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Polonia: 230/o anniversario prima Costituzione in Europa

Lo storico Patricelli racconta contesto e genesi documento

02 maggio, 20:01
(ANSA) - PESCARA, 02 MAG - "La 'Costituzione più bella del mondo' è davvero esistita: è quella promulgata in Polonia il 3 maggio 1791, la prima in Europa e la seconda al mondo dopo quella americana. Nacque per intuito del re Stanisław Poniatowski, che vide in essa lo strumento indispensabile per modernizzare la Polonia e sottrarla alla morsa russo-tedesca che con la prima spartizione del 1772 aveva inglobato un terzo del territorio e della popolazione". A sostenerlo è lo storico Marco Patricelli, in una lunga intervista concessa all'ANSA in occasione del 230/o anniversario della promulgazione della Costituzione polacca.

Chi sono i promotori e i sostenitori della prima costituzione europea? "Poniatowski, ex favorito della zarina Caterina la grande - spiega lo storico Patricelli - aveva tentato di portare avanti la sua politica di riforme nel periodo 1788-1792. Per rafforzare lo Stato aveva concesso rappresentanza alla borghesia, varato provvedimenti a favore dei contadini e abolito il ricorso al liberum veto (un qualunque nobile poteva bloccare l'attività parlamentare), dichiarando la monarchia ereditaria e il regime a carattere parlamentare. Il potere esecutivo era nelle mani del re e del suo governo. Poniatowski godeva del determinante appoggio dei nobili riformatori e degli esponenti del Partito patriottico Hugo Kołłątaj (ideologo e leader), Stanisław Małachowski, Kazimierz Nestor Sapieha, Ignacy e Stanisław Kostka Potocki, l'italiano Scipione Piattoli.".

Ci descrive quale erano i punti cardine della Costituzione polacca? "Viene istituito un esercito nazionale di centomila uomini, è stabilita la tassazione sulla proprietà terriera, i cittadini delle città reali (quelle di proprietà dei magnati non erano contemplate dall'Atto) avevano la garanzia dell'inviolabilità personale. Erano disciplinati il diritto di acquisire terreni, l'accesso a molti uffici e alla carriera militare, la partecipazione al Sejm col determinante diritto di voto in questioni che riguardavano le città e il commercio. I diritti dei cittadini erano parificati a quelli dei nobili. Il Sejm decideva a maggioranza ed era depositario del potere legislativo, mentre quello esecutivo spettava a un organismo chiamato Difensori della Legge e composto dal re, dal primate e da cinque ministri: tutti erano sottoposti al principio della responsabilità. Apposite commissioni vigilavano su esercito, economia, ordine, pubblica amministrazione e l'istruzione. Pur preservando il carattere federale dello Stato polacco-lituano, era abolito ogni dualismo in materia di uffici, affari fiscali e gestione dell'esercito. Per i contadini si sancisce la protezione da parte della legge e del governo nazionale, ma si tace sulle loro libertà. Lo storico Edmund Burke, detto "il Cicerone britannico", definirà la costituzione della Polonia «una delle migliori mai toccate in sorte a una nazione».

È vero che la Costituzione polacca fu giudicata come una minaccia alla monarchia? Secondo Patricelli fu "troppo evoluta e troppo in anticipo sui tempi. Il 9 gennaio 1792 la Russia stipula la pace di Iaši con l'Impero Ottomano e rivolge nuovamente le sue attenzioni verso la Polonia, con l'appoggio della nobiltà polacca depauperata dei privilegi: i Branicki, Rzewuski, Potocki chiedono a Pietroburgo per «ristabilire l'ordine». La Prussia si muove in parallelo e così, «per salvare la Polonia dalla rivoluzione», come ipocritamente si dirà, nel 1793 viene invasa da est e da ovest. In due mesi vengono spazzati l'esercito e la costituzione. Questa seconda spartizione depaupera la Polonia di oltre 300 mila chilometri quadrati e tre milioni di abitanti.

Nel 1795 la Polonia scompare dalla carta dell'Europa per rinascere solo nel 1918". (ANSA).

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