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Rubrica Ue e Agenda 2030: Verso il trattato sulle pandemie e il vertice mondiale sulla salute

Novità dal 29/3 all’11/4: imparare dalla crisi sanitaria negli obiettivi del trattato internazionale sulle pandemie e nella preparazione al vertice mondiale della salute

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Per un trattato internazionale sulle pandemie

Il 30 marzo, oltre 20 capi di Stato hanno condiviso l’opinione di avviare un processo istituzionale per un trattato internazionale sulle pandemie, sotto l’egida del presidente del Consiglio europeo Charles Michael e il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

L’iniziativa dà seguito alla richiesta già avanzata dal G7 in occasione del vertice del 19 febbraio 2021, e preannunciata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel in occasione del Forum di Parigi per la pace nel novembre 2020.

Tra i primi firmatari i leader dei Paesi Ue tra cui Germania, Francia, Italia, Spagna, oltre a Regno Unito e leader di Paesi dagli altri quattro continenti.

L’opinione condivisa dai firmatari, pubblicata sul sito del Consiglio europeo, parte dal presupposto che in futuro ci saranno altre pandemie e altre gravi emergenze sanitarie, e che nessun governo od organismo multilaterale può affrontare da solo tale minaccia: "il punto non è se succederà, ma quando.

La Covid-19 ha portato alla luce le nostre debolezze e divisioni: dobbiamo ora cogliere questa opportunità e ritrovarci come comunità globale per una cooperazione pacifica che vada oltre la crisi in atto.

La nostra solidarietà nel garantire una migliore preparazione a livello mondiale costituirà l'eredità che vogliamo lasciare per proteggere i nostri figli e nipoti e ridurre al minimo l'impatto delle future pandemie sulle nostre economie e sulle nostre società.

Per far fronte alle pandemie occorre una leadership a livello globale che renda il sistema sanitario mondiale adatto a questo millennio. Per concretizzare questo impegno dobbiamo lasciarci guidare dalla solidarietà, dalla giustizia, dalla trasparenza, dall'inclusività e dall'equità".

Nella pagina d’informazioni generali sull’iniziativa curata dal Consiglio europeo, gli obiettivi che il trattato dovrà perseguire, come indicati dai leader, sono così sintetizzati:

  • individuazione precoce e prevenzione delle pandemie;
  • resilienza alle pandemie future;
  • risposta a eventuali pandemie future, in particolare garantendo un accesso universale ed equo a soluzioni mediche quali vaccini, medicinali e strumenti diagnostici;
  • un quadro sanitario internazionale rafforzato con l'Oms quale autorità di coordinamento in ambito sanitario a livello mondiale;
  • l'approccio "One Health", che collega la salute degli esseri umani, degli animali e del nostro pianeta.

Ed è anche indicato quale obiettivo quadro necessario il ripristino della fiducia nel sistema sanitario internazionale, e una migliore comunicazione e informazione nei confronti dei cittadini:"per recuperare la fiducia dei cittadini, dovrebbero essere previste misure concrete che migliorino il flusso di informazioni affidabili e precise e contrastino la misinformazione a livello mondiale".

Il nuovo trattato internazionale potrà assumere la forma di una convenzione quadro come previsto dall'atto costitutivo dell’Oms. Sarebbe dunque adottato dagli Stati membri dell'Oms riuniti nell'Assemblea mondiale della sanità. Una volta adottato a livello internazionale dall'Assemblea, il trattato dovrebbe essere ratificato dal numero richiesto di Paesi per poter entrare in vigore. Diventerebbe giuridicamente vincolante solo per i paesi che lo ratificano a livello nazionale.

 

Giornata mondiale della salute

Il tema della solidarietà verso i più vulnerabili nell’affrontare la Covid-19, dentro e fuori dall’Ue, è centrale anche nella dichiarazione della Commissaria europea per la salute Stella Kyriakides, pronunciata in occasione della giornata mondiale della salute del 6 aprile: "i gruppi vulnerabili nella nostra società sono stati i più esposti alla malattia. Le misure prese per tenere sotto controllo la pandemia hanno avuto un effetto più dannoso su quelli già in posizioni vulnerabili, compresi quelli provenienti da contesti poveri o svantaggiati e minoranze etniche. Poiché stiamo imparando dalla nostra esperienza con questa crisi, stiamo gettando le basi per un'Unione europea della sanità più forte".

E cita quali esempi d’iniziative già assunte dalla Commissione la strategia europea dei vaccini, la strategia farmaceutica per l'Europa, il piano europeo per la lotta contro il cancro (presentato in questa rubrica l’8.02.2021). E infine, per l’impegno dell’Ue alla salute globale il programma Covax.

 

Verso il vertice mondiale sulla salute del 21 maggio 2021

In concomitanza con la giornata mondiale della salute, è stato lanciato il sito web del vertice mondiale sulla salute, organizzato dalla Commissione europea con l’Italia come presidenza del G20, il prossimo 21 maggio 2021.

Riportando le citazioni introduttive della Presidente Ursula von der Leyen e del Presidente Mario Draghi, il vertice è dichiarato come "un'opportunità per condividere gli insegnamenti tratti dalla pandemia di Covid-19 ed elaborare e approvare una "dichiarazione di Roma”", che formulerà una serie di principi.

Ciò al fine di rafforzare la cooperazione multilaterale e l'azione congiunta per prevenire future crisi sanitarie mondiali, "per un impegno comune a costruire un mondo più sano, più sicuro, più equo e più sostenibile".

La preparazione dei principi del vertice costituirà un processo inclusivo basato su prove scientifiche, sulle opinioni della società civile e di altre parti interessate, comprese quelle espresse nei consessi internazionali e nelle istituzioni multilaterali pertinenti.

 

Ricerca sulla Covid-19

Il successivo 7 aprile, la Commissione ha reso noto che nell’ambito del programma di ricerca Orizzonte Europa  (presentato in questa rubrica il 22.03.2021), sono stanziati 123 milioni di euro per la ricerca e l'innovazione al fine di contrastare la minaccia delle varianti del coronavirus.

I progetti che beneficeranno dei finanziamenti dovranno:

  • creare nuove coorti su larga scala, anche al di là delle frontiere europee - che dovrebbero far progredire rapidamente le conoscenze sul SARS-CoV-2 e sulle sue varianti emergenti;
  • sviluppare ulteriori vaccini o terapie sperimentali promettenti contro il SARS-CoV-2/la Covid-19;
  • sostenere le infrastrutture di ricerca per accelerare la condivisione dei dati e fornire rapidamente sostegno e competenze in materia di ricerca, affrontare le varianti del coronavirus ed essere pronti a fronteggiare epidemie future.

 

Benessere degli animali: valutazione della strategia

I servizi della Commissione europea hanno pubblicato negli stessi giorni anche la valutazione della strategia dell’Unione sulla protezione e il benessere degli animali 2021-2015. In premessa, richiamando il fatto che le prime norme sul benessere animale in Ue risalgono al 1974, viene evidenziato l’alto interesse per il benessere animale emerso soprattutto con la pandemia, poiché "con la Covid-19 in corso, l'approccio "One Health" ha acquisito maggiore importanza, mettendo a fuoco le importanti interconnessioni tra benessere e salute animale con la salute pubblica".

La valutazione copre l’arco temporale fino al 2018, poiché alcune azioni si sono protratte oltre la scadenza della strategia.

Complessivamente si considera che la maggioranza dei problemi e dei determinanti identificati nella strategia al 2012 restano tuttora rilevanti
Si evidenzia la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale sull’argomento dato che molti Paesi terzi sono riluttanti ad adottare standard sul benessere degli animali comparabili a quelli dell’Ue. Risulta necessario creare sinergie con la Pac 2021-2027, così come anche con le politiche commerciali e di trasporto e di allinearle agli obiettivi della strategia dal produttore al consumatore (from farm to fork).

di Luigi Di Marco

 

Guarda la rassegna dal 29 marzo all’11 aprile

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