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Da Fondazione Caripg corso "Social innovation manager"

Realizzato in collaborazione con Human Foundation

(ANSA) - PERUGIA, 24 GEN - Propone un corso gratuito dedicato agli innovatori sociali del territorio, dove imparare a diventare "Social innovation manager" la nuova iniziativa promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con Human Foundation. E' stata lanciata lunedì durante l'incontro "Social innovation manager. Nuove competenze per accrescere e promuovere l'impatto sociale".
    Alla presentazione, moderata da Maria Concetta Mattei, direttore della scuola di giornalismo di Perugia, sono intervenute la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Cristina Colaiacovo, quella di Human foundation Giovanna Melandri, Nicola Cabria, Coo di Human Foundation e Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia politica dell'Università di Bologna.
    Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia - si legge in un suo comunicato - e Human foundation scommettono, quindi, sull'economia sociale come leva di cambiamento territoriale e lanciano insieme una iniziativa di formazione degli operatori del settore. Un mix di lezioni teoriche e laboratori pratici, basati sulla metodologia del "learning by doing", su tematiche strategiche come teoria del cambiamento, valutazione d'impatto sociale, impact investment, fundraising. L'obiettivo è di potenziare le competenze di tutti gli operatori che lavorano sull'innovazione sociale e supportarli nel generare impatto.
    Per accedere all'iniziativa è necessario rispondere al bando, aperto fino al 10 marzo alle ore 18 e da oggi disponibile sul sito www.fondazionecrpg.com. “Facendo tesoro delle buone pratiche acquisite negli anni la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia – ha affermato la presidente Colaiacovo - ha continuato ad accompagnare il Terzo settore nella fase particolarmente incerta e complessa in cui, in seguito all’emergenza sanitaria, le organizzazioni si sono spesso dovute reinventare. Riteniamo che tali realtà non siano soltanto potenziali vincitrici di bandi, ma che grazie alla conoscenza dei problemi del territorio in cui vivono ed operano e alla sensibilità sociale che le contraddistingue, possano concorrere alla definizione delle politiche sociali e far sì che le risorse finanziate attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza 'atterrino' sui territori producendo un reale e duraturo effetto di rilancio, rafforzando nel contempo i legami di comunità. Sono, questi, i principali obiettivi che la nostra Fondazione intende perseguire attraverso Social innovation manager. Il percorso formativo, incentrato sulla trasmissione di competenze teoriche e pratiche circa lo sviluppo di strategie di business ad alto impatto sociale, si inserisce all’interno del contesto di riferimento della social innovation locale e nazionale, fornendo riferimenti utili a creare partnership con i principali stakeholder del mondo dell’economia sociale: terzo settore, pubblica amministrazione, settore privato, finanza e filantropia”. “Generare impatto sociale e ambientale positivo, ora più che mai - sottolineato Melandri -, non può essere una preoccupazione sentita solo dalla politica e dalle istituzioni. È indispensabile mobilitare anche gli attori del privato per cambiare il paradigma economico e uscire da questa crisi migliori di prima. Stiamo vivendo in un contesto sindemico, caratterizzato dalla contemporanea presenza di diverse pandemie: sanitaria, economica, sociale, ambientale. Il Terzo settore è uno degli attori chiave per rispondere ai nuovi bisogni emergenti e l'investimento che Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia sta realizzando è centrale per aumentare le competenze dei social impact manager di oggi e di domani. Saranno queste le figure che dovranno essere in grado di veicolare il cambiamento, massimizzando generativamente nelle proprie organizzazioni il profitto e il valore. L’economia sociale, però, ha bisogno di un salto di qualità e proviamo ad accompagnarlo con la formazione in una regione come l’Umbria che rappresenta da sempre un laboratorio di politiche sociali avanzate basate sulla collaborazione tra pubblico e privato". “Il Terzo settore - ha sostenuto il professor Zamagni - non è più mero esecutore di progettualità, ma sempre più protagonista di cambiamento sociale. C’è quindi bisogno di un investimento sul management, perché il Terzo settore non si occupa di redistribuzione di risorse ma è, a tutti gli effetti, un settore produttivo. Non dobbiamo più parlare di operatori sociali, ma di imprenditori sociali, veri e propri attori economici che dobbiamo quindi formare e accompagnare in percorsi di rafforzamento delle competenze”.

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