La tomba di un Sapiens in Africa, di 78.000 anni fa

Era di un bambino di tre anni

Adele Lapertosa

Quando è morto aveva quasi tre anni e chi viveva con lui si è preoccupato di dargli una sepoltura, scavando una tomba in un luogo protetto dalle intemperie: è la storia raccontata dalla tomba di 78.000 anni fa, scoperta in una grotta in Kenya ed è la sepoltura intenzionale più antica di un Homo Sapiens, cioè dell'uomo moderno, mai trovata in Africa. Le tappe che hanno portato alla scoperta, avvenuta per gradi grazie all'uso di tecnologie all'avanguardia, sono descritte sulla rivista Nature dal gruppo del Centro nazionale di ricerca sull'evoluzione umana di Burgos, diretto da Maria Martinon-Torres, che ha condotto la ricerca in collaborazione con l'Istituto Max Planck di Jena.

Finora le ricerche sull'evoluzione del comportamento umano moderno in Africa si sono concentrate sull'età della Pietra, tra 280.000 e 25.000 anni fa, ma le tracce di sepolture di questo periodo sono piuttosto scarse nel continente. Per questo i ricercatori sono rimasti sorpresi nello scoprire, nella grotta di Panga ya Saidi, lo scheletro parziale di un bambino di 2,5-3 anni. Lo hanno chiamato di Mtoto ('bambino' in Swahili). La tomba è stata scavata intenzionalmente per la sepoltura fino alla profondità 3 metri e il bambino era stato ricoperto con i sedimenti raccolti dal pavimento della grotta. Dalle ossa rimaste si è dedotto che le caratteristiche dentali sono quelle dell'Homo Sapiens.

"Abbiamo scoperto per primo il cranio, con l'articolazione della mandibola intatta e qualche dente da latte non ancora spuntato", scrive Martinon-Torres. "La colonna vertebrale e le costole - prosegue la ricercatrice - erano incredibilmente ben preservate, il che suggerisce che il corpo si sia decomposto nella fossa in cui è stato sepolto". Le analisi successive delle ossa e del suolo della caverna hanno poi confermato che il corpo del bambino era stato ricoperto velocemente dopo la sepoltura. In altre parole Mtoto era stato sepolto intenzionalmente poco dopo la sua morte.

"La posizione della testa suggerisce inoltre che vi fosse un supporto, come un cuscino, segno che la comunità cui apparteneva il bambino aveva eseguito una sorta di rito funerario", osserva Martinon-Torres. Ciò indica, secondo gli studiosi, che i comportamenti funerari degli uomini moderni in Africa non erano diversi da quelli dei Neanderthal e dei primi uomini moderni nell'Eurasia, dei quali sono state trovate diverse sepolture di adulti e bambini, ma ben più antiche, risalenti a 120.000 anni fa. "L'inumazione è una pratica condivisa tra Sapiens e Neanderthal - commenta Marco Peresani, del dipartimento di Scienze preistoriche dell'Università di Ferrara - Questa scoperta potrebbe aiutare a capire i flussi migratori dei Sapiens in Africa e fuori".

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