La strana danza di 6 mondi attorno al loro sole VIDEO

Potebbe suggerire una nuova teoria sulla formazione dei pianeti

Redazione ANSA

Osservato uno strano sistema planetario distante 200 anni luce, nella costellazione dello Scultore: è formato da sei mondi, cinque dei quali si muovono in risonanza, con un’inusuale danza celeste intorno a una stella più piccola e fredda del Sole. La scoperta, che potrebbe rivoluzionare la teoria di formazione dei pianeti, è pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics, si deve alle università svizzere di Ginevra e di Berna ed è coordinata dall'astrofisico Adrien Leleu, del Centro per lo spazio e l'abitabilità (Csh) dell'università di Berna e ricercatore del programma Cheops dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Chiamato Toi-178, il nuovo sistema planetario è stato studiato anche da Terra, con il Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio europeo meridionale (Eso). Dallo spazio lo ha invece studiato il satellite europeo Cheops, al quale l’Italia partecipa con Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Università di Padova e il gruppo Leonardo, ha realizzato gli ‘occhi’ del satellite.

 

A differenza di quanto accade nel Sistema Solare, nel sistema Toi-178 i pianeti gassosi più rarefatti si trovano più vicini alla loro stella rispetto ai pianeti con densità più alte, comparabili alla Terra. “Il momento più eccitante è stato trovare l’ultimo pianeta, cercandolo proprio dove indicato dallo schema delle risonanze scoperto con le prime osservazioni di Cheops”, spiega Isabella Pagano, dell’Inaf di Catania, responsabile in Italia per Cheops. “Per anni abbiamo detto che il satellite europeo ci avrebbe consentito solamente di approfondire la conoscenza di pianeti già noti. Oggi invece - sottolinea la studiosa - stiamo vedendo che è anche un formidabile strumento per scoprirne di nuovi, e quindi per svelare l’architettura dei sistemi planetari”.

I sei pianeti orbitano intorno alla loro stella molto più vicino e molto più velocemente di quanto non faccia la Terra col Sole. Il pianeta più veloce, il più interno, completa infatti un’orbita in appena un paio di giorni, mentre il più lento impiega circa venti giorni. Nessuno di loro si trova nella cosiddetta zona abitabile della stella, a una distanza tale cioè da avere acqua allo stato liquido e avere in questo modo condizioni favorevoli alla vita.

I sei pianeti hanno dimensioni comprese tra una a tre volte quella della Terra, mentre le loro masse sono da 1,5 a 30 volte quella terrestre. Alcuni di essisono rocciosi, ma più grandi della Terra, sono cioè delle cosiddette superterre, altri invece sono gassosi, più piccoli di Nettuno.


Rappresentazione artistica di un particolare del sistema planetario Toi-178 (fonte: ESO/L. Calçada/spaceengine.org)

 

Secondo gli astronomi, i pianeti seguono nelle loro orbite schemi ripetitivi, come in una danza ritmica, che porta cinque di loro ad allinearsi con regolarità dopo avere completato un certo numero di orbite. Questo risultato, spiegano gli autori dello studio, solleva dubbi sul fatto che il Sistema solare sia il modello planetario di riferimento nel cosmo.

Secondo gli esperti, infatti, “mentre il movimento orbitale nel sistema Toi-178 è armonioso, le proprietà fisiche dei pianeti sono più disordinate, con significative variazioni di densità da pianeta a pianeta. Questo contrasto - concludono - sfida la nostra comprensione della formazione e dell’evoluzione dei sistemi planetari”. Maggiori chiarimenti potrebbero arrivare in futuro dal nuovo telescopio dell’Eso, l'Extremely Large Telescope (Elt) che dovrebbe entrare in funzione nel 2025.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA