani dopo aver utilizzato i servizi, ma il 37% dello stesso campione ammette anche di non lavarle quando è di fretta. E dire che oggi ricorre l'anniversario della nascita dell'imperatore romano Vespasiano, noto per aver messo una tassa sugli orinatoi (gabinetti pubblici, che da allora vengono chiamati anche vespasiani) e per la risposta alle critiche: ''pecunia non olet'', il denaro non ha odore.


    Tornando negli ambienti di lavoro, il 33% degli intervistati afferma di utilizzare lo smartphone quando va alla toilette e il 12% porta addirittura del cibo in bagno. Con questi presupposti, non è forse un caso che il 42% degli intervistati dichiari di non stringere la mano a persone che sono appena uscite dal bagno. Inoltre, il 49% degli intervistati dichiara di pranzare alla propria scrivania, contribuendo a favorire una maggiore diffusione di germi.

"Il rischio biologico può essere considerato senza dubbio trasversale ai diversi luoghi di lavoro" - commenta Luca Peretti, Quality, Safety, Health & Environment Manager di Rentokil Initial Italia.

"In questi ambienti sono molti gli spazi comuni e gli oggetti a disposizione di tutti, dalla macchina del caffè alle maniglie delle porte, passando per i computer e i telefoni. Secondo i nostri studi, chi lavora in ufficio viene a contatto con oltre 10 milioni di batteri ogni giorno. Le mani contaminate possono trasferire questi batteri fino a 5 superfici e contagiare fino a 14 altre persone attraverso il solo tocco".
   

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Più comuni del previsto i pianeti con più soli

Il primo censimento basato sull'osservazione di 1.300 stelle

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Rappresentazione artistica del pianeta Proxima Centauri b che  si trova in un sistema con tre stelle (fonte: ESO / M. Kornmesser) (ANSA) Rappresentazione artistica del pianeta Proxima Centauri b che si trova in un sistema con tre stelle (fonte: ESO / M. Kornmesser)

I mondi alieni con più di un sole potrebbero essere più comuni del previsto. Lo indica la ricerca che ha studiato 1.300 sistemi planetari, scoprendo che il 15% di essi ha più di una stella. Il risultato è pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society dall'astrofisico Markus Mugrauer, dell'università  'Friedrich Schiller' di Jena.

"I sistemi con più stelle sono molto comuni nella Via Lattea", rileva Mugrauer. Se poi includono dei pianeti, aggiunge, è particolarmente interesse studiarne le caratteristiche e confrontarle con quelle dei sistemi planetari che hanno soltanto un sole, come il nostro. Così, basandosi sui dati del telescopio spaziale Gaia, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Mugrauer ha analizzato oltre 1.300 stelle che distanti fino a 1.600 anni luce dalla Terra e ha scoperto che il 15% di esse ha almeno una compagna. Di questi sistemi, 176 sono formati da due stelle, 27 ne hanno tre e uno ne ha addirittura quattro.ù

Sono stelle molto diverse fra loro nella massa, che va da 1,4 volte all'8% rispetto a quella del nostro Sole; ci sono differenze anche nella temperatura e nello stadio di evoluzione. Le distanze che le seprano dalle compagne vanno da 20 a 9.000 volte la distanza che separa Terra e Sole.

Il prossimo obiettivo della ricerca è approfondire ulteriormente il progetto per studiare le caratteristiche di questi sistemi planetari. Per questo, ha detto Mugrauer, "uniremo i risultati con quelli di una campagna di osservazione internazionale che stiamo conducendo sullo stesso tema in Cile", presso l'Osservatorio Paranal dell'Osservatorio europeo meridionale (Eso).

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Lucas Casasnovas responsabile mobilità urbana di Seat

Quasi 25 anni di esperienza nel settore, guiderà strategia Casa

Motori I protagonisti
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Lucas Casasnovas è stato nominato responsabile della mobilità urbana di SEAT, un'area che comprenderà tutti i progetti dell'azienda relativi alla nuova mobilità urbana, tra cui XMOBA e Respiro. Fino ad ora, Casasnovas è stato direttore del Global Product Marketing di SEAT e riporterà al Vicepresidente commerciale di SEAT e Ceo di CUPRA, Wayne Griffiths.

Dopo aver lavorato presso la società di consulenza Roland Berger, nel 2002 Casasnovas si è unito al team Marketing e Operations di Volkswagen in Spagna. Nel 2010 si è trasferito in Germania come Global Director of Releases per Volkswagen AG, fino a quando, nel 2015, è stato nominato direttore del Product Marketing per l'Europa del segmento compatto in tutto il mondo.

Da agosto 2016, Casasnovas è il direttore globale del Product Marketing di SEAT, ruolo in cui ha ridefinito il portafoglio prodotti dell'azienda per adattarlo alle nuove tendenze di mobilità e micro-mobilità.

In qualità di responsabile della mobilità urbana di SEAT, Lucas Casasnovas guiderà lo sviluppo di nuove soluzioni di mobilità accessibili e sostenibili per l'ambiente, le città e le persone. Casasnovas ha una visione internazionale dopo aver lavorato in diversi Paesi e parla diverse lingue: spagnolo, catalano, inglese e tedesco. Ha conseguito una laurea in ingegneria industriale presso il Politecnico della Catalogna (UPC) e un Executive MBA presso IESE.

Casasnovas vanta un percorso di quasi 25 anni nel settore automotive, avendo iniziato la sua carriera professionale nel 1996 come ingegnere tirocinante presso il Centro Tecnico di SEAT.RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Audi SQ2, suv compatto 300 Cv che ribadisce il DNA racing

Forte presenza DNA racing, esaltato da 300 Cv e trazione Quattro

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Chiudi Audi SQ2, suv compatto 300 Cv che ribadisce il DNA racing (ANSA) Audi SQ2, suv compatto 300 Cv che ribadisce il DNA racing

Sembra incredibile, ma la storia del suv sportivo Audi SQ2 inizia alla metà degli Anni '80, quando la Casa dei Quattro Anelli scende in gara con una rivoluzionaria vettura a trazione integrale e sfida, nei grandi rally internazionali, la Peugeot 205 T16 e successivamente la Lancia Delta HF Integrale e la S4. Il concetto che aveva allora ispirato Audi nel progettare e definire la sua Sport Quattro (ma che guidava anche i marchi rivali) era quello di far derivare da modelli di serie dei veri 'bolidi' da gara, con motore turbo di elevata potenza (per l'epoca) e con trazione integrale, vera novità del tempo.


Forte di queste esperienze, e di un DNA agonistico che ha sempre influenzato positivamente la sua produzione di serie, Audi ha certamente tenuto conto della progenitrice Sport Quattro (e stilisticamente, affermano in molti, anche della Delta Integrale) nel progettare la variante sportiva del suv compatto Q2. contraddistinto - come nelle abitudini della Casa dei Quattro Anelli - da una S prima del nome.

Provato nelle più diverse condizioni meteo, e su tracciati d'ogni genere (compresi alcuni sterrati dove transitavano i rally negli Anni '90) Audi SQ2 ha dimostrato di essere - a più trent'anni di distanza - il perfetto erede di Sport Quattro e di inaugurare, di fatto, una categoria - quella dei suv sportivi stradali compatti - che si avvicina molto più al mondo delle auto da asfalto che a quello dell’off-road.

 

  Lo fa soprattutto grazie alla presenza di serie del sistema Audi Select Drive che consente la gestione delle modalità di funzionamento. Basta intervenire sul selettore (visualizzato nel display centrale) ed possibile passare da una SQ2 per uso 'normale' ad una SQ2 molto più 'dinamico', quasi corsaiola. L’auto cambia così radicalmente carattere e permette di vivere positivamente esperienze spesso molto diverse. Nelle due settimane del test, questo suv compatto si è fatto apprezzare per le proporzioni ideali, con un abitacolo perfetto per viaggiare in quattro ma anche con ingombri che la rendono quasi imbattibile nel 'rally' quotidiano casa-ufficio (e viceversa) che è uno dei più impegnativi nelle gare su strada.


