• Coronavirus: Cucinelli,tempo breve per ricucire l'incertezza

Coronavirus: Cucinelli,tempo breve per ricucire l'incertezza

"Ciò che accade può destabilizzare un po', ma è solo temporaneo"

(ANSA) - PERUGIA, 28 FEB - "Basterà il tempo, un tempo breve, a ricucire l'incertezza, e vedremo di nuovo le frontiere aperte, le mani stringersi, vedremo i sorrisi": conclude così Brunello Cucinelli la sua lettera riportata stamani dalle pagine online del Corriere della Sera. L'imprenditore umbro, intervenendo sulla questione coronavirus, sottolinea che sarà ripresa "spontaneamente quell'uniformità di pensiero che porta alla tranquillità, sospinti verso l'armonia del Creato per un futuro radioso che ci attende".
    Perché Cucinelli è convinto che quanto accade oggi (anche il suo 'impero' da questa emergenza ha avuto dei contraccolpi che hanno arrestato una costante crescita) non ha nulla in comune con la crisi economica "piuttosto severa" e "strutturale" del 2008: "Fino a un mese fa - scrive - l'economia mondiale andava bene. Forse quello che sta accadendo può destabilizzare un po', ma è solo temporaneo". Cucinelli cita Goya ("il sonno della Ragione produce mostri") e Paracelso ("Vediamo le stelle, ma non per questo esse da sole costituiscono il cielo") e afferma che "quanto accade oggi è meno bello delle stelle, ma la riflessione rimane vera". Per poi aggiungere: "Vediamo qualcosa che un po' ci preoccupa, ma questo qualcosa, da solo, non costituisce l'intero Creato".
    L'imprenditore cashemere ricorda anche il suo scritto di tempo fa per un ideale amico cinese, "perché come persona umana in leggera difficoltà volevo fargli sentire la mia vicinanza" e sottolinea che già oggi in diverse città cinesi "la gente comincia a tornare per le strade, il senso positivo della persona umana prevale e quanto causò timore solo un mese fa ha già iniziato il declino".
    Personalmente Cucinelli si dice certo che "una naturale preoccupazione è ben diversa da un'insidiosa apprensione".
    Scienziati e governi si stanno muovendo e quindi "perché dovremmo aver paura?" si domanda Cucinelli che infine conclude: "Siamo ad un passo dal saper gestire quanto è temuto forse più del reale". (ANSA).
   

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