Dal Borneo alle Antille, in viaggio con Emilio Salgari

A 110 anni dalla morte, nei luoghi che lo scrittore fantasticò

(di Ida Bini) ROMA

Giungle fittissime e misteriose, miniere profonde e deserti infiniti, oceani burrascosi, spiagge accecanti e bagliori notturni: chi ama viaggiare non può non appassionarsi agli avventurosi romanzi e racconti di Emilio Salgari, lo scrittore che narrò la magia e la bellezza di tanti luoghi esotici dove non era mai stato. Scomparso il 25 aprile di 110 anni fa, lo scrittore veronese non viaggiò mai se non con la fantasia, descrivendo le avventure di popolari personaggi come Sandokan, pirata della Malesia, o dei corsari delle Antille e di tantissimi altri eroi immaginari in giro per il mondo. La sua produzione, nonché la sua fervente immaginazione, è vastissima: oltre 200 tra romanzi e racconti ambientati in tutto il globo, descritti tranquillamente seduto alla scrivania. L'autore, nato a Verona nel 1862, raccontò con meticolose e ricche descrizioni luoghi, piante, animali e paesaggi, oltre alla cultura e ai costumi di popoli lontani, traducendoli in avventure ed esplorazioni uniche: dalla foresta tropicale della Malesia all'innevata Siberia, dalle Montagne Rocciose del Nord America alle assolate pampas d'Argentina.
    Appassionato di nautica e di geografia, scrisse a 20 anni il suo primo racconto "I selvaggi della Papuasia", pubblicato in quattro puntate sul settimanale milanese La Valigia. Due anni dopo arrivò il primo successo con il romanzo "La tigre della Malesia" e da allora la sua carriera di scrittore non conobbe fine. Nonostante la fama, però, la sua vita fu scandita da continue difficoltà finanziarie ed esaurimenti nervosi fino al suicidio del 25 aprile 1911, quando si tolse la vita con un rasoio facendo harakiri, proprio come avrebbe fatto uno dei suoi personaggi.
    Il primo eroe di Salgari fu Sandokan, il protagonista di 11 libri sul ciclo dei Pirati della Malesia e della più celebre e popolare trasposizione televisiva. Simbolo di forza e coraggio, è l'uomo che si oppone all'ingiustizia e lotta per far trionfare la libertà. Dal suo inespugnabile rifugio nella piccola isola di Mompracem, Sandokan combatteva nelle acque del Borneo, che nel nostro immaginario è la primordiale terra di avventurieri senza scrupoli e di uomini che vivono in modo selvaggio. In realtà è un luogo paradisiaco del sudest asiatico, una terra ancora incontaminata caratterizzata da decine e decine di piccole isole e il centro di biodiversità più ricco del pianeta. Per descrivere nei minimi particolari quei luoghi lontani Salgari attingeva alla lettura, all'immaginazione ma soprattutto al suo sapere enciclopedico, catalogando ogni argomento - dalla botanica alla fauna e all'etnografia - in dettagliate schede da consultare. Per il suo primo successo volò con la fantasia nel Borneo, a Mompracem, nome di fantasia dell'isola della Malesia che da un'attenta ricostruzione era realmente esistita, ma distrutta da un'eruzione vulcanica. Esiste invece la baia di Labuan, dove era nata Marianna, l'amata moglie di Sandokan: si trova a 8 chilometri dalla costa del Sabah, lo Stato che con Sarawak occupa la parte malese della grande isola del Borneo. E' frequentata per le sue bellissime spiagge e famosa per il cimitero dei soldati australiani e inglesi che lì morirono combattendo i giapponesi nella seconda guerra mondiale. Ed esiste anche Kuching, la capitale del Sarawak, in cui visse sir James Brooke, l'acerrimo nemico di Sandokan.
    Sono ancora pochi i visitatori nel Borneo, attratti dal mare incontaminato e dalle spiagge deserte o dal paesaggio esotico dove rivivere le gesta del celebre eroe. Il Borneo, la terza isola più grande del mondo, si trova tra la Malesia e l'Indonesia ed è una terra davvero selvaggia, dove la vera ricchezza è la natura con le sue isole misteriose e i fondali paradisiaci, con 210 specie di mammiferi - 44 sono autoctone - e più di 360, scoperte di recente, tra animali e piante. Le più stravaganti e originali sono le scimmie con la proboscide, i serpenti arancioni e blu, le rane senza polmoni, gli insetti lunghi e stretti che misurano anche mezzo metro e le gigantesche piante di rafflesia dai fiori che pesano anche 10 chili.
    Spettacolare è la regione a nordest del Paese, il Sabah, che offre un interno affascinante e una costa varia e bellissima, come Sipadan Island, circondata dall'acqua trasparente, color smeraldo e con i fondali più spettacolari del mondo.
    Restando in Asia Salgari raccontò della Siberia con le miniere di Algasithal, luogo immaginario, e il lago Baikal, e dello sfarzo di un'antica corte cinese. In Africa, precisamente in Sudan, lo scrittore ambientò una storia d'amore durante la guerra mahdista tra le truppe sudanesi e l'esercito anglo-egiziano in un crescendo di avventure tra beduini e le fughe lungo il Nilo.
    Il mar dei Caraibi, l'isola di Tortuga e il Venezuela sono alcuni dei luoghi dove ambientò il fortunato romanzo d'avventura "Il corsaro nero", il primo di una serie di cinque romanzi riuniti sotto il titolo dei Corsari delle Antille. Anche in questo caso le descrizioni sono assolutamente precise e ricche di particolari, soprattutto nel racconto di flora e fauna.
    Salgari ambientò alcuni racconti anche in Europa: in Scozia tra le miniere di carbone e in Sardegna, sull'isola di san Pietro. I primi capitoli dei racconti "Le pantere di Algeri" e "La pesca dei tonni" sono ambientati nelle isole di sant'Antioco e di san Pietro, anche se Salgari sposta la tradizione delle tonnare della Sardegna meridionale 200 chilometri più a nord, nella rada di Alghero.
    Con la sua immancabile e fervida immaginazione raccontò anche dei cacciatori di balene al Polo Nord, dei negrieri del Sahara, dei deserti in Australia, delle cacce al condor in Cile, dei pescatori di perle nelle Antille, dei cercatori di tesori in Paraguay e della tragedia del cutter Eagle in rotta verso Barbados. Ci portò dal caldo mare dei Caraibi alle cime delle montagne del mondo, dal Rif del Marocco agli Urali, dal Tibet ai vulcani dell'Est europeo. (ANSA).
   

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