Audi SQ2 è infatti lungo 4 metri e 20, largo 1,80 e alto 1,50 che sono grossomodo le dimensioni di una normale berlina di segmento C come la Golf 7, e che quindi aiutano sia nell'affrontare le code cittadine, che il traffico delle tangenziali, con la certezza di non avere problemi nel parcheggiare all'aperto tra le altre auto, ma anche nei garage meno spaziosi.


L'aspetto di SQ2, al di là dei richiami al mondo delle autoi da gara, è comunque ricco di personalità ma non eccede in spoiler esagerati, voraci prese d'aria e banali abbellimenti off-road. E' sicuramente elegante la mascherina specifica per questa versione, che è ancora più esclusiva se si sceglie la finitura nera anche per la cornice esterna. Così come si apprezza la 'pulizia' della coda, con il bel deflettore al tetto, il proporzionato estrattore e la coppia dei terminali di scarico che sono pronti - una volta passata la regolazione della guida in Dynamic - a fare sentire il loro piacevole suono sportivo.


Si ritrovano i tipici 'segni' del mondo Audi S anche nell'abitacolo, con alluminio a vista, finiture rosse a contrasto, rivestimenti impunturati e volante sportivo, il tutto accompagnato all'elevato livello di connettività delle Audi 'alto di gamma' all'interno di un listino che parte da 50.750 euro. Sono di serie anche i sedili anteriori sportivi, il climatizzatore automatico bizona, il volante multifunzione corredato dei paddle della trasmissione S tronic, la strumentazione a colori. L’Audi virtual cockpit, a richiesta, si avvale di un display da 12,3 pollici e porta in dote tre modalità di visualizzazione.


Ma i valori 'forti' di SQ2 si ritrovano sotto al cofano e nel telaio. Il quattro cilindri 2.0 TFSI raggiunge rapidamente i 6.500 giri - reagendo rapidamente alla pressione sull’acceleratore. E i 300 Cv erogati, con una coppia massima di 400 Nm, vengono perfettamente sfruttati dal cambio a doppia frizione S Tronic a 7 rapporti e gestiti, a terra, dalla trazione integrale permanente Quattro, vanto tecnologico del brand tedesco.


Si tratta di un raffinato sistema che si avvale di una frizione a lamelle idraulica a monte dell’assale posteriore e regolata elettronicamente. Il sistema ripartisce in modo variabile la coppia tra gli assali e trasferisce in pochi millisecondi sino al 100% della coppia al retrotreno. DNA sportivo anche per le sospensioni, ribassate di 20 mm rispetto alla Q2, e per la specifica taratura dello sterzo. Ad entusiasmare, al volante di SQ2, non sono però solo lo scatto da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi e la velocità massima (in assenza di limiti) pari a 250 km/h, cioè valori degni di auto sportive di segmento superiore. Lo è soprattutto una guida dinamica e sempre sicura, spesso adrenalinica, che fa ritrovare un piacere nel pilotare lasciato a 'invecchiare' - come un grande rosso - una trentina di anni.

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Auto contro cinghiale a Pieve Torina

Spavento per 28enne portata al Pronto soccorso per accertamenti

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Un grosso cinghiale sbuca dalla boscaglia proprio mentre passa l'auto, condotta da una 28enne, che non riesce a evitare l'impatto. L'incidente, l'ennesimo per la presenza di fauna selvatica in strada, è avvenuto verso le 13 a Pieve Torina sulla Provinciale in direzione Visso all'altezza della frazione Piè Casavecchia. Nonostante lo spavento la conducente dell'auto, poi trasferita al pronto soccorso per accertamenti, è rimasta sempre cosciente ed è riuscita a chiamare i soccorsi. E' stata poi assistita da forze dell'ordine e sanitari. In quel tratto di strada incontri con animali selvatici sono "quasi quotidiani", osserva Coldiretti che sottolinea "lo stato d'emergenza rispetto al proliferare incontrollato della fauna selvatica".

