Copernicus, nel 2021 incendi devastanti ed emissioni record

Pesa il cambiamento climatico, i dati dai satelliti europei

Redazione ANSA

Il 2021 è stato un anno di incendi devastanti che nel mondo hanno prodotto 1.760 megatonnellate (ovvero 1,76 miliardi di tonnellate) di emissioni di carbonio, una quantità equivalente al 68% delle emissioni da combustibili fossili prodotte dall’Unione europea in tutto il 2020: a tracciare questo fosco bilancio, su cui pesano anche gli effetti del cambiamento climatico, sono i dati del Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (CAMS), il programma di osservazione satellitare della Terra gestito da Agenzia spaziale europea (Esa) e Commissione europea.

“Mentre l'anno volge al termine, abbiamo osservato che vaste regioni sono state colpite da un'intensa e prolungata attività di incendi, alcuni dei quali hanno raggiunto un livello mai registrato negli ultimi vent’anni”, afferma Mark Parrington, esperto presso l’ECMWF Copernicus Atmosphere Monitoring Service. “Le condizioni regionali più secche e calde causate dal surriscaldamento globale aumentano il rischio di infiammabilità e di incendio della vegetazione e questo si è tradotto in incendi estremamente estesi, in rapido sviluppo e persistenti che abbiamo monitorato”.

L’estate in particolare si è rivelata come la stagione più critica con emissioni record in diverse parti del globo: tra le più colpite ci sono Siberia, Nord America, Mediterraneo orientale e centrale e Nord Africa. Il totale mensile delle emissioni stimate del mese di luglio è stato pari a 343 megatonnellate di carbonio, di cui più della metà attribuite agli incendi in Nord America e in Siberia (già colpite da incendi nel mese di aprile in concomitanza con un anomalo innalzamento delle temperature). Ad agosto la situazione è perfino peggiorata, con un totale mensile di emissioni pari a 378 megatonnellate di carbonio rilasciate a livello globale. Nella regione del Mediterraneo, il Paese più colpito a luglio è stato la Turchia, ma le fiamme nella stagione calda non hanno risparmiato neppure Grecia, Italia, Albania, Macedonia, Algeria e Tunisia.

Implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea con finanziamenti dell’Ue, CAMS usa le osservazioni satellitari per monitorare gli incendi attivi in tutto il mondo, stimando le emissioni in tempo quasi reale e prevedendo l'impatto dell'inquinamento sulla qualità dell’aria e sull’atmosfera.

 

 

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