Appello dei matematici per i ricercatori dell'Afghanistan

Per azioni concrete di accoglienza

Redazione ANSA

Il mondo accademico moltiplichi le iniziative per aiutare i ricercatori e ricercatrici afghani a poter continuare a lavorare in un ambiente aperto e accogliente, promuovendo presso la propria istituzione azioni concrete di accoglienza: è l'appello lanciato dal sito web di divulgazione MaddMaths!, cui hanno aderito sette società matematiche. Si tratta di Aica (Associazione Italiana per l'Informatica e il Calcolo Automatico), Aila (Associazione Italiana di Logica e sue Applicazioni), Airo (Associazione Italiana Ricerca Operativa),

Amases (Associazione per la Matematica Applicata alle Scienze Economiche e Sociali), Fima (Federazione Italiana di Matematica Applicata), Simai (Società Italiana di Matematica Applicata e Industriale) e Umi (Unione Matematica Italiana).

"La presa del potere da parte dei Talebani in Afghanistan ha causato nel paese uno sconvolgimento. Tra i principi più a rischio ci sono la libertà del pensiero (anche scientifico) e la parità di genere", si legge nell'appello. "Essere liberi di ragionare e insegnare a ragionare è l'esigenza primaria per una comunità scientifica. Di pari importanza è il dispiegamento di ogni sforzo per attuare la parità di genere.

Come matematici pensiamo che sia importante che le molte iniziative messe in atto si coordinino per formare una pressione forte, diffusa e autorevole nelle sedi internazionali opportune", continua. Già vari atenei si sono espressi in tal senso e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha avviato una petizione per promuovere l'accoglienza immediata di scienziate e scienziati provenienti dall'Afghanistan (che grazie anche al lancio dell'ANSA ha raggiunto 25.000 firme).

L'invito è a condividere l'appello via email o sui social con tutte le persone potenzialmente interessate, e a promuovere presso la propria istituzione azioni concrete di accoglienza. "Come matematici non cambieremo forse la politica mondiale - conclude l'appello - ma possiamo aiutare a risolvere alcune situazioni specifiche di difficoltà di giovani ricercatrici e ricercatori".

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