Per denti e gengive prevenzione inizia in tenera età

1 bimbo su 5 ha una carie, gengivite per 70% tra 6 e 11 anni

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 12 MAR - Un bimbo italiano su cinque ha almeno una carie. Molto rari sono i casi di parodontite, ma la gengivite, un disturbo che fa un po' da apripista proprio alla malattia parodontale, ha un'altissima prevalenza tra i piccoli, circa il 70% e oltre tra i 6 e gli undici anni.
    La prevenzione dei problemi a denti e gengive inizia dalla più tenera età ed è un percorso di crescita che accompagna quello dei ragazzi. Parte da quando nei primi mesi di vita, erompono i dentini e bisogna assicurarsi che siano detersi correttamente per evitare un accumulo di placca, che è poi il fattore scatenante delle patologie della bocca, per poi proseguire affiancando i piccoli nell'igiene orale e facendo fare loro visite regolari dal dentista e infine, per quanto riguarda gli adolescenti, seguendoli nel percorso legato agli apparecchi per i denti, che possono rendere più difficile la pulizia corretta del cavo orale mettendo più a rischio di carie e gengiviti. A evidenziarlo è la Sidp, Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, con la dottoressa Chiara Galano.
    Non bisogna in questo percorso secondo l'esperta fare l'errore di pensare che la cura dei denti da latte, che dovranno essere cambiati, sia meno importante, e un occhio particolare va riservato ai bambini che hanno un genitore con malattia parodontale, perché potenzialmente potrebbero avere una predisposizione a sviluppare a propria volta la malattia.
    "Prevenzione e comunicazione sono le due chiavi di volta per quanto riguarda i più piccoli -evidenzia la dottoressa Galano- le regole d'oro in questa fase della vita sono legate a un'educazione al comportamento corretto, che passa anche per il buon esempio. Si parte dall'importanza dell'igiene orale , almeno due volte al giorno, da una dieta con molta frutta e verdura e povera di zuccheri per prevenire la carie, e dall'abitudine ad andare dal dentista con regolarità per controlli periodici (in pandemia possono essere utili anche teleconsulti e altre forme di comunicazione via cellulare). Di solito il vantaggio è che questi comportamenti acquisiti si portano avanti nella crescita". I segnali a cui prestare attenzione nei bambini sono il sanguinamento delle gengive, l'edema, cioè una gengiva che diventa gonfia e il cambio di colore da rosa chiaro a rosso.
    "In particolari casi in cui si è figli di genitori che hanno la malattia parodontale -aggiunge Galano- potenzialmente potrebbe esserci una predisposizione, una propensione a sviluppare a propria volta la malattia. Ad oggi non esistono test genetici che permettano a monte di diagnosticare una problematica futura ; ciò su cui invece si può lavorare è la prevenzione, che passa appunto per igiene, sana alimentazione, controlli e nell'età tardo adolescenziale e adulta dall'evitare che il paziente inizi a fumare".
    Proprio gli adolescenti sono una categoria importante su cui investire per la prevenzione. "Anche in questa fascia di età registriamo un'importante prevalenza di carie e gengiviti-conclude Galano-: il particolare periodo vissuto dai ragazzi anche dal punto di vista ormonale può avere un riflesso notevole sulla risposta infiammatoria dell'organismo all'accumulo di placca. Ci sono oggi molti sistemi come app e altre simpatiche invenzioni che rendono più 'smart ' e facile dedicarsi all'igiene orale quando questa purtroppo ancora non costituisce una priorità". (ANSA).
   

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