"Oltre ai danni alle colture che denunciamo da anni, - denuncia Francesco Fucili, presidente Coldiretti Macerata - oltre al fatto di non poter scegliere quali colture mettere a dimora, per chi vive nell'entroterra c'è anche questo rischio. "Nel migliore dei casi, - aggiunge - quando non si tratta di incolumità personale, bisogna mettere in conto dei soldi per riparare o acquistare, a seconda dell'entità dei danni, i mezzi. L'equilibrio è saltato da tempo e per tornare ad avere il controllo della situazione - afferma Fucili - occorre mettere in atto tutti gli strumenti ordinari e straordinari per abbassare il numero di capi, anche tramite abbattimenti". Coldiretti riferisce che nei giorni scorsi c'era stato un altro incidente nei pressi dell'ospedale di San Severino nei pressi dell'ospedale causato sempre da un cinghiale. Per chiedere un intervento delle istituzioni, Coldiretti, rappresentata da tanti agricoltori esasperati da questa situazione, aveva manifestato lo scorso 7 novembre davanti a Montecitorio a Roma.

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A ogni neonato il suo pianto, influenzato dalla lingua madre

I suoni sentiti durante la gravidanza riflettono i vagiti

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Chiudi Il pianto di un neonato (ANSA) Il pianto di un neonato

 A ogni neonato il suo pianto, che imita quella che diventerà la sua lingua madre. I piccoli che nascono ad esempio da una mamma che parla mandarino tendono a produrre melodie di pianto più complesse, mentre i neonati svedesi, la cui lingua madre ha quello che viene chiamato un "accento acuto", producono vagiti più legati al singhiozzare. Lo dimostrano esperimenti svolti in laboratorio dalla dottoressa Kathleen Wermke, del Centro per i disturbi che precedono il linguaggio e legati allo sviluppo della Würzburg University. Già nel 2009 la dottoressa Wermke e i suoi colleghi hanno condotto uno studio che mostra che i neonati francesi e tedeschi producono "melodie nettamente diverse", riflettendo le lingue che hanno sentito in utero: i bimbi tedeschi più pianti che tendono a variare rapidamente da un tono più alto a uno più basso,imitando l'intonazione della lingua madre, e così i bambini francesi, con l'intonazione verso l'alto. Sintomo che da subito i bambini possono imparare qualsiasi linguaggio, ma sono già influenzati dalla loro lingua madre. Oggi, il laboratorio della studiosa tedesca ospita un archivio di circa mezzo milione di registrazioni di bambini provenienti dai vari Paesi, dal Camerun alla Cina. Il team lavora inoltre anche con i altri esperti della Clinica universitaria di Würzburg per supportare i bambini con difficoltà uditive. L'udito e l'imitazione - riferisce il New Times in un articolo dedicato allo studio - sono fondamentali per lo sviluppo del linguaggio. Entro il terzo trimestre, un feto può sentire il ritmo e la melodia della voce della madre, nota come 'prosodia'. Poiché le parole sono ovattate da tessuto e liquido amniotico, la prosodia diventa la caratteristica distintiva del linguaggio. Dopo la nascita, i piccoli imitano molti suoni diversi. Ma sono modellati dalla prosodia, che diventa una guida ai vari suoni. I piccoli in una famiglia bilingue usano proprio la prosodia per distinguere i due linguaggi, ascoltandola e anche imitandola. Per i genitori il consiglio è ascoltare, trascorrere tempo con i loro bambini, cantare, coccolarli. 
   

