Dakar: il tris di Sainz, la prima volta di Brabec

Primo statunitense, casa giapponese aspettava da 31 anni

Se allo spagnolo Carlos Sainz l'edizione 2020 della Dakar ha portato il terzo successo (dopo quelli del 2010 e 2018), per Ricky Brabec la vittoria in sella alla Honda CRF450 è stata la prima di uno statunitense nel famoso rally-raid, quest'anno ospitato in Arabia Saudita. Un'affermazione molto importante per il marchio giapponese, che in un sol colpo ha spezzato il dominio della KTM (che durava dal 2001 senza interruzioni) e ritrovato quel primato che mancava da 31 anni. Per la Honda è la sesta vittoria alla Dakar, dopo le cinque in Africa. L'ultima risaliva al 1989 con Gilles Lalay. Era tornata alla Dakar nel 2013, dopo un'assenza di 23 anni. Brabec nella speciale odierna è giunto secondo, dietro il compagno di squadra Jose Cornejo. Ha concluso con un vantaggio di 16'26" sul cileno Pablo Quintanilla (Husqvarna). Il campione uscwnte, l'australiano Toby Price (KTM), completa il podio.

Brabec aveva preso il comando nella classifica generale vincendo la terza tappa a Neom, per non lasciarselo più sfuggire. "C'è molta emozione. Sono solo molto orgoglioso della squadra. Siamo rimasti concentrati per due settimane e non abbiamo commesso errori", ha detto al termine. All'arrivo ha avuro anche un pensiero per il portoghese Paulo Gonçalves, deceduto durante la settima tappa, in seguito ad una caduta: "Paulo ha fatto parte del team Honda per diversi anni nel tentativo di realizzare il suo sogno. Spero che ora ci guardi e sia felice". 

E' stata la prima volta anche per Fernando Alonso. Il due volte campione del mondo di Formula 1 sì è messo alla prova al volante di una Toyota. Ha chiuso al 13/mo posto in classifica generale, con un distacco di 4h40' dal connazionale. Autore mercoledì di un ribaltamento spettacolare quanto innocuo, lo spagnolo si è detto "molto orgoglioso" di questa esperienza. L'edizione 2020 passerà purtroppo agli annali pure come quella in cui, a cinque anni dall'ultimo incidente mortale, il tema della sicurezza è tornato alla ribalta dopo il decesso del motociclista portoghese Paulo Gonçalves, 40 anni e pilota esperto (era alla 13/a partecipazione), caduto rovinosamente durante la settima tappa.

E giovedì è toccato all'olandese Edwin Straver, 48 anni, anche lui caduto in moto. Secondo i media olandesi ha riportato la frattura di una vertebre cervicale ed ora è ricoverato a Riad in gravi condizioni. Il veterano Sainz, 57 anni, ha cumulato quattro vittorie di tappa a bordo della Mini. Dopo 7.800 chilometri tra speciali e trasferimenti, ha preceduto il detentore del titolo, il qatariota Nasser al-Attiyah (Toyota), di 6'21" ed il francese Stéphane Peterhansel (Mini) di 9'58". Brabec aveva preso il comando nella classifica generale vincendo la terza tappa a Neom, per non lasciarselo più sfuggire. Sul podio con lui sono saliti il cileno Pablo Quintanilla (Husqvarna) e il detentore del titolo, l'australiano Toby Price (KTM). Il pilota californiano ha dedicato un pensiero speciale a Gonçalves: "Paulo ha fatto parte del team Honda per diversi anni nel tentativo di realizzare il suo sogno. Spero che ora ci guardi e sia felice

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