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Parodontopatia, il rischio per i diabetici è triplicato

La malattia dentale colpisce 8 milioni di italiani

Salute & Benessere Salute denti e gengive
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(ANSA) - ROMA, 16 NOV - Otto milioni di italiani soffrono di parodontopatia, una malattia che comporta la perdita di osso intorno alla radice dei denti. L'11% della popolazione occidentale ne soffre (circa 800.000.000 milioni di persone), e ne è affetta in forma severa con mobilità, spostamento e perdita dentale. Ma questa malattia dei denti è legata a un'altra, altrettanto frequente: il diabete. Chi soffre di diabete ha un rischio tre volte superiore di ammalarsi di parodontopatia e, viceversa, chi soffre di questa malattia dei denti ha una maggiore tendenza a sviluppare il diabete.
    "La parodontopatia, se non trattata, non solo può portare alla perdita dei denti - dice Mario Aimetti, presidente della Società italiana di Parodontologia e Implantologia (Sidp) - ma è anche la seconda causa di infiammazione cronica sistemica dopo l'obesità. Questo impatto sistemico influenza l'insorgenza e il decorso del diabete. Esiste infatti una relazione diretta tra la gravità e l'estensione della parodontopatia e il peggioramento del controllo glicemico".(ANSA).
   

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Volkswagen, sull'elettrico la scelta è 'radicale'

Sordelli: 'Fra 4 o 5 anni non si penseranno più piattaforme tradizionali'

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Chiudi Volkswagen, sull'elettrico la scelta è 'radicale' (ANSA) Volkswagen, sull'elettrico la scelta è 'radicale'

"Ci sono competitor che hanno approcciato piattaforme che condividono più motori, mentre noi abbiamo fatto una scelta più radicale, essendo il primo produttore di auto al mondo. Noi le chiamiamo auto native elettriche". Lo ha spiegato Stefano Sordelli, future mobility manager di Volkswagen Group Italia, al Festival del futuro a Verona, in una discussione sul tema 'La sfida planetaria: clima, ambiente, energia, migrazioni, risorse'.

    "La mobilità del futuro è elettrica - ha aggiunto -, con auto elettriche e ibride. Fra quattro o cinque anni non penseremo più a sviluppare piattaforme per auto tradizionali. Se noi oggi in Europa non andassimo a produrre energia con l'attuale mix, ma tutta verde, l'anidride carbonica potrebbe essere azzerata".

    "L'auto elettrica di per sé - ha precisato - esisteva già ai primi del Novecento. Il punto sono le nuove batterie, che permettono di percorrere non 60 o 100 chilometri, ma 400 o 550 chilometri. Nel nostro caso per le auto elettriche pensiamo a investimenti di 20-30 miliardi, compreso il riciclo delle Batterie. Il punto è mettere sul mercato auto elettriche con prezzo e autonomia come quelle con i motori endotermici.

    Vendevamo già una vettura elettrica, ma per fare 600-700 chilometri serve fermarsi due volte per un'ora per ricaricare.

    Da prossimo anno la fermata sarà una e per soli 35 minuti".
   

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Suona il piano durante l'intervento per tumore al cervello

Con tecnica Awake Surgery per salvaguardare abilità musicali

Salute & Benessere Medicina
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All'ospedale Bufalini di Cesena un musicista con un tumore cerebrale è stato operato al cervello da sveglio, mentre eseguiva alcune melodie musicali al piano. Si tratta di un intervento eseguito nei giorni scorsi utilizzando la tecnica dell''Awake Surgery' (Chirurgia da sveglio) che consiste nell'operare il paziente in condizione di veglia con un duplice scopo: asportare la massa tumorale e, nel caso specifico, salvaguardare le abilità musicali. L'awake surgery, spiega una nota dell'ospedale, è una metodica iniziata da qualche anno nella Neurochirurgia del Bufalini, dopo un periodo di perfezionamento dei neurochirurghi cesenati in vari centri tra cui il dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Montpellier diretta dal professor Hughes Duffau (luminare in questo campo di studi). Consente al paziente di rimanere vigile e in grado di rispondere a una serie di test prestabiliti posti dal neuropsicologo, in modo da localizzare e asportare nel modo più completo e preciso possibile la massa tumorale, senza danneggiare le aree cerebrali che regolano il linguaggio, il movimento e le altre funzioni cognitive superiori. Tutto ciò al fine di salvaguardare la qualità della vita del paziente.
Nello specifico, durante l'intervento sono state mappate e monitorate tre diverse capacità di comprensione musicale: il riconoscimento dei toni melodici, il ritmo e il contorno musicale. L'operazione, durata circa cinque ore, è stata eseguita dall'equipe multidisciplinare composta dai neurochirurghi dottor Luigino Tosatto, dottor Vincenzo Antonelli, Dottor Giuseppe Maimone; dal neurofisiologo, dottoressa Chiara Minardi; dai neuroanestesisti, dottor Marco Bocchino e dottoressa Giuseppina Pugliese; dai neuropsicologi, professoressa Caterina Bertini e dottor Davide Braghittoni dell'Università degli Studi di Bologna, Dipartimento di Psicologia di Cesena e da personale infermieristico coordinato da Milena Maccherozzi.
   

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Volkswagen investe 60 miliardi euro per mobilità elettrica

Entro il 2024. Nella scorsa pianificazione erano 44 miliardi

Motori Industria
Chiudi Production launch of Volkswagen ID.3 electric car (ANSA) Production launch of Volkswagen ID.3 electric car

Volkswagen punta sull'elettrico e annuncia un investimento da 60 miliardi di euro entro il 2021 sulla mobilità elettrica, i motori ibridi e la digitalizzazione. Lo ha reso noto il Consiglio di sorveglianza di Volkswagen nella riunione ordinaria del venerdì a Wolfsburg. 33 miliardi dovrebbero essere investiti soltanto nella mobilità elettrica, riferisce Dpa. Si tratta del 40% del totale degli investimenti previsti per i prossimi 5 anni.

In rapporto alle decisioni annunciate un anno fa c'è un aumento del 10% delle risorse destinate al settore. Infatti nell'ultima pianificazione quinquennale si annunciava per il settore di investire il 30% delle risorse totali e i miliardi destinati erano 44. "Portiamo avanti la trasformazione del gruppo Volkswagen con tutta la massima decisione", ha detto il presidente del Consiglio di sorveglianza Hans Dieter Pötsch. "Ibridazione, elettrificazione e digitalizzazione della nostra flotta costituiscono un punto di forza sempre più importante" ha detto il Ceo di Volkswagen Herbert Diess.

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Bravata di un'influencer, in auto fino al Duomo di Milano

Registra e a postare un video in cui arriva fino al sagrato tenendo in sottofondo 'Thriller'

Motori Attualità
Chiudi Bravata di un'influencer, in auto fino al Duomo di Milano (ANSA) Bravata di un'influencer, in auto fino al Duomo di Milano

 Una giovanissima influencer è riuscita a registrare e a postare un video in cui, con un amico, arriva in auto fino al sagrato del Duomo di Milano, tenendo in sottofondo 'Thriller', una delle più famose canzoni di Michael Jackson. Il video sarebbe stato registrato nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15 novembre, e ora le forze dell'ordine stanno visionando le immagini riprese delle telecamere dell'area ZTL per risalire al proprietario del veicolo.

"Com'è possibile vedere un'auto che circola libera nella ZTL arrivando fin sotto il sagrato del Duomo, senza che venga fermata dalla Polizia?", ha commentato l'ex vicesindaco di Milano e assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato. "Mi aspetto - ha aggiunto l'assessore - che la magistratura provveda con pene esemplari. Con questo livello di sicurezza a Milano, c'è da sperare che il gesto non venga mai emulato con conseguenze ben più gravi di una bravata di cui vantarsi sui social network".

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Lincei, sì all'Agenzia nazionale per la ricerca ma sia agile

E non sia di pura emanazione politica

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Chiudi Palazzo Corsini, sede dell'Accademia dei Lincei (fonte: Lalupa, Wikipedia) (ANSA) Palazzo Corsini, sede dell'Accademia dei Lincei (fonte: Lalupa, Wikipedia)

Sì a un organismo agile che coordini bandi e progetti di ricerca, ma che non sia di pura emanazione politica: questi alcuni dei punti del parere della Commissione sui problemi della ricerca dell'Accademia Nazionale dei Lincei sull'istituzione dell'Agenzia Nazionale per la Ricerca (Anr), "auspicata da lungo tempo dalla comunità scientifica".

La Commissione Lincea concorda sulla necessità di creare un organismo di coordinamento, "garantendone efficacia ed efficienza, senza inutili e dannose sovrapposizioni e senza svolgere attività di ricerca in proprio" e apprezza "lo sforzo finanziario che dovrebbe garantire a regime un flusso incrementale di 300 milioni di euro alle attività dell'Anr", ma al tempo stesso ritiene necessario che vi sia un "simultaneo incremento delle risorse destinate ai progetti dei ricercatori degli enti e delle istituzioni pubbliche come ad esempio i Prin annuali".

E' inoltre fondamentale, sottolinea il parere che, nel pieno rispetto delle autonomie delle università e degli enti e di ricerca pubblici, "l'Anr non si configuri come un organismo di emanazione prevalentemente politica", ma "dovrà avere un Comitato Direttivo composto da scienziati di caratura internazionale e attenersi alle migliori prassi riconosciute internazionalmente nella selezione dei progetti da finanziare".

Infine l'Accademia dei Lincei raccomanda che l'Agenzia collabori con il ministero dell'Istruzione, università e ricerca per definire "il Programma Nazionale della Ricerca (Pnr), valorizzare e potenziare l'efficacia delle strategie competitive in campo europeo e internazionale, per favorire, ove necessario, una bilanciata e sinergica collaborazione tra pubblico e privato", evitando però sovrapposizioni con le attività già di competenza dell'Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca).

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In Cile non si ferma la costruzione del super telescopio Lsst

Azienda italiana conferma che porterà avanti i progetti

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Il telescopio Lsst (Large Synoptic Survey Telescope) in costruzione sul Cerro Pachón (fonte: LSST Project/NSF/AURA) (ANSA) Il telescopio Lsst (Large Synoptic Survey Telescope) in costruzione sul Cerro Pachón (fonte: LSST Project/NSF/AURA)

 Nonostante i problemi di sicurezza e capacità operative che si stanno vivendo ora in Cile, continuerà a restare nel Paese sudamericano e a portare avanti i suoi progetti l Eie Group, l'azienda italiana che sta costruendo il più grande telescopio ottico del mondo,  chiamato Lsst (Large Synoptic Survey Telescope) e destinato a cercare al di fuori del Sistema Solare i pianeti in grado di ospitare la vita. A confermalo è Tommaso Marchiori, capo ufficio marketing dell'azienda, che ha sede a Venezia e Santiago del Cile.

"Continueremo a restare in Cile e a portare avanti i nostri progetti, perchè non abbiamo perso la fiducia nel Paese e nel popolo cileno", dice Marchiori. "Abbiamo interagito con il sistema governativo cileno, le imprese cilene e la vita di tutti i giorni di un popolo che è in sofferenza. Siamo quindi preoccupati per la situazione attuale - prosegue - e ne subiamo direttamente le conseguenze".

L'azienda auspica "che i nostri politici dimostrino sensibilità e sappiano agire per tempo e nei giusti modi, soprattutto nei confronti di quei connazionali che sono in prima linea per portare nel mondo le eccellenze italiane". Un tema questo che verrà discusso il 18 novembre a Roma, nella tavola rotonda "Hablemos de Chile (Parliamo del Cile)", promosso dall'Associazione per il Commercio Italia-Cile (Acic) ed Eie Group. L'incontro è volto a creare un momento di incontro e confronto tra gli imprenditori italiani che operano in Cile e le Istituzioni italiane per fare il punto della situazione